Ma non esiste una colazione così

In questi giorni lo spot della Motta sulla sua merendina di punta sta facendo molto discutere.

Non guardo molto la televisione: preferisco altre forme d’intrattenimento, come la scrittura e la fotografia. Non sono nemmeno una persona che demonizza questo mezzo di comunicazione come se fosse una cattiva maestra, come hanno fatto molti.

Sarà che ho vissuto la mia infanzia negli anni ottanta, sarà che non ho più un’età infantile, sarà che apprezzo l’ironia dissacrante alla John Belushi, ma io in questo spot non ci trovo nulla di sconveniente. Anzi, lo apprezzo per essere una pazzesca presa per i fondelli alle campagne pubblicitarie Mulino Bianco, di cui – in un certo senso – ne è il contraltare.  Banderas che parla con una gallina è rassicurante come la mamma che prepara la colazione ai figli, i genitori che vengono puniti con la morte perché non credono alle parole della figlia mi ricorda un po’ Il giornalino di Gian Burrasca: tutti facevamo il tifo per il protagonista, anche se sapevamo che non è giusto comportarsi così.

Visto che parliamo di dolci, è proprio il caso di dire che

Ogni dolce necessita di una dose di acidità

Ed ecco che irrompono Motta e l’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi che ci ricordano che la vita può essere come la scala di un pollaio: corta, in salita, piena di merda. …l’importante è riderci un po’ su, almeno quando si può.

Ridammi tutto quello che ti ho dato

E’ ricominciato il Campionato di Calcio.  Per i prossimi nove mesi circa, questo sarà argomento principale di discussione nei bar italiani, poi  ci saranno le Olimpiadi invernali.

Anche la pubblicità e le Aziende in generale conoscono bene dell’italica passione per il calcio. I nostri ricordi sono pieni di ricordi legati al tema

  • La sigla di 90° minuto
  • Le pubblicità in periodo di mondiali
  • Determinate canzoni

Uno storico spot dedicato al Totocalcio e al Totogol parla anche di vita, sia nella versione di 30 secondi riportata in questo articolo, sia nella versione di 45 secondi che potrete vedere cliccando questo link.

Basta interpretare nel giusto modo la frase

Ridammi tutto quello che ti ho dato

Sembra quasi una preghiera alla vitaabbiamo dato tanto, vogliamo qualcosa in cambio! La verità è che raramente qualcosa nella nostra vita accade per caso: la mia amica Francesca direbbe che mai nulla avviene per caso, ma io voglio essere meno drastico.

Credo che si tratti di una questione di tempo: vorremmo avere tutto e subito. In realtà, dovremmo ricordarci più spesso il discorso di Steve Jobs, soprattutto per quanto riguarda ciò che lui chiamava l’unire i puntini.

 

 

 

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito

 

Immagine dalla pagina Facebook "Non siamo soli"
La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Come ho detto in vari post, sto affrontando un percorso psicoanalitico. La pubblicità trovata oggi sulla pagina Facebook Non siamo soli non poteva lasciarmi indifferente.

Non so chi siano l’uomo e la donna raffigurati in questa immagine in bianco e nero: di sicuro, hanno optato per una resa monocromatica che ben descrive il grigiore che vivono le persone depresse.

Il giallo della parola depressione richiama sicuramente un messaggio di speranza.

La frase è sicuramente altrettanto descrittiva

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Le persone che si trovano a convivere con gente depressa non sa che fare, a seconda dei casi:

  • Sa che deve consultare subito uno specialista
  • Spera che sia una fase passeggera
  • Non si rende conto del cambiamento di chi soffre
  • Cerca di scuotere a suo modo chi soffre

Il brutto di questa malattia è che spesso persino chi ne soffre sa motivare il motivo per cui si senta così. Sa solo che è diventato cieco e sordo, per riprendere il messaggio. A poco servono gli sproni e le parole di chi gli sta accanto: occorre una terapia più mirata.

Non sto parlando solo di una cura farmacologica o psicologica: sto parlando di quell’empatia e di quella conoscenza del prossimo che dovrebbero avere tutti nel mondo, ma di cui pochi sono dotati.

Non so se ho ragione ma, secondo me e come ripeto da tempoascoltarsi reciprocamente di più sarebbe una buona cura, ma siamo troppo presi da noi stessi per renderci conto che non siamo soli.

 

 

Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri

Frase di Oscar Wilde
Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri

Certe pubblicità sono più efficaci di altre e i curatori della pagina Facebook de Il mio libro  lo sanno bene.

Lettura e scrittura sono sinonimi di libertà: leggendo e scrivendo ci rifugiamo in un mondo tutto nostro. Se c’è uno scrittore che ben incarna questo concetto è Oscar Wilde, infatti si deve a lui la frase

Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri

Per quanto mi riguarda, solo grazie alla mia terapeuta ho capito questo concetto: io sono libero di vivere come mi pare, gli altri non hanno il diritto di giudicarmi.  Pensandoci bene, non esiste una sola persona di cui ho pensato

Si comporta come….

seguito dal nome di un’altra persona. Eppure commettiamo due errori:

  1. Spesso cerchiamo di emulare gli altri
  2. Altre volte, giudichiamo gli altri per il loro comportamento

Sia chi viene emulato, sia chi viene giudicato ha tutto il diritto di criticare chi lo fa domandando

Ma come ti permetti?

A volte, non è neppure necessario fare a domanda direttamente: basta comportarsi di conseguenza. Non posso portare esempi personali, ma solo generici. Supponiamo che una persona manchi di rispetto ad un suo amico, giudicando il suo comportamento. Ognuno può comportarsi come meglio crede (del resto, siamo in democrazia): io mi limito a incassare e…a sparire dalla circolazione, perché non mi piace litigare.

Io non posso insegnarvi a vivere: andrei contro i miei principi ed anche io ho ancora molto da imparare, come tutti del resto.

La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno

Frase di Albert Einstein
La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.

Spesso i pubblicitari sono definiti anche creativi. Ogni tanto, però, anche i creativi si trovano ad utilizzare frasi di persone molto note a scopo pubblicitario . Quando accade, mi domando

Dov’è la creatività?

È ciò che accade anche in questo caso, in cui  la pagina Facebook del programma di Radio Capital Parole note ha utilizzato una frase di Einstein

La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.

Ci vorrebbe Umberto Eco per fare un discorso semiotico serio: io non vedo il nesso tra la pubblicità e la frase ma, forse, mi mancano degli elementi. Cercherò di vedere il tutto sotto un profilo di vita.

A volte dimentichiamo che non è solo la scuolaformarci e che le persone cambiano vivendo. Inoltre, occorre considerare che noi siamo i soli a conoscere i nostri pensieri: possiamo descrivere una nostra giornata o uno stato d’animo fin che si vuole, ma descrivere una cosa non è come viverla in prima persona.

Quante volte ci è capitato che un nostro amico ci raccomandasse un film, magari raccontandocene la trama, per poi uscire dalla proiezione pensando

Credevo fosse …!

 

potete completare la frase con l’aggettivo che ritenete più opportuno, a seconda del vostro stato d’animo attuale. La vita non è sicuramente un film, ma – in questo caso – la similitudine mi sembra palese!

 

 

Be the reason someone smiles today

Sii la ragione per qualcuno di sorridere oggi
Be the reason someone smiles today

Ammetto che l’immagine di stasare mi turbi parecchio: noi italiani siamo famosi per essere molto più socievoli ed espansivi di altri popoli, ma non ho trovato qualcosa di simile in italiano.

La frase – in apparenza – può sembrare pubblicitaria

Be the reason someone smiles today

In effetti, è stata usata per una lavagna posta al di fuori di un negozio.

La traduzione ne rivela un significato più profondo

Sii il motivo per cui qualcuno oggi sorriderà

Delegare alla pubblicità il compito di ricordarci qualcosa che dovrebbe essere spontaneo è uno dei parametri che mi fanno ricordare che – in questo mondo – siamo sempre più soli.

L‘errore che commettiamo è uno solo: non parliamo apertamente.

I motivi possono essere diversi:

  • Non vogliamo turbare il prossimo
  • Vogliamo cavarcela da soli
  • Pensiamo che anche gli alti hanno i loro problemi

Se continuiamo a ragionare in questo modo, saremo sempre più soli.

Se non parti, non lo saprai mai

Spot di EDreams
Se non parti, non lo saprai mai

Canzoni e pubblicità televisiva sono un binomio inscindibile almeno da quando esiste il cinema sonoro. Più raramente, una pubblicità è tradotta esattamente in più lingue: è il caso della pubblicità della Apple che – nella versione italiana – è doppiata da Dario Fo.

È la prima volta che – però – vedo il verso di una canzone in inglese tradotto ed usato in forma scritta per una pubblicità.

EDreams ha usato il verso

If you never try you’ll never know 

di Fix you dei Coldplay, lo ha tradotto (correttamente) in

Se non parti, non lo saprai mai

ed ha realizzato la sua campagna pubblicitaria.

Solo il tempo potrà dirci se la pubblicità è stata efficace o no…ma può già insegnarci qualcosa.

Con l’inizio del nuovo anno, si fanno le solite promesse:

  • Dimagrire un po’
  • Dedicarsi di più alla famiglia
  • Non rimandare a domani ciò che hai procastinato per 365 giorni l’anno prima

salvo poi infrangerle a partire dal 2 gennaio. In questo caso, torna ancora utile il protagonista di V per Vendetta, che parla a tutti noi dicendo:

Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura.

