Quando scegli il silenzio al posto della critica , sei il guerriero più forte senza armatura.

Immagine dalla pagina Facebook "Ghiandola Pineale - Il terzo occhio"
Quando scegli il silenzio al posto della critica , sei il guerriero più forte senza armatura.

Il 14 maggio scorso sostenevo che non mi piacciono le persone che recitano una parte.

Oggi voglio rimarcare il concetto, postando la frase

Quando scegli il silenzio al posto della critica , sei il guerriero più forte senza armatura.

Trovo normale che ci siano degli aspetti caratteriali o di vita che non ci piacciano degli altri: del resto, siamo tutti diversi. È altrettanto normale chiedersi a vicenda cose che riguardano la nostra vita privata: permette di conoscere meglio l’altro e di farci conoscere meglio dall’altro.

La critica è una cosa ben diversa: significa prendere ciò che sappiamo di una persona per giudicarlo. Si possono criticare

  • Libri
  • Film
  • Quadri
  • Opere d’arte in generale

Ma non si possono mai criticare le persone. Chiedo scusa a chi si è sentito giudicato da me: non era questo il mio intento…evidentemente mi sono espresso male. Per quanto riguarda chi mi ha giudicato, vorrei sapere da loro il motivo per cui l’hanno fatto.

Il silenzio, invece, ha un significato molto diverso: è come dire a qualcuno

Non so perché tu ti sia comportato così 

Certo, non posso negare una certa curiosità nel comportamento altrui, ma si tratta di un mero interesse scientifico, se così possiamo chiamarlo.

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Frase dal web
La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Il web ci insegna non è necessario essere dei premi nobel della letteratura per conoscere ed esprimere la verità.

Proprio per questo mi piacciono le frasi anonime: ognuno di noi può dirle. Non avendo abbastanza competenze linguistico-letterarie (o non volendole usare) sono anche più schiette e sincere.  La frase di oggi ne è un esempio

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Solo Charles Bukowski usava un linguaggio scurrile nei suoi scritti: per tutti gli altri scrittori, non sarebbe risultato appropriato nemmeno stilisticamente parlando.

Forse è proprio per questo che la letteratura è piena di casi di depressione: gli autori non vengono ascoltati, ma letti! Manca il contatto umano tra autore e scrittore, tra blogger e utente internet, fra amici che debbono accontentarsi del telefono per sentirsi!

Non essere ascoltati può generare rabbia: non sfogare la rabbia può essere molto pericoloso.

Il problema nasce da vari fattori:

  • Ci vediamo sempre meno
  • Chattiamo sempre di più
  • Ci ascoltiamo sempre meno
  • Parliamo sempre di più

Avete notato che vogliamo parlare tutti, ma nessuno ascolta il prossimo? Lo facciamo perché siamo così convinti delle nostre ragioni che….non ascoltiamo quelle altrui, costringendo il nostro interlocutore a tenersi dentro un vaffanculo che non riesce a venir fuori perché è sempre più percepito come un offesa, non come un modo forse un po’ troppo sanguigno per far capire al prossimo che siamo tutti uguali e tutte le opinioni devono essere rispettate.

Non serve mica gridare per avere attenzione…

GridareAttenzioneStelle

Per chi non ha studiato Scienze della Comunicazione et similia, la frase di stasera sembrerà un controsenso, visto che – ormai – siamo abituati a pensare che vince chi urla di più

Non serve mica gridare per avere attenzione, le stelle stanno in silenzio eppure c’è chi le guarda per ore

Io, invece, ho studiato proprio Scienze della Comunicazione: qualche trucchetto lo conosco bene. Anche se ho un tono di voce alto, io non grido quasi mai:

  • Grido di gioia
  • Grido di rabbia
  • Grido di tristezza

ma non grido mai per avere ragione…figuriamoci per avere attenzione. Ho un tono di voce alto, ma questo è un altro discorso.

Lo sfondo di questa frase è eloquente:

  • Una montagna innevata
  • Un lago
  • Il cielo stellato

Tutti elementi che se potessero parlare, chissà quante cose avrebbero da dire. Anche molte persone del passato hanno espresso la propria arte in modo muto: pensate a Charlie Chaplin.

Anche io, come le stelle, sto spesso in silenzio pur essendo in compagnia. Non sono una persona molto loquace, preferisco scrivere o fotografare: mi esprimo meglio così.

I miei silenzi non hanno nulla di negativo, anzi: significano che vi sto ascoltando. In quei momenti, avete tutta la mia attenzione: non lo faccio per emettere chissà quale giudizio su di voi. Lo faccio semplicemente perché so che – prima di tutto – siete persone che meritate tutto il mio rispetto.

Permettetemi un gioco di parole: spero starete attenti ai miei silenzi…significano molto di più di quanto non possiate immaginare.