Oggi mi sento bella e non ho bisogno di farmi un selfie

Tweet dell'utente "Mi sento bella senza selfie"
Oggi mi sento bella e non ho bisogno di farmi un selfie

Oggi mi sento un po’ nervoso, forse perché ho dormito poco questa notte, ma c’è anche chi si sente bene e lo comunica con un Tweet, come Carlotta

Oggi mi sento bella e non ho bisogno di farmi un selfie

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Ma l'unica paura che sento veramente, è quella di non riuscire a sentire più niente

Frase di Lorenzo "Jovanotti" Cherubini
Ma l’unica paura che sento veramente, è quella di non riuscire a sentire più niente

Non sapevo che frase proposta oggi dalla pagina Facebook Ma nessuno aspetta me         fosse inserita in una canzone di Jovanotti

Ma l’unica paura che sento veramente, è quella di non riuscire a sentire più niente

ma poco importa: questo verso esprime esattamente la mia paura di oggiHo paura di non sentire più nulla dal punto di vista emotivo.

Credo sia un atteggiamento di autodifesa, comune a molti di noi: ci isoliamo emotivamente da ciò che ci circonda per non scoppiare a piangere improvvisamente.

Non possiamo sapere quando tutto questo finirà. Ironicamente, non abbiamo mai  paura che questo possa accadere: abbiamo più paura di sopravvivere in questo stato catatonico per mesi.

Ho parlato al plurale perché credo sia una paura condivisa da tutti: in questi frangenti, sappiamo che abbiamo bisogno di un evento esterno per risollevarci. Purtroppo, non possiamo prevedere il futuro e, perciò dove e quando questo evento capiterà.

Ragionando al presente, sentiamo il desiderio di scuoterci, ma non riusciamo a trovare il modo. Cadiamo in un circolo vizioso esistenziale che sembra non avere mai fine.

Quando tutto sarà finito, però, rideremo di ciò che abbiamo passato.

 

Ogni tanto vorrei sentirmi importante anch'io

Imagine da Tumblr
Ogni tanto vorrei sentirmi importante anch’io

Un occhio piangente è l’immagine che un utente ha scelto come sfondo per condividere la sua creazione su tumblr.

Le lacrime possono voler dire molte cose. Il significato, in questo caso, è reso esplicito dallo scritto

Ogni tanto vorrei sentirmi importante anch’io

Ammetto di aver pensato anche io varie volte ad una frase simile: vedevo gli altri al centro dell’attenzione o circondati di amicizie, mentre io ero in difficoltà.

Recentemente, mi sono reso conto di una cosa: noi stessi siamo i primi a doverci sentire importanti, a doverci dare valore. Se non diamo valore a noi stessi, impossibile che gli altri ce ne diano: al massimo, possiamo suscitare pietà e compassione, come un mendicante che dorme sotto le vetrine del centro di Milano.

Questo non vuol dire pavoneggiarsi: si tratta semplicemente di rendersi conto della propria unicità.

 

Mi sento solo

Mia fotografia durante l'ultima gita di Urbex
Mi sento solo

Ho sempre detto che ho l’hobby della fotografia, ma non ho mai pubblicato su questo blog una mia foto: credo sia arrivato il momento di rimediare.

Il muro di una casa abbandonata in cui sono presenti ancora dei mobili sono il luogo scelto da un anonimo per scrivere

Mi sento solo

Il caso ha voluto che la scritta sia stata dipinta con vernice nera. Tutto l’insieme mi trasmette angoscia e rabbia. La solitudine intesa dall’autore è evidenziata dai mobili abbandonati.

Ammettiamolo: tutti noi ci siamo sentiti soli, a volte…ma non abbiamo mai avuto il coraggio di scriverlo su un muro. Se fossi il protagonista di V per Vendetta, probabilmente vi direi

Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura!

Putroppo, non lo sono: sono solo un uomo che – come tutti voi – a volte soffre la solitudine. Ci sarebbe un rimedio a tutto questo:ascoltarsi un po’ di più…Ma siamo tutti presi dalla nostra solitudine per pensare che la soluzione – a volte – siede proprio di fianco a noi.

Anywhere is

 

Quando Enya pubblicò Anywhere Is io avevo appena cominciato a studiare inglese. L’accompagnamento particolare non rendeva agevole la comprensione del testo – specialmente ad un neofita della lingua –  ed internet non era ancora così evoluto da poter trovare immediatamente il testo e la sua traduzione.

Mi innamorai comunque di questo brano per il suo accompagnamento e la sua intonazione particolari: fu una delle prime volte che sentii pizzicare le corde di un violino.

Dagli anni ottanta in poi abbiamo perso l’abitudine di analizzare quanto ascoltiamo, vediamo e – in generale – sentiamo con i nostri sensi. I testi di Enya vanno controcorrente: non sono canzoni che si capiscono subito.

Il messaggio delle canzoni di Enya è – per così dire – nascosto fra le righe: potete provare ad ascoltarle anche mentre state guidando,se volete, ma vi sfido a capirli!

C’è un modo per ascoltare queste canzoni?

Sicuramente sì, ma non posso indicaverlo. Ascoltare certe canzoni è una metafora della vita: ognuno deve trovare la propria via!

Personalmente, io ho trovato questo modo:

  • Luce spenta
  • Telefono staccato
  • Abbigliamento comodo
  • Letto
  • Eventuale coperta per proteggersi dal freddo
  • Occhi chiusi

Così facendo, il pensiero vaga senza una meta precisa…e mi rilasso!