 

Sicuramente: abbiamo paura delle conseguenze…ma stare immobili non è altrettanto pericoloso?

Scegliete chi, per disegnarvi, userebbe tutti i colori

Frase dell'utente di Twitter Schivami
Scegliete chi, per disegnarvi, userebbe tutti i colori

Come dicevo ieri, su internet ognuno può esprimere la propria opinione e sicuramente ha influenzato molto la nostra società…ma mai avrei immaginato di vedere un Tweet usato come messaggio pubblicitario.

L’aforisma che leggete è stata riportata su Facebook nella pagina informazione libera. Ovviamente, nella cartoleria in cui è stata esposta aveva un intento pubblicitario ma, da una breve ricerca, sembrerebbe che l’autrice sia la Twittera Schivami

Scegliete chi, per disegnarvi, userebbe tutti i colori

La pubblicità ha fatto sempre leva sui bisogni delle persone, fra cui quello di affetto. Avendo studiato un p0′ l’argomento, posso dire che la cosa è sensataridicola allo stesso tempo:

  • Ridicola perchè demandiamo alla pubblicità il soddisfacimento di un bisogno
  • Sensata perchè credo ci sia sempre meno propensione all’egoismo ed all’egocentrismo

Sembrerebbe che siamo costretti a cercare altrove ciò che non troviamo vicino a noi: ma non vi accorgete che ci stiamo bloccando a vicenda?

Questo spot ci dice che dovremmo goderci i nostri nonni finché sono in vita

Il 30 novembre dell’anno scorso, il quotidiano online Huffington post pubblicò un articolo, rilanciandolo su Facebook con il titolo

Con questo video di Natale non riuscirete a smettere di piangere

Il video proposto era una pubblicità tedesca, un popolo che tradizionalmente noto per la sua freddezza.

Oggi l’ho rivisto per l’ennesima volta. Non voglio rovinarvi la sorpresa per ciò che vedrete e le poche frasi pronunciate sono ben comprensibili, se calate nel giusto contesto.

Il filmato mi piace molto, senza ombra di dubbio.  Tuttavia, mi sembra legittima una domanda

Perché dobbiamo preoccuparci dei nostri cari solo a Natale o quando accade loro qualcosa?

La maggior parte delle nostre giornate è fatta di routine. Tuttavia, trovo sarebbe piacevole condividere con gli altri anche le nostre abitudini, perché ogni persona ha le proprie. Ciò che può risultare banale per me, per altre persone potrebbe essere al limite di un evento eccezionale.

In genere, aspettiamo eventi particolari per condividere il tempo con gli altri:

  • Un matrimonio
  • Un battesimo
  • Una ricorrenza

Sarebbe bello anche riuscire a fare altrettanto con la vita di tutti i giorni: vi immaginate come sarebbe fare la spesa con un vostro caro amico? Conoscereste meglio anche le vostre piccole abitudini.

Perché dobbiamo aspettare l’evento per ricordarci delle persone che ci circondano?

Music has changed

Music has changed
Music has changed

In questo blog, non parlo molto spesso di pubblicità: preferisco i testi più artistici, sia in caso di frasi, sia in caso di canzoni.

Certe campagne pubblicitarie, però, sono geniali….a volte, fin troppo. Restano scolpite nella mente del potenziale cliente ancor pù del prodotto reclamizzato.

Moma studios e lo studio pubblicitario che ha organizzato la campagna in corso in questo periodo a Milano sono stati geniali.

Nessuna immagine, solo uno sfondo nero a ricordare una lavagna scolastica e la scritta bianca

Music has changed

Lo ammetto: prima di oggi ero convinto che l’unica forma inglese accettabile fosse

Music is changed

Cosa che avrà sicuramente attratto anche altre persone, aumentando l’audience.

Tuttavia, sono accettate entrambe le formeNon traduco le frasi: sono abbastanza comprensibili. La prima forma, però, può farci sorgere una domanda

Cosa ha cambiato la musica?

Dando per scontato che tutti noi siamo almeno degli ascoltatori medi di musica e che sappiamo – almeno per sommi capi – di cosa stiamo parlando, potremmo rispondere facilmente a questa domanda facendocene un’altra

Come sarebbe un mondo senza musica?

Per favore: non trasformatevi in moderni compagni di Ulisse tappandovi le orecchie con la cera calda! Provate, piuttosto, ad immaginare come sarebbe andata a finire se l’uomo non avesse scoperto la musica.

Io ho un paio di risposte…ma credo che la faccenda sarebbe molto più complessa di quanto non la immaginiamo.