Buondì Motta: il finale col botto

Dopo aver sterminato la propria famiglia, la bambina sorridente del famoso spot del Buondì Motta è tornata, presumibilmente per l’ultima  volta. Non vi svelo il motivo, ma vi anticipo che la colpa sarà di chi non crede ai bambini. Se non si crede alle nuove generazioni, il futuro della nostra esistenza sarà in pericolo.

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BIT 2018 – Your travel Exibithion

BIT 2018 – Your Travel Exhibition

Meno di ventiquattro ore dopo la chiusura del Festival di Sanremo, l’attenzione delle persone è già stata fagocitata dal prossimo evento: la BIT 2018, che ha aperto i cancelli ieri a Milano, in quella che – dal 2005 – è comunemente chiamata La Fiera Vecchia, per distinguerla dal Polo Fieristico di Rho.

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A Natale puoi…

Ci sono vari motivi per cui mi piacciono le canzoni rap:

  1. Prendono a riferimento l’attualità
  2. Usano un linguaggio semplice
  3. Ci fanno considerare le cose sotto un’altra prospettiva

Non so chi abbia avuto l’idea di campionare il jingle della Bauli e aggiungere un testo valido nel corso del tempo: ciò che possiamo fare questo Natale lo avremmo potuto fare nel Natale Passato e lo potremo fare anche nel Natale Futuro. Comunque sia, nella sua semplicità, trovo questa idea semplicemente geniale.

Pubblicità a parte, ci sono tante cose che possiamo fare a Natale. Alcune di esse le facciamo veramente:

  • Andiamo a trovare chi non vediamo da tempo
  • Facciamo regali
  • Ci concediamo più di qualcosa a livello culinario

Sull’ultimo punto, è chiaro che – se mangiassimmo tutti i giorni come mangiamo in questo periodo dell’anno – avremmo qualche problema di salute….Ma cosa mi dite degli altri due? La vita si compone di trecentosessantacinquegiorni all’anno: possibile che telefoniate ai vostri amici lontani solo in queste occasioni?

 

Grazie Coca cola

 

A volte non ci pensiamo, ma ci sono prodotti che hanno cambiato profondamente la nostra vita. È anche grazie a questi prodotti che viviamo in un determinato modo. Non mi riferisco ad elettrodomestici o a quella che definirei informatica di consumoma a cose come

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Le ragazze non vogliono né bracciali né anelli

Le ragazze non vogliono bracciali
Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli: vogliono la lettera per Hogwarts

Due giorni dopo aver scritto a proposito della pubblicità natalizia di Pandora, mi tocca tornare a parlarne. In un certo senso, una campagna pubblicitaria che sembra indirettamente più dedicata a noi maschietti che alle ragazze.

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Secondo te, cosa le farebbe piacere?

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La campagna pubblicitaria Pandora sulla metropolitana di Milano

Visitando questo blog, avrete sicuramente notato come io trovi in un messaggio qualsiasi dei significati ulteriori a quelli espliciti.

Tuttavia, quando ho letto la notizia

Regali di Natale, un ferro da stiro o un bracciale? Polemica a Milano sulla pubblicità nel metrò

Sulle pagine del quotidiano La Repubblica non credevo ai miei occhi. In breve: un gruppo di donne dedite al burlesque si è sentita offesa dalla pubblicità Pandora che campeggia nelle stazioni della metropolitana di Milano in questi giorni.

Essendo uomo, forse non sono la persona adatta per commentare, ma ci proverò comunque.

Mi piace immaginare che il pubblicitario abbia letto il mio articolo del 13 novembre scorso, declinando il messaggio agli scopi commerciali. Per come è stato composta, la pubblicità si rivolge ad un pubblico maschile: alzi la mano il primo uomo che non stia pensando in questi giorni ad un regalo per la propria donna, sia essa

  • Sua madre
  • Sua moglie
  • Sua nonna

Provando a declinare lo stesso messaggio per rivolgerlo al pubblico femminile, si potrebbe dire

Un computer, una valigetta, un pigiama, una sciarpa, un Apple Watch

Secondo te cosa gli farebbe piacere?

Spero che la Apple non se la prenda per averla citata nell’esempio: è il primo prodotto che mi è venuto in mente. Non sono un veggente, ma mi piace immaginare che lo spirito cameratesco maschile avrebbe portato tutti a farsi una grassa risata….e magari a scrivere una letterina a Babbo Natale per avere un determinato orologio nuovo.

Politica o spettacolo?

 

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Politica o spettacolo?

Oggi è uscito il primo numero con la nuova veste grafica del quotidiano La Repubblica: è un fatto, non una pubblicità.

La pubblicità – quella vera – l’ha giustamente fatta il quotidiano stesso.

I pochi elementi che la compongono costituiscono un messaggio molto complesso.

Per comprenderla, occorre farsi una domanda, che il copywriter ha voluto provocatoria, scegliendo la frase

“Politica o spettacolo?”

Beppe Grillo potrebbe essere definito un uomo politico o un uomo di spettacolo, a seconda del contesto in cui lo consideriamo. Una scelta che spetterà ai redattori a seconda del caso, ma anche noi siamo portati a fare quasi ogni giorno una simile distinzione.

Potrebbe sembrare strano, ma non lo è: tutte le persone possono essere più cose contemporaneamente

  • Un amico può essere anche un collega
  • Uno sconosciuto potrebbe essere anche un compagno di viaggio
  • Un medico potrebbe essere anche parente di un paziente

Sono solo esempi, naturalmente: la lista potrebbe continuare all’infinito.

Al di fuori del contesto pubblicitario e giornalistico, è difficile definire in modo così esatto una persona. Non ci trovo nulla di strano se accade: vi ricordate per caso quando il vostro amico più fraterno è diventato effettivamente tale e non è stato più solamente uno dei tanti? Io stesso non saprei dirvi quando Consolata è passata dall’essere conoscente ad amica.

Non dobbiamo complicarci la vita più di quanto non lo sia già di per sé. Parafrasando ciò che suggerisce Francesco De Gregori in una sua famosa canzone

Prendetela come viene

 

Tubiamo?

Probabilmente, chi leggerà questo articolo ed è nato negli anni novanta o è troppo giovane per ricordarsi la televisione degli anni ottanta non capirà un tubo. Chi è più vecchio, dovrà scavare nei meandri della memoria, magari faticando un po’.

Negli anni la pubblicità è molto cambiata. Nel 1986 andavano di moda

  • I Jingle
  • I Jeans
  • Le T shirt

In uno spot di quell’anno ci sono tutti questi elementi ed anche dei giovanissimi Claudia Gerini e Riccardo Rossi.

Se nei discorsi attuali usassimo il verbo tubare, a poche persone verrebbero in mente i baci perugina.

Forse oggi vi sembrerò un po’ nostalgico, ma resta un fatto che spesso commettiamo due errori in contrapposizione fra loro:

  • A volte ci dimentichiamo del presente, rimpiangendo il nostro passato
  • A volte ci dimentichiamo del passato, vivendo esclusivamente nel presente

Se è vero che cresciamo giorno per giorno e oggi siamo diversi da ciò che eravamo ieri e da ciò che saremo domani, è anche vero che non dobbiamo mai dimenticare chi eravamo e da dove siamo venuti.

Dove c’è Barilla, c’è casa

Da bambino mi piacevano le storie perché mi sembrava che raccontassero la vita dei personaggi: oggi direi che ne raccontano solo una parte, ma il concetto non cambia di molto.

Proprio per questo mi sono sempre piaciute le pubblicità della Barilla: prima del payoff

Dove c’è Barilla, c’è casa

C’era sempre una storia raccontata attraverso un video. Appassionato di viaggi come sono, io ho scelto quella che su youtube è stata chiamata la pubblicità del treno: una persona parte dalla stazione centrale di Milano per raggiungere i suoi affetti in campagna. Sembra non ci sia nessuno, in realtà stanno tutti aspettando lui in una grande sala. Chi non si ricorda almeno

  • La pubblicità del gattino: una bambina perde lo scuolabus in un giorno di pioggia e, tornando a casa a piedi vestita del suo impermeabile giallo, raccoglie un micio bagnato ed affamato, venendo così perdonata dai genitori
  • La pubblicità del fusillo in tasca: la figlia di un pilota lascia nella tasca della divisa del padre appunto un fusillo, che lui ritrova quella sera mentre guarda il paesaggio cittadino al di fuori della sua camera d’albergo
  • La pubblicità della bambina adottata: una bambina orientale ha il primo impatto con la sua nuova famiglia davanti ad un piatto di spaghetti, che non sa come mangiare.

Fatti di vita quotidiana, che si sono persi: adesso le famiglie sono distrutte da asteroidi che piovono dal cielo senza che la NASA se ne sia accorta prima.

Fare una predica sulla perdita dei valori sarebbe troppo semplice e non è questo il mio scopo: voglio solo farvi riflettere su come la società sia cambiata nel corso del tempo.