Resta single finché non trovi una persona che capisca

Mèlanie Bernet una volta era single
Mèlanie Berliet e Marito nella Foto pubblicata da “L’Huffington Post”

Dato lo mio status di single incallito, durato più di quanto non avessi voluto in realtà, non dovrebbe stupirvi che questa mattina la mia attenzione sia stata catturata da una notizia pubblicata da L‘Huffington Post intitolata

Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

In cui Mèlanie Berliet, che vedete ritratta nell’immagine insieme al marito, racconta pro e contro di una vita di coppia ai single. Tutti sono stati  single per un certo periodo della loro esistenza. Facile, quindi, fare paragoni fra il prima ed il dopo, intendendo fra la vita da single e la vita in compagnia di qualcuno.

In pratica, la giornalista racconta al proprio pubblico, fra cui ci sarà un esercito di single ambosessi, uno spicchio della vita che chi non è accasato conoscerà solo in futuro…ammesso e non concesso di trovare e di voler trovare qualcuno con cui condividere la propria vita.

Diciamoci la verità: è un esercizio che facciamo tutti immaginando ciò che non abbiamo. Quante volte ci poniamo la domanda

Come sarebbe la mia vita se…?

Qualcuno di noi avrà sicuramente immaginato come potrebbe essere vivere come

  • Un milionario
  • Un astronauta
  • Un politico importante

A volte realizzeremo questo sogno, altre volte rimarrà tale. Solo i secondi, però, potranno dire di aver provato pregi e difetti di un modo di vivere solamente immaginato tempo prima.

Vorreifarvi una domanda

Secondo voi, perché non realizziamo veramente i nostri sogni ?

Qualunque sia la vostra risposta, sarà ben accetta: io non l’ho ancora trovata! ;a Paura, quella con la maiuscola, che ci blocca e ci impedisce di agire, potrebbe essere un’ipotesi. Resta il fatto che tanti sogni sono destinati a rimanere tali perché non proviamo a realizzarli.

Adesso la Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia…

Frase di Ravine
Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

Le reazioni – anche satiriche – sul referendum che ha coinvolto Lombardia e Veneto lo scorso week-end non si sono fatte attendere.

Questa mattina ho trovato sulla pagina Facebook Kotiomkin  la frase

Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

In questo blog parlo raramente di politica: lo faccio quando, a mio parere, l’argomento della votazione mi ha colpito particolarmente, come accadde ai tempi della Brexit.

Noto alcuni punti in comune in due eventi così distanti geograficamente

  • La paura dell’altro
  • Un istinto di conservazione di massa
  • La paura di ciò che percepiamo come diverso o non conosciuto

Dovrebbe essere così semplice per tutte le persone capire che basterebbe essere un po’ più aperti alle opinioni altrui per evitare la maggior parte di questi confronti in cui si rischia di non avere nessun vincitore e molti sconfitti: una guerra combattuta a suon di schede, elettorali o referendarie, anziché con le armi propriamente dette.

La frase di oggi è  volutamente provocatoria, ovviamente, ma nasconde una verità di fondo piuttosto palese. Per capire un altro punto di vista occorrerebbe calarsi nei panni altrui. Non essendo praticamente possibile, si dovrebbe sopperire con uno sforzo di comunicazione ed uno di immaginazione.

Prima di tutto, occorrerebbe chiedere ad una persona quali sono le difficoltà che incontra nel vivere nella propria città. Anche la gente più agiata, che ha una vita invidiabile, potrebbe trovare qualcosa da modificare nella realtà che sta vivendo.

Vi siete mai chiesti come sia la vita di una persona che conoscete? Sicuramente sì, ma non vi siete mai soffermati troppo su questa domanda. Fate questo sforzo, ogni tanto: non so se cambierete idea, ma sicuramente capirete un po’ di più del punto di vista altrui.

In via d’estinzione ci abitano un sacco….

In via d'estinzione ci abitano un sacco di persone perbene
In via d’estinzione ci abitano un sacco di persone perbene

Io e l’amministratore della pagina Facebook Il conte senza terra non ci conosciamo, ma sappiamo entrambi che Sean Connery non avrebbe mai potuto pronunciare la frase

In via d’estinzione ci abitano un sacco di persone perbene

Il gioco di parole è troppo italiano per riuscire altrettanto bene in inglese. Lo stesso concetto nella lingua d’oltremanica è espresso dalla parola endangered. Non ci trovo alcuna assonanza.

Non saprei se esiste un modo universalmente accettato per descrivere una persona perbene: ognuno ha i suoi parametri. Di certo, è chiaro che una persona perbene deve rispettare il prossimo.

Detto così, sembra relativamente semplice, ma non lo è: altrimenti non si spiegherebbero

  • Litigi
  • Contrasti
  • Guerre

di cui ogni giorno siamo protagonisti o spettatori. Certo, esistono le regole dettate dal codice civile o dall’ordinamento giuridico di un qualsiasi Paese. Tuttavia, a volte i contrasti si generano anche quando sarebbe legalmente tutto a posto.

