Esistono solo due giorni dell'anno in cui non si può fare niente…

 

Esistono solo due giorni dell'anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l'altro domani. Pertanto oggi è il gorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere
Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere

Quante volte diciamo a noi stessi frasi come

Oggi sono troppo stanco: lo farò domani

Oppure rimpiangiamo i nostri errori dicendo

Se potessi tornare indietro nel tempo, agirei diversamente

Se parlassimo con Tenzin Gyatso, attuale Dalai Lama, ci direbbe

Esistono solo due giorni dell’anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l’altro domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere, agire e soprattutto vivere

A seconda del nostro carattere e del nostro rapporto con la religione (sia in generale, che buddhista in particolare), potremmo reagire a quest’affermazione in molti modi diversi.

Ciò non toglie che sia un’affermazione tremendamente vera! Del resto, il proverbio italiano

Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi

Riassume lo stesso concetto, anche se in termini più pratici.

Il problema è solo uno: tendiamo ad incasinarci i  pensieri, preoccupandoci di cose che – in seguito – appariranno irrilevanti! Ci credo che poi stramazziamo sul divano ogni sera alle 21! Siamo maestri d’incasinamento totale: una sorta di Ufficio Complicazioni Affari Semplici ambulante.

Paradossalmente, lo facciamo spesso anche a fin di bene (nostro o altrui, poco importa):

  • Chiediamo consigli su come risolvere un nostro problema
  • Elargiamo consigli su come risolvere un problema altrui

 

La diagnosi è presto fatta: non ci fidiamo del nostro istinto.

Se qualcuno ha trovato una cura, mi faccia un fischio.

 

Nati per vivere…Adesso e qui

 

Una chitarra elettrica che ricorda un allarme, un ritmo forsennato fin dalle prime note: è Luciano Ligabue che ci ricorda che siamo nati per vivere, non in un giorno qualunque, ma oggi.

Perchè dovremmo vivere l’oggi? Un proverbio orientale svela il mistero…ammesso che si possa definire mistero

Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.

Molti artisti e molti scienziati si sono occupati del tempo. L’unica categoria che sembra non occuparsene è la gente comune.

Rimandiamo decisioni (anche importanti) fino a quando non diventano improcastinabili. In questo modo, ci facciamo del male da soli, caricandoci di stress e di ansia.

Risultato: non abbiamo molto tempo per vivere veramente e non ci godiamo il regalo del presente.

L'intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico…

L'intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita
L’intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita

Come avrete notato, in questo blog non apprezzo citazioni molto lunghe…Tuttavia, la frase proposta sulla pagina Facebook di Ghiandola pineale – Il terzo occhio merita la dovuta eccezione

L’intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita

Quante volte ci è capitato di avere un’intuizione che potrebbe risolvere un problema? Credo tante….Putroppo, sono poche le volte che diamo retta istintivamente all’intuizione: più un problema è grave, più tendiamo a soppessare pro e contro di ogni soluzione che ci si presenta.

Credo che sia questa la definizione più appropriata del termine rimuginare, che equivale a dire non fidarsi del proprio istinto.

Se è vero che siamo esseri razionali, è anche vero che non siamo robot: a volte è doveroso lasciarsi andare all’intuizione…Peccato che seguiamo poche volte il cosiddetto sesto senso.

Perché cazzo piove solo nei weekend? È invece quando lavori no?

Perché cazzo piove solo nei weekend? È invece quando lavori no?

Non é la prima volta che parlo contemporaneamente di:

  • Giorni festivi contro giorni lavorativi
  • Bel tempo contro brutto tempo
  • Fumetti

Lo avevo già fatto nell’articolo dedicato a Zerocalcare.

Credo tornerò a parlarne: Internet è pieno di materiale ironico a proposito di quest’argomento.

Oggi Hurricane si concentra sull’equazione weekend=pioggia

Perché cazzo piove solo nei weekend? E invece quando lavori no?

Ovviamente, l’ironia è palese: non occorre nemmeno spiegarla.

Quest’ironia funziona per un motivo molto semplice: non siamo mai contenti e vorremmo sempre qualcosa di meglio.

L‘umanità  è progredita proprio grazie a questo, ma non possiamo comunque controllare tutto.

Una maestra a Messi: "Se lasci, i miei alunni penseranno che chi non vince è un fallito"

 

LeoMessiImmagineAFPRepubblica
Immagine dell’Agenzia AFP scelta dal quotidiano La Repubblica a corredo dell’articolo

La notizia pubblicata dal quotidiano La Repubblica merita assolutamente di essere condivisa

 

Una maestra a Messi: “Se lasci, i miei alunni penseranno che chi non vince è un fallito”

In breve: il calciatore argentino Lionel Messi aveva preannunciato il proprio ritiro dopo aver perso la terza finale di Coppa America con la propria nazionale.

La connazionale del calciatore Yohana Fucks, maestra elementare, ha scritto alla stella del Barcellona chiedendo di tornare sui propri passi.

Da bambino, avrei voluto proprio una maestra così, che capisse l’importanza di avere anche degli idoli come punto di riferimento…purtroppo, non è stato così, ma non tutte le maestre sono come la mia.

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

 

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere
Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

Ho sempre amato il modo di vivere proposto dalla filosofia Zen, perchè richiama la semplicità.

Questo detto Zen è, come tutti gli altri, molto semplice

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

Almeno, lo è in teoria…un po’ meno lo è in pratica.

Da abitante del profondo Nord, noto spesso un atteggiamento di chiusura verso le culture diverse dalla nostra, forse perchè non le comprendiamo: il referendum sulla Brexit nè è un esempio lampante!

La gente (io incluso) tende a commettere proprio i tre errori elencati:

  • Non parlare liberamente di sè, che equivale a chiudersi
  • Non accettare apertamente l’opinione altrui, che equivale a chiudere
  • Non difendere costantemente la propria opinione, che equivale a farsi chiudere

Credo che il motivo fondante sia semplicemente la paura: nessuno vi dirà di aver paura di ciò che consideriamo diverso, ma i suoi comportamenti vi faranno toccare con mano i sentimenti del vostro interlocutore. Faccio un esempio antirazzista: quanti di coloro che si professano contro gli emigranti hanno provato a parlare con Senegalese per farsi raccontare la loro vita?

Non so se ridere o piangere pensando che ci fa paura proprio ciò che non conosciamo.

 

 

 

 

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto
E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

Come lo scorso 22 maggio, anche oggi non ho trovato informazioni sull’autore (o l’autrice) della frase di stasera…so solo che è molto condivisa su tumblr

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

A me ricorda il proverbio

finchè c’è vita, c’è speranza

 

ma suona grandiosamente meