Lei non sa chi sogno io

LeiNonSaChiSognoIo
Lei non sa chi sogno io.

 

Ammetto di seguire poco la pagina Facebook Alex Florea, ma oggi, più che una frase, ha tirato fuori una vera e propria chicca

Lei non sa chi sogno io.

Un aforisma degno del miglior Totò. Se è vero che il ricco dorme più comodamente del povero, è anche vero che entrambi hanno un modo personale di sognare.

Liberi dal controllo che molti abbiamo durante la giornata (fra cui il sottoscritto), possiamo sognare ciò che vogliamo, cioè esprimerci nella nostra totale unicità.

Non mi piace giudicare  proprio perché un giudizio obiettivo può essere fatto solo valutando i sogni. Qualcuno, spesso, mal interpreta i miei consigli come giudizi: siete proprio fuori strada! Se lo facessi, non sarei coerente: mi piace ricevere consigli, detesto essere giudicato.

Tempo fa, per altri motivi, citai un verso di Baby K. Modificandolo un po’, trovo sia la degna conclusione di questo articolo

Non ti confondere non sai nulla di me della mia vita, e la mia bio, questo sogno è mio!

 

 

Keep calm and…

Keep Calm and....
Keep Calm and….

Negli ultimi anni, si usa molto spesso l’espressione keep calm and seguita da un incitamento. L’origine di tale espressione è curiosa: vi invito a leggerla.

Quando ho visto le scritte sulle bustine di zucchero colorate, le frasi mi sono piaciute subito

Keep calm and dream on

Traducibile come

Mantenete la calma e sognate

unita alla frase

Keep calm and sweeten the day

che possiamo tradurre come

Mantenete la calma e addolcite la giornata

Mi ricordano tre cose che facciamo raramente:

  • Mantenere la calma
  • Sognare
  • Addolcire la giornata

Ho parlato molte volte del sogno in questo blog, molto meno spesso ho parlato dell’importanza del mantenere la calma e dell’addolcire la giornata.

Entrambe le cose sono difficili per una persona ansiosa e pessimista come me, soprattutto quando non riesco a trovare un modo per rilassarmi: fortuna vuole che ci sono la fotografia e la scrittura ad aiutarmi.

Fotografia e scrittura sono due hobby artistici, perciò aiutano l’attività onirica e sono attività piacevoli (almeno per me): per questo riescono ad addolcirmi la giornata.

Anche se non ce ne rendiamo conto, sognamo tutte le notti: non si possono decidere i propri sogni, ma possiamo allenarci a ricordarli. Il ricordo di un sogno piacevole può aiutarci a mantenere la calma in caso di necessità.

 

Il grado di libertà di un uomo si misura dall'intensità dei suoi sogni

Il grado di libertà di un uomo si misura dall'intensità dei suoi sogni
Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni

Ormai ho perso il conto delle volte in cui ho citato Alda Merini ed usufruito delle immagini proposte su Facebook da La Repubblica: quando ho cominiciato a scrivere, non immaginavo che la poetessa dei Navigli e il quotidiano romano potessero darmi così tanta ispirazione.

Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni

La cara Alda ha ragione:

  • Nel mondo onirico non ci sono regole
  • Nei sogni tutto è possibile

Poco importa l’interpretazione della psicanalisi, in questo caso: è importante la bellezza che attribuiamo noi al sogno.

Se ci limitassimo a pensare che sognare sia un’attività cerebrale senza importanza, vivremo una vita molto pratica e concreta, perciò molto costrittiva. Più diamo importanza ai sogni, più ci sembrano un obiettivi da raggiungere. Non a caso le parole sogno e desiderio sono sinonimi.

È un promemoria che mi devo appuntare: devo imparare a sognare di più!

Ho imparato a sognare

 

La scelta del brano di oggi parte da un mio vuoto creativo: non sapevo cosa scrivere. Ho chiesto aiuto alla mia amica Paola, affettuosamente soprannominata la Pisquana.  In meno di cinque minuti, mi sono ritrovato sulla mia pagina Facebook il video della cover  di Ho imparato a sognare cantata da Fiorella Mannoia.

La versione originale  e la cover differiscono per una sola parola: vi sfido a trovarla!

Se la scienza ci ha insegnato che il sogno è qualcosa di inconscio, perciò incontrollabile, la canzone parla del sogno come un’arte da imparare. Questo spiega la scelta delle immagini del video: un gruppo di persone di varia età che, dietro ad una lavagna di plexiglas, disegnano i loro sogni. Immagini semplici, quasi didascaliche, che rimandano subito alla scuola e al detto

Non si finisce mai d’imparare

Più che di apprendere, parlerei piuttosto di riapprenderealzi la mano chi non ha mai sognato da bambino e – contemporaneamente – ricorda il sogno fatto questa notte.

Forse è una ccosa che dovremmo riapprendere tutti!