Io amo Dante, follemente. Anche perché mi ha insegnato…

Io amo Dante, follemente
Io amo Dante, follemente. Anche perché mi ha insegnato “Vuolsi così colà dove si puote/ciò che si vuole, e di più non dimandare”, che è la più bella perifrasi mai sentita per dire a uno “Fatti i cazzi tuoi”.

Non so se è perchè sia domenica, oppure perchè la settimana prossima è Natale, ma stasera ho voglia di scherzare, anche se non troppo.

La frase dell’utente Twitter e condivisa dalla pagina Facebook Univeti non necessita certo di grosse spiegazioni

Io amo Dante, follemente. Anche perché mi ha insegnato “Vuolsi così colà dove si puote/ciò che si vuole, e di più non dimandare”, che è la più bella perifrasi mai sentita per dire a uno “Fatti i cazzi tuoi”

Chiunque abbia fatto le scuole superiori conosce il Sommo Poeta, i suoi versi e magari si sarà dilettato a farne una versione satirica.

Lo sguardo superficiale usato fin qui, però, non mi basta:voglio andare oltre.

Nella vita, a tutti saranno capitate queste due cose:

  • Insultare qualcuno
  • Essere insultati da qualcuno

Le offese gratuite non mi sono mai piaciute sia chiaro. Tuttavia, esistono almeno due eccezioni:

  1. Quando qualcuno ci offende
  2. Quando abbiamo instaurato con qualcuno uno spirito cameratesco

Nel primo caso, sarebbe troppo semplice vendicarsi, ma dobbiamo comunque mostrare il nostro disappunto con civiltà e ironia: una parafrasi è proprio quello che ci vuole…e più alto è la fama della citazione usata, meglio è.

Nel secondo caso, che potremmo definire cameratismo, le parole non sottendono un significato offensivo, bensì uno diametralmente opposto, che potrei riassumere con un pensiero come

So che mi capisci così come io capisco te: faccio questa battuta perchè tu la intenderai nel modo corretto

A volte, però, può capitare che qualcuno esageri: non dobbiamo avere paura nel mostrare il nostro disappunto. Un dialogo aperto migliora sensibilmente i rapporti.

Resta single finché non trovi una persona che capisca

Mèlanie Bernet una volta era single
Mèlanie Berliet e Marito nella Foto pubblicata da “L’Huffington Post”

Dato lo mio status di single incallito, durato più di quanto non avessi voluto in realtà, non dovrebbe stupirvi che questa mattina la mia attenzione sia stata catturata da una notizia pubblicata da L‘Huffington Post intitolata

Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

In cui Mèlanie Berliet, che vedete ritratta nell’immagine insieme al marito, racconta pro e contro di una vita di coppia ai single. Tutti sono stati  single per un certo periodo della loro esistenza. Facile, quindi, fare paragoni fra il prima ed il dopo, intendendo fra la vita da single e la vita in compagnia di qualcuno.

In pratica, la giornalista racconta al proprio pubblico, fra cui ci sarà un esercito di single ambosessi, uno spicchio della vita che chi non è accasato conoscerà solo in futuro…ammesso e non concesso di trovare e di voler trovare qualcuno con cui condividere la propria vita.

Diciamoci la verità: è un esercizio che facciamo tutti immaginando ciò che non abbiamo. Quante volte ci poniamo la domanda

Come sarebbe la mia vita se…?

Qualcuno di noi avrà sicuramente immaginato come potrebbe essere vivere come

  • Un milionario
  • Un astronauta
  • Un politico importante

A volte realizzeremo questo sogno, altre volte rimarrà tale. Solo i secondi, però, potranno dire di aver provato pregi e difetti di un modo di vivere solamente immaginato tempo prima.

Vorreifarvi una domanda

Secondo voi, perché non realizziamo veramente i nostri sogni ?

Qualunque sia la vostra risposta, sarà ben accetta: io non l’ho ancora trovata! ;a Paura, quella con la maiuscola, che ci blocca e ci impedisce di agire, potrebbe essere un’ipotesi. Resta il fatto che tanti sogni sono destinati a rimanere tali perché non proviamo a realizzarli.

Adesso la Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia…

Frase di Ravine
Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

Le reazioni – anche satiriche – sul referendum che ha coinvolto Lombardia e Veneto lo scorso week-end non si sono fatte attendere.

Questa mattina ho trovato sulla pagina Facebook Kotiomkin  la frase

Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

In questo blog parlo raramente di politica: lo faccio quando, a mio parere, l’argomento della votazione mi ha colpito particolarmente, come accadde ai tempi della Brexit.

Noto alcuni punti in comune in due eventi così distanti geograficamente

  • La paura dell’altro
  • Un istinto di conservazione di massa
  • La paura di ciò che percepiamo come diverso o non conosciuto

Dovrebbe essere così semplice per tutte le persone capire che basterebbe essere un po’ più aperti alle opinioni altrui per evitare la maggior parte di questi confronti in cui si rischia di non avere nessun vincitore e molti sconfitti: una guerra combattuta a suon di schede, elettorali o referendarie, anziché con le armi propriamente dette.

La frase di oggi è  volutamente provocatoria, ovviamente, ma nasconde una verità di fondo piuttosto palese. Per capire un altro punto di vista occorrerebbe calarsi nei panni altrui. Non essendo praticamente possibile, si dovrebbe sopperire con uno sforzo di comunicazione ed uno di immaginazione.

Prima di tutto, occorrerebbe chiedere ad una persona quali sono le difficoltà che incontra nel vivere nella propria città. Anche la gente più agiata, che ha una vita invidiabile, potrebbe trovare qualcosa da modificare nella realtà che sta vivendo.

Vi siete mai chiesti come sia la vita di una persona che conoscete? Sicuramente sì, ma non vi siete mai soffermati troppo su questa domanda. Fate questo sforzo, ogni tanto: non so se cambierete idea, ma sicuramente capirete un po’ di più del punto di vista altrui.

Addio alla ‘migliore band italiana di tutti i tempi’

Ritratto in bianco e nero della band "Elio e le Storie Tese"
Ritratto in bianco e nero di “Elio e le Storie Tese”

La notizia l’hanno data i giornali già da ieri: i componenti della band Elio e le Storie Tese si separeranno il 19 dicembre prossimo, dopo il loro ultimo concerto al Forum di Assago.

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La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi

Frase di Audrey Hepburn
La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Che ci crediate o no, conosco di persona la modella che presta il volto alla campagna pubblicitaria della ditta IBC :a meno che la modella non mi dia il suo permesso, non vi rivelerò il suo nome nemmeno sotto tortura, perché tengo molto alla privacy di tutti.

Sinceramente, sull’immagine non c’è nulla da dire: un bel ritratto di una bella ragazza, ovvero ciò che ci vuole per una pubblicità cartacea ben fatta.

La frase usata come payoff merita sicuramente qualche riga in più, anche solo per il fatto che è stata pronunciata da Audrey Hepburn.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Come direbbe il proverbio

Anche l’occhio vuole la sua parte

e deve essere stato semplice per Audrey pronunciarla, dato che la sua bellezza trascendeva gli occhi.

Più degli occhi, comunque importanti, per stabilire un legame con una persona si dovrebbe guardare al suo cuore, ovviamente in senso metaforico, perché è la sede dei sentimenti.

Il problema è che sempre meno persone si aprono spontaneamente agli altri: forse per paura di essere feriti, un po’ meno per il timore di ferire il prossimo. In altre parole, siamo sempre più egoisti.

La soluzione continuo a ripeterla da tempo: aprirsi di più, che non significa solo dire agli altri i propri problemi, ma anche ascoltare quelli altrui e considerare il proprio interlocutore come persona.

 

 

La finta perfezione

Mi scuso con chi vorrà vedere il video di stasera: non sono riuscito a trovare una versione migliore su youtube. Se volete vederlo meglio, vi consiglio di visitare la pagina Facebook Linfa vitale.

Il titolo è molto esplicativo

La finta perfezione

Le immagini che scorrono ci mostrano utenti dei Social Network intenti a mostrarsi al meglio della loro forma, ma ciò che non vediamo mostrerebbe un’altra realtà.

Se, un tempo, questo giochetto era buono per un servizio su un rotocalco femminile (e per vendere più cosmetici), ora sembriamo tutti presi dalla smania di mostrarci in forma smagliante. Io e pochi altri sembriamo sempre pronti per andare a dormire, piuttosto che prepararci nei minimi dettagli anche quando andiamo in ufficio.

Stiamo forse tutti aspirando ad una carriera in passerella? Non credo: data l’età media italiana, molta gente sarebbe  fuori quota, oltre che fuori forma.

Anche se è giusto mostrarsi al meglio delle proprie possibiità ed un bell’aspetto aiuta sicuramente a fare colpo, ciò che conta è ciò che siamo realmente: una persona dotata di un minimo di spirito critico vi smaschererà dopo poco tempo. Un modo per vedere come sia una persona nella vita di tutti i giorni c’è, ma lo usiamo poco: andiamo a trovarlo d’improvviso a casa sua, anche solo per farci offrire un caffè…ma mi raccomando: non mettetevi in tiro.

 

Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti

Frase anonima su chi si fa grande
Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti.

Parlare della frase di stasera, condivisa da I valori della vita, potrebbe essere pericolo per un blogger come me e per un blog come questo

Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti.

Del resto, pochi di voi mi conoscono di persona e tutti gli altri potrebbero avere l’impressione che sia uno che predica bene e razzola male, per usare un modo di dire, ma non mi considero certo un grande. Una piccola prova è data dal fatto che non è la prima volta che parlo di un concetto simile.

Andando più in profondità, posso dire che esigo lo stesso rispetto da parte degli altri. In due parole, posso dire che mi sento avvilito in due frangenti:

  1. Quando una persona non riesce a mantenere le sue promesse
  2. Quando io non riesco a mantenere le promesse fatte

Tutte le motivazioni che possiamo avere – per quanto sensate – servono a ben poco, se usate frequentemente: mantenere una promessa è la regola, non l’eccezione.

Come possiamo rispettare questa regola? Semplicemente, ascoltandoci di più.

Facciamo un piccolo esempio: conoscete il vostro miglior amico dai tempi del Liceo, perciò sapreste descriverlo meglio di sua madre (con tutto il rispetto per le madri). Logicamente, sapete anche pregi, difetti, segreti e cosa trova fastidioso il vostro amico: avreste in mano tutte le carte possibili ed immaginabili sia per farlo felice, che per distruggerlo. La scelta spetta a voi.

Io scelgo sempre la prima opzione, ma pretendo che anche gli altri facciano lo stesso con me.

Scrivendo di getto (ogni articolo mi occupa al massimo mezz’ora di tempo e questo articolo mi ha richiesto molto meno tempo), posso fornirvi un’ulteriore prova. Se non vi bastano…beh, allora dovete conoscermi e non farvi fregare dalla vostra impressione, dalla mia ansia o da quello che volete voi.

 

Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Perché amo i lupi solitari
Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Trovo che la frase di oggi, condivisa dalla pagina Facebook La bella e la bestia  pecchi di originalità

Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

perché mi ricorda molto il primo Charles Bukowski. Non possiamo pretendere che tutti nascano geni in un qualunque campo, anche se molti credono di esserlo…ma questo è un altro discorso.

Del rapporto che si instaura tra

  • Genitori e figli
  • Capo e sottoposti
  • Leader e gruppo

ne hanno parlato a profusione: non posso aggiungere altro e – comunque – concordo con gli studi sociologici finora condotti.

Oltre ai veri rapporti, ci sono anche quelli falsi: io me ne sono sempre andato, quando ho capito che stavo vivendo un falso rapporto, a costo di sacrificare amicizie profonde….Anche se – poi – mi sono reso conto che l’amicizia era profonda solo per me.

Il motivo potrebbe essere semplicemente etichettato come orgoglio, ma – sinceramente – c’è una spiegazione più corretta: certe cose non si fanno.

L’unica regola che mi sono dato in un rapporto è

Prima persona, poi tutto il resto

A prescindere dallo status sociale del mio interlocutore, nutro il massimo rispetto per la persona che mi trovo davanti e pretendo che lui faccia lo stesso con me.

Se questa regola non viene rispettata, per esempio quando mi obbligano a seguire certi percorsi o mi giudicano senza conoscere gran parte della mia vita ho un solo comandamento: i litigi non servono a nulla e la persona non cambierà idea solo perché lo dico io oppure perché io voglio solo far valere le mie ragioni. Tanto vale abbandonarla, ma sarò sempre disponibile a riaccoglierla a braccia aperte quando capirà il suo errore, ammesso che lo faccia. Le scuse sincere fanno sempre piacere.

Contro

 

Oggi non scriverò l’articolo previsto, ma cambierò argomento: negli ultimi giorni ho riflettuto molto. Come descrivermi veramente? Tanti si sono fatti opinioni sul mio conto, spesso conoscendomi poco, forse perché anche io mi sono fatto conoscere poco…o forse perché anche io mi conosco poco.

Quali siano i miei gusti musicali non è certo un mistero: basta girare sul blog per capirlo. Qualcuno dice che io sia

  • Affidabile
  • Empatico
  • Corretto

Non so se sia vero. L’unica mia certezza è quella di essere una persona Contro.

Contro cosa è facile intuirlo: sono contro le ingiustizie perpetrate nei confronti del prossimo. Spiegare meglio questo concetto non è altrettanto semplice: qualsiasi frase non renderebbe l’idea. Forse è proprio questo il significato profondo della mia ansia: non riuscire a spiegare al mio interlocutore di turno le mie ragioni.

Tutti commettiamo errori: anche io ne ho fatti. Se ho mancato di riguardo a qualcuno, chiedo scusa: non era mia intenzione. Non pretendete, però, che io non venga ferito quando qualcuno mi manca di rispetto: del resto, sono una persona come voi.

So di essere troppo rigido nei miei comportamenti: sto facendo il possibile per rendermi più umano.

Di fondo, però, resterò sempre una persona contro.