Trovo normale che, ogni tanto, possano nascere litigi o contrasti fra più individui: del resto, siamo tutti diversi.  Non esiste una via per essere sempre tutti d’accordo. Comunque, c’è modo e modo per redimere i contrasti stessi.

Tante volte ho invitato ad ascoltarsi di più, poche volte ho dato consigli, ma questa volta voglio fare un’eccezione: quando litigate con qualcuno, prendetevi qualche minuto per calmarvi, poi invitate l’altro litigante ad una pacifica discussione chiarificatrice. Se accade che non voglia sentire ragione o non voglia calmarsi, cercate di fissare una sorta di appuntamento, comunque non insistendo troppo.

Una volta fatto questo, cercate di spiegare come si sono svolti i fatti, ovviamente secondo il vostro punto di vista. Il più delle volte, si è trattato di una semplice incomprensione, perciò capirete che si è trattato di un semplice malinteso. Dimostrate, quindi, che le persone perbene non si stanno estinguendo.

Addio alla ‘migliore band italiana di tutti i tempi’

Ritratto in bianco e nero della band "Elio e le Storie Tese"
Ritratto in bianco e nero di “Elio e le Storie Tese”

La notizia l’hanno data i giornali già da ieri: i componenti della band Elio e le Storie Tese si separeranno il 19 dicembre prossimo, dopo il loro ultimo concerto al Forum di Assago.

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La finta perfezione

Mi scuso con chi vorrà vedere il video di stasera: non sono riuscito a trovare una versione migliore su youtube. Se volete vederlo meglio, vi consiglio di visitare la pagina Facebook Linfa vitale.

Il titolo è molto esplicativo

La finta perfezione

Le immagini che scorrono ci mostrano utenti dei Social Network intenti a mostrarsi al meglio della loro forma, ma ciò che non vediamo mostrerebbe un’altra realtà.

Se, un tempo, questo giochetto era buono per un servizio su un rotocalco femminile (e per vendere più cosmetici), ora sembriamo tutti presi dalla smania di mostrarci in forma smagliante. Io e pochi altri sembriamo sempre pronti per andare a dormire, piuttosto che prepararci nei minimi dettagli anche quando andiamo in ufficio.

Stiamo forse tutti aspirando ad una carriera in passerella? Non credo: data l’età media italiana, molta gente sarebbe  fuori quota, oltre che fuori forma.

Anche se è giusto mostrarsi al meglio delle proprie possibiità ed un bell’aspetto aiuta sicuramente a fare colpo, ciò che conta è ciò che siamo realmente: una persona dotata di un minimo di spirito critico vi smaschererà dopo poco tempo. Un modo per vedere come sia una persona nella vita di tutti i giorni c’è, ma lo usiamo poco: andiamo a trovarlo d’improvviso a casa sua, anche solo per farci offrire un caffè…ma mi raccomando: non mettetevi in tiro.

 

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un'unica cosa…la gente sincera

DoppiGiochiDoppieFacceApprofittatoriGenteSincera
Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

Come avrete capito leggendo il post di ieri, io e Paola stiamo tentando un riavvicinamenteo dopo un pesante litigio: non entro nei dettagli, proprio perchè sono state le parole a generare un grandissimo problema.

Stamattina, però, ho trovato una frase sulla pagina Facebook Pianeta donne che mi riporta all’inizio di tutto questo e ne è una degna conclusione

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

A volte, omettiamo di dire delle cose ai nostri amici con varie motivazioni:

  • Non ci sembra il momento opportuno
  • Vogliamo dirglielo di persona
  • Varie ed eventuali

Il litigio con Paola mi ha insegnato una cosa: queste non sono motivazioni, sono scuse! Fossi stato più sincero con Paola fin da subito, forse non sarebbe successo nulla di grave: chi lo sa?

Ho capito che c’è un solo modo per iniziare o continuare un rapporto: dire sempre e subito la verità. Una persona va accettata nella sua totalità in quanto tale, con pregi e difetti.

I modi di contattare una persona li abbiamo sempre a portata di mano: si usano e si parla…Le altre strategie – se così posso chiamarle – sono solo un modo di prendersi in giro reciprocamente.

Tanto per chiarezza, voglio dire a Paola una cosa: la frase qui sopra è generale perchè questo è un blog, perciò mi rivolgo a tutti coloro mi leggono.

 

Quando brilli, incontrerai due tipi di persone …

Frase anonima
Quando brilli, incontrerai due tipi di persone. Quelli che vogliono rimanere al tuo fianco e ti aiutano a brillare di più…E quelli che non sopportano la tua luce e faranno di tutto per spegnerla

La frase di oggi era troppo lunga per riportarla tutta nel titolo, ma non è la prima volta che parlo dell’incontro di persone, ed il concetto è quasi il medesimo di allora

Quando brilli, incontrerai due tipi di persone. Quelli che vogliono rimanere al tuo fianco e ti aiutano a brillare di più…E quelli che non sopportano la tua luce e faranno di tutto per spegnerla

anche se questa volta è stata pubblicata sulla pagina Facebook Frasi bellissime. Se è stata condivisa su due pagine diverse, significa una cosa sola:siamo tutti d’accordo.

