Moro, sondaggio tra studenti: “La metà non sa chi sia”. E su Impastato…

I ritratti in bianco e nero di Aldo Moro e Peppino impastato
Ritratti in bianco e nero di Aldo Moro e Peppino impastato

Ieri avevo deciso di non parlare del rapimento di Aldo Moro o dell’omicidio di Peppino Impastato: un po’ perché ne avevo già parlato in passato, un po’ perché preferisco parlare di vita. Tuttavia, ci sono ricorrenze che fanno notizia anche a distanza di quarant’anni.

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In equilibrio sul buio

 

Cercando video per il mio blog su Youtube, ho scoperto che molte scuole realizzano cortometraggi veramente ben fatti durante le attività extrascolastiche. Ho deciso di condividere Da quando ho incontrato Jessica della scuola media di Modugno per vari motivi:

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La vita e i sogni sono fogli dello stesso libro

Frase di Schopenauer scritta su una lavagna: "La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare"
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Con il titolo del post di oggi, credo di essermi giocato tutte le persone che stanno frequentando o hanno frequentato un Liceo.

Ai tempi del Liceo, di certo non si apprezza molto Schopenhauer, perché occorre studiarlo anche se preferiremmo fare altro; quando si è più maturi, si apprezza la sua frase

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

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Un contenitore vuoto

Concetto zen
Un contenitore vuoto è alla sua massima capacità di ricevere. Non si può aggiungere niente ad un contenitore pieno, né a una mente piena di pregiudizi e di convinzioni radicate

Mentre inizio a scrivere, mi rendo conto che la frase di stasera (uno dei tanti concetti Zen, che Ghiandola Pienale – Il terzo occhio propone frequentemente) analizza da un punto di vista più umano e meno pragmatico lo stesso argomento che ho trattato nell’altro blog.

Un contenitore vuoto è alla sua massima capacità di ricevere. Non si può aggiungere niente ad un contenitore pieno, né a una mente piena di pregiudizi e di convinzioni radicate

giovani studenti che in questi giorni stanno protestando contro le riforme scolastiche proposte dal Governo sono come un contenitore vuoto, che non solo ha bisogno, ma vuole essere riempito. Non me ne voglia l’autore del commento di cui ho parlato nell’articolo, ma dal suo modo di scrivere credo abbia molte convinzioni radicate. Non le sto criticando (non ne ho il diritto) dico solo che ci sono.

Il problema riguarda tutti quelli che hanno superato una certa età, me incluso: siamo talmente abituati a fare le cose nel modo in cui ci hanno insegnato che non riusciamo a vedere l’alternativa.

Proprio per questo credo che non esista il dialogo  fra le varie generazioni: chi dovrebbe insegnare  – spesso – non ha la giusta apertura mentale. Non sto parlando di tutti i professori: esistono fior di insegnanti da cui i nostri ragazzi hanno molto da imparare.

Molte persone, però, non ricordano come erano loro da giovani. La scusa dei tempi che cambiano è – spesso e appunto – solo una scusa.

Forse dovremmo ricordarci di quando eravamo ragazzi…

Dove la metto la lavagna multimediale?

Vignetta di Roberto Mangosi
Dove la metto la lavagna multimediale?

Ho sempre apprezzato la satira: prima ti strappa una risata, poi ti fa pensare. Ho difeso la satira  francese il 4 settembre scorso, poi il 9 settembre…non comincerò certo oggi a denigrarla.

Nella vignetta trovata sulla pagina Facebook Informazione libera, Roberto Mangosi disegna un fattorino che chiede ad un bidello

Dove la metto la lavagna multimediale?

all’entrata di una scuola che cade a pezzi.

Non voglio certo accusare lo Stato (specialmente in questo periodo) di non fare il proprio dovere oppure di pensare ai problemi sbagliati: voglio accusare tutti noi, me incluso!

Tendiamo a preoccuparci di determinati problemi e a sottovalutarne altri: putroppo, spesso poniamo attenzione al problema sbagliato. Quante volte ci siamo preoccupati delle nostre finanze trascurando la nostra salute? Se ci pensate bene, è proprio per questo motivo che ha avuto successo il Junk Food.

Il nostro bene più prezioso siamo noi stessi: se ognuno di noi starà meglio, tutto il mondo starà meglio.

 

 

Another brick in the wall

 

Si può raccontare la vita di una persona, magari con gravi problemi personali, in una canzone?

Forse in una canzone no…ma, se fai parte dei Pink Floyd ed hai a disposizione un doppio album come The Wall, allora ce la farai.

Come sarà stata l’età scolastica di quella persona? Le immagini parlano chiaro:

  1. Vessato dall’insegnante
  2. Deriso dai compagni
  3. Chiuso in un proprio mondo che vede la scuola come un tritacarne

Non importa che Pink (il protagonista dell’intero album) sia un personaggio immaginario : Pink potrebbe essere ognuno di noi! Anzi, forse è ognuno di noi, ma non ce ne rendiamo conto! Non solo: siamo allo stesso tempo i colpevoli dell’isolamento altrui!

Questo non vale solo per il mondo della scuola: interessa anche le person che hanno finito di studiare da un pezzo.

A quando un po’ di serena convivenza?

 

Tutto quello che mi serve sapere l'ho imparato all'asilo

impararevivereasiloregole
La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori….

Girando per le strade di Milano, non è raro trovare muri su cui sono state scritte citazioni o declamate poesie…ma è la prima volta che vedo una sedia decorata con i versi di Robert Fulghum.

I primi due versi recitano

La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l‘ho imparata all‘asilo

Potete leggere l’intero testo a questo link.

Se osservate bene la sedia, noterete che si tratta di una comune sedia scolastica, su cui tutti noi abbiamo passato qualche anno della nostra vita. Ammesso che esista un supporto migliore di un’altro, non ne troverei uno migliore per una poesia che parla di apprendere come vivere, una dei compiti che la scuola riesce ad assolvere solo in parte.

Se  è vero che all’asilo si impara a

  • Dividere tutto con gli altri
  • Giocare correttamente
  • Non fare male alla gente
  • Rimettere le cose a posto

Con l’età, parte di queste cose si perdono per strada. Significa – forse – che l’asilo non ha assolto il proprio compito? Assolutamente no: significa che gli altri contesti sociali (dalla famiglia in poi, passando per le scuole di ordine superiore) danno queste regole di vita per scontate e acquisite.

In realtà, ci sarebbe bisogno di un ripasso: perchè i nostri ragazzi devono imparare a memoria poesie e dare per scontate regole di base che hanno sentito una sola volta nella loro vita?

Gli esempi certamente servono, le punizioni un po’ meno….Ma quello che serve veramente è il dialogo costruttivo, anche a casa con i propri genitori, senza delegare ulteriori compiti all’insegnante.

 

Una buona scuola…

Una buona scuola secondo lo psichiatra Paolo Crepet
Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri. In altre parole: ha iniziato a vivere

Ieri, nella maggior parte delle regioni italiane, è ricominciato l’anno scolastico: le notizie che circolano in proposito non sono incoraggianti, nonostante il Governo abbia proposto un disegno di legge soprannominato Buona scuola.

Ma cosa vuol dire buona scuola? Ognuno avrà una sua definizione, ma la maggior parte di noi – forse – incorrerà nell’errore di schematizzare troppo. Occorre una definizione più generale, direi quasi onnicomprensiva, come quella proposta da Paolo Crepet:

Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri. In altre parole: ha iniziato a vivere

 

Leggendo questa frase, sinceramente, mi viene da sorridere pensando a tutte le leggi che si sono avvicendate a proposito della scuola: ogni Governo ha proposto una sua versione!

Non voglio esaminare l’operato dei governi italiani, ma una domanda me la faccio

In tutto questo, il bambino dov’è

Crepet a parte, l’ultima a pensarci – in ordine di tempo – mi pare sia stata Maria Montessori. Questa domanda mi perseguita non solo relativamente alla scuola, ma anche per quanto riguarda molte altre questioni. Mi pare che non abbiamo mai considerato i bambini per ciò che sono prima di tutto: esseri umani….Ora si preferisce chiamarli utenti.

Il mondo non apprezzerà le milioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l'unica sbagliata

Il mondo non apprezzerà le mlioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l'unica sbagliata
Il mondo non apprezzerà le mlioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l’unica sbagliata

Più che un aforisma, quella di oggi è una storiella. Parla di un’insegnante che volutamente scrive alla lavagna

9 x 1 = 7

Suscitando l’ilarità e, al contempo, dando una lezione di vita ai suoi alunni

Il mondo non apprezzerà le milioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l’unica sbagliata

 

Facciamo molti errori in ogni occasione:

  • A scuola
  • Sul lavoro
  • Mentre guidiamo in automobile

In tutti questi ambiti esistono delle regole: se è giuto essere ripresi per gli errori commessi, non è giusto essere criticati.

Nessuno commette un errore volontariamente, a meno che non abbia un secondo fine: non possiamo leggere il pensiero di chi ci sta di fronte ed ancora oggi non si conosce l’esatto funzionamento del cervello. Se non c’è stata volontà, perchè criticare l’errore?

La rabbia che proviamo davanti agli imprevisti ed agli errori è una giustificazione: restiamo accecati dall’ira e non vediamo il mondo e le persone che ci stanno intorno: così facendo, ci sfoghiamo ferendo chi ci sta intorno.

Purtroppo, tendiamo anche a dimenticare le cose buone che – in passato  – una persona ha fatto, peggiorando ulteriormente il problema.

Voglio proporvi un esprimento: cercate di ricordare

  1. L’ultima volta in cui qualcuno si è arrabbiato con voi
  2. L’ultima volta in cui voi vi siete arrabbiati con qualcuno

Concentratevi sul vostro stato d’animo in quel momento: non credo vi siate sentiti bene…Quindi, perchè arrabbiarsi?