Nessuno dice niente

Romano Prodi e nessuno
L’operaio guadagna meno del manager: nessuno dice niente

Nessuno ha letto l’Huffington Post, recentemente? Io l’ho fatto: quando ho visto la notizia o – per meglio dire – l’analisi fatta da Romano Prodi mi ha colpito il passaggio

Nessuno dice niente

Il problema è proprio questo: spesso nessuno dice niente. Tutti accettano passivamente quanto accade intorno a loro, nella speranza che qualcosa cambi, magari tramite la politica.

Sicuramente, votare è un dovere civico ed io non sarò mai contro lo Stato a meno che non si trasformi in una dittatura.

Non consideriamo mai, però, che uno Stato senza nessuno non sarebbe uno Stato. Uno Stato, per essere tale, ha bisogno di persone. La mia non è una chiamata alle armi per

  • Fare la rivoluzione
  • Farsi eleggere in Parlamento
  • Diventare terroristi

Tutt’altro: è un invito buttare via ciò che vi fa male per coltivare ciò che vi fa bene. Questo sembra non c’entrare molto con lo Stato: in realtà c’entra moltissimo.

Quando non siamo contenti della nostra vita diamo la colpa a un’infinità di questioni, tra cui lo Stato, appunto. Il modo di dire

Piove, Governo ladro!

Non l’ho inventato io e rende bene l’idea.

Il modo per migliorare la propria vita non è cambiare lo Stato, ma cambiare sé stessi. Non è facile, non può essere fatto dalla sera alla mattina, né può essere totale, questo è chiaro. Tuttavia, tutti abbiamo qualche nostra abitudine che non ci piace: dobbiamo sforzarci di cambiare quelle. Così facendo, si noteranno subito delle conseguenze positive.

Per esempio, immaginate che vi rendiate conto di non dormire sufficientemente: magari con fatica, ma sforzatevi di andare a letto mezz’ora prima. Dopo un po’ di tempo, cercate di capire se questa nuova abitudine vi ha giovato oppure no. In ogni caso, provate anche a cambiare qualcos’altro da aggiungere al cambiamento già fatto: magari il primo non era sbagliato, ma solo insufficiente.

Abbraccio tutti i nati a dicembre ingiustamente minacciati

Un abbraccio a tutti
Un abbraccio a tutti i nati a dicembre ingiustamente minacciati dal “allora ti facciamo un regalo unico per il compleanno e il Natale”

Una volta passata la ricorrenza dei defunti, si pensa già a dicembre,  periodo in cui un abbraccio non si nega a nessuno. L’utente di Twitter Martola ha voluto  scrivere una frase pensando ad una categoria un po’ particolare

Un abbraccio a tutti i nati a dicembre ingiustamente minacciati dal “allora ti facciamo un regalo unico per il compleanno e il Natale”

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Una palermitana a Milano

Non sono di origine palermitana, come Teresa Mannino, ma essendo nato a Sondrio anche io – come lei – ho notato qualche caratteristica dei milanesi che può risultare strana agli occhi di un forestiero.

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Leggere, studiare, informarsi, porsi domande

Post di Valentina su Leggere
Post di Valentina su Leggere, studiare e informarsi

 

Quando si tratta di leggere i Social Network per poi scegliere i contenuti del mio blog, l’attenzione cade su ciò che scrivono i miei amici. Ieri è toccato a Valentina, che ha scritto sul suo profilo la frase

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Quello che la gente ama più dell’eroe è vederlo cadere

eroe Uomo ragno nero in memoria di Stan Lee
Quello che la gente ama più dell’eroe è vederlo cadere

Anche se so che l’Uomo Ragno nero è la nemesi dell’eroe, trovo che il suo ritratto sia adatto alla frase di oggi, forse anche perché ricorda il colore del Lutto per la morte di Stan Lee, il suo creatore

Quello che la gente ama più dell’eroe è vederlo cadere

citando una battuta dell’omonima serie di film.

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Cento anni fa l’armistizio che metteva fine alla Prima Guerra Mondiale

Cento anni fa l'armistizio
Cento anni fa l’armistizio che metteva fine alla Prima Guerra Mondiale

Ieri  Roberto Saviano ha voluto ricordare l’anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale con un tweet

Cento anni fa l’armistizio che metteva fine alla Prima guerra mondiale, il più grande macello militare della storia. Ne uscì un’europa massacrata, devastata dal nazionalismo. L’Europa Unita è nata con il principio di non far accadere mai più ciò che avvenne in quegli anni.

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