Purtroppo, raramente le persone ammettono la loro cattiveria, confondendola con concetti che sono ben distanti dall’essere cattivi:

  • Essere sanguigni
  • Essere convincenti
  • Essere convinti di ciò che si sostiene

Perché la gente si comporta così? Io ho una mia teoriaquelle persone hanno paura di noi. Chissà per quale motivo, temono di essere schiacciati dalle nostre parole, dal nostro comportamento, dal nostro essere così.

Volete sapere la verità?  Quando trovo persone che si comportano in questo modo, il mio primo pensiero è dargli il numero della mia psicanalista, perché non hanno capito una cosa basilare del mio carattere: non farò mai del male ad una mosca, anzi apprezzerò il lato positivo del carattere di ognuno.

Chi teme di essere schiacciato da me, semplicemente non è empatico. In genere, chi teme questo è colui che cerca di schiacciarmi…ma io mi tiro fuori prima, state tranquilli: non vi libererete facilmente di me.

Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti

Frase anonima su chi si fa grande
Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti.

Parlare della frase di stasera, condivisa da I valori della vita, potrebbe essere pericolo per un blogger come me e per un blog come questo

Chi si fa grande con le parole, si fa piccolo con i fatti.

Del resto, pochi di voi mi conoscono di persona e tutti gli altri potrebbero avere l’impressione che sia uno che predica bene e razzola male, per usare un modo di dire, ma non mi considero certo un grande. Una piccola prova è data dal fatto che non è la prima volta che parlo di un concetto simile.

Andando più in profondità, posso dire che esigo lo stesso rispetto da parte degli altri. In due parole, posso dire che mi sento avvilito in due frangenti:

  1. Quando una persona non riesce a mantenere le sue promesse
  2. Quando io non riesco a mantenere le promesse fatte

Tutte le motivazioni che possiamo avere – per quanto sensate – servono a ben poco, se usate frequentemente: mantenere una promessa è la regola, non l’eccezione.

Come possiamo rispettare questa regola? Semplicemente, ascoltandoci di più.

Facciamo un piccolo esempio: conoscete il vostro miglior amico dai tempi del Liceo, perciò sapreste descriverlo meglio di sua madre (con tutto il rispetto per le madri). Logicamente, sapete anche pregi, difetti, segreti e cosa trova fastidioso il vostro amico: avreste in mano tutte le carte possibili ed immaginabili sia per farlo felice, che per distruggerlo. La scelta spetta a voi.

Io scelgo sempre la prima opzione, ma pretendo che anche gli altri facciano lo stesso con me.

Scrivendo di getto (ogni articolo mi occupa al massimo mezz’ora di tempo e questo articolo mi ha richiesto molto meno tempo), posso fornirvi un’ulteriore prova. Se non vi bastano…beh, allora dovete conoscermi e non farvi fregare dalla vostra impressione, dalla mia ansia o da quello che volete voi.

 

Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Perché amo i lupi solitari
Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Trovo che la frase di oggi, condivisa dalla pagina Facebook La bella e la bestia  pecchi di originalità

Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

perché mi ricorda molto il primo Charles Bukowski. Non possiamo pretendere che tutti nascano geni in un qualunque campo, anche se molti credono di esserlo…ma questo è un altro discorso.

Del rapporto che si instaura tra

  • Genitori e figli
  • Capo e sottoposti
  • Leader e gruppo

ne hanno parlato a profusione: non posso aggiungere altro e – comunque – concordo con gli studi sociologici finora condotti.

Oltre ai veri rapporti, ci sono anche quelli falsi: io me ne sono sempre andato, quando ho capito che stavo vivendo un falso rapporto, a costo di sacrificare amicizie profonde….Anche se – poi – mi sono reso conto che l’amicizia era profonda solo per me.

Il motivo potrebbe essere semplicemente etichettato come orgoglio, ma – sinceramente – c’è una spiegazione più corretta: certe cose non si fanno.

L’unica regola che mi sono dato in un rapporto è

Prima persona, poi tutto il resto

A prescindere dallo status sociale del mio interlocutore, nutro il massimo rispetto per la persona che mi trovo davanti e pretendo che lui faccia lo stesso con me.

Se questa regola non viene rispettata, per esempio quando mi obbligano a seguire certi percorsi o mi giudicano senza conoscere gran parte della mia vita ho un solo comandamento: i litigi non servono a nulla e la persona non cambierà idea solo perché lo dico io oppure perché io voglio solo far valere le mie ragioni. Tanto vale abbandonarla, ma sarò sempre disponibile a riaccoglierla a braccia aperte quando capirà il suo errore, ammesso che lo faccia. Le scuse sincere fanno sempre piacere.