Se vuoi realmente fare qualcosa troverai il modo…

Se vuoi realmente fare qualcosa troverai il modo. Se non vuoi veramente troverai una scusa - Jim Rohn
Se vuoi realmente fare qualcosa troverai il modo. Se non vuoi veramente troverai una scusa

In questi giorni, ho deciso realmente di ampliare la vostra partecipazione: attraverso un commento al blog, sulla mia pagina Facebook o citandomi su Twitter potete farmi conoscere

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di cui parlerò in questo spazio.

Manco a dirlo, è stata Consolata a propormi la frase di Jim Rohn

Se vuoi realmente fare qualcosa troverai il modo. Se non vuoi veramente troverai una scusa

 

Io ho solo scelto l’immagine proposta da lefrasi.it, perché a suo modo mi ricorda che – ogni tanto – dobbiamo attraversare la paura.

Credo normale che vi poniate la domanda

Cosa c’entra la paura con la frase?

La risposta è molto semplice: nella maggior parte dei casi, le scuse sono solo un motivo più o meno pratico per difendersi e non ammettere a sé stessi che abbiamo paura. Spesso abbiamo paura di ciò che non conosciamo o che in passato non ha portato il risultato sperato.

Per affrontare il problema, occorre fare un po’ di esercizio: per questo suggerisco sempre di cominciare dai piccoli passi. Un passo seguirà l’altro e, senza che ve ne accorgiate, avrete percorso molta strada.

Per esempio, quando ho cominciato a scrivere questo blog, non mi sono preoccupato del risultato finale. Questa apparente mancanza di strategia è stata la mia strategia. Era inutile preoccuparsi del risultato finale del blog tout court: un blog non è un libro che deve essere letto a capitoli. Per questo sembra che improvvisi ogni giorno in questo spazio. Ogni giorno scrivo un articolo, che è realmente come un mattone di una casa.

Una volta che avete posizionato il vostro primo mattone, potete preoccuparvi del mattone successivo, e solo di quello. Qualunque sia il problema che vi preoccupa, affrontatelo un passo alla volta, non tutto insieme.

Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

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Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

Sono trascorsi solo tre giorni da quando ho pubblicato un articolo su un’immagine della pagina Facebook Vabbè: forse è un po’ presto per parlarne ancora, ma gli amministratori di quella pagina sono molto prolifici.

Il campo neutro lascia spazio alla frase

Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

Non sempre è facile individuare ciò per cui vale veramente la pena vivere: abituati così come siamo al nostro tranquillo ménage quotidiano fatichiamo a vedere delle alternative a ciò che abbiamo fissato in testa o sulla nostra agenda.

Siamo sicuri di una cosa: sappiamo che esiste un modo diverso di vivere la giornata, ma non sappiamo quale sia. Forse è la paura che ci blocca, ma non ce ne rendiamo conto.

Non credo che fissarsi sulla decisione di fare qualcosa di diverso sia producente: trovo più opportuno lasciare fare al caso, alla fatalità, al destino, all’inconscio…a quella cosa che (in qualunque modo vogliate chiamarlo) vi farà fare la scelta giusta.

Noi dobbiamo fare solo due cose:

  1. Prenderci il tempo di ascoltarci
  2. Essere aperti al cambiamento

Il secondo punto è la chiave del cambiamento che tanti cercano, ma che pochi trovano, a causa della loro chiusura mentale.

La mia psicanalista sosterrebbe che faccio parte dei tanti, ma credetemi che sto cercando di entrare nell’èlite dei pochi.

 

 

Scuse

 

Quando fissiamo un appuntamento, pensiamo di riuscire a rispettarlo più o meno facilmente. A volte, questo non capita: ma deve essere l’eccezione, non la regola.

A tutti possono capitare degli imprevisti: è successo anche a me, a volte me ne sono dimenticato.  Non cerco scuse: dico semplicemente la verità.

Usare delle scuse è piuttosto patetico: è un modo come un altro per dire

Non avevo voglia di fare la cosa che ti avevo promesso

 

Dato lo spezzone  di film che ho postato, si può capire come le scuse possono risultare ridicole

Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!

Un conto, però, è mettere in bocca delle scuse a John Belushi, che le ha usate come battuta. Ben diverso è usare una scusa come giustificazione: non fa ridere per nulla.

Cosa fare, quando si è commesso un errore o una dimenticanza? Dire semplicemente la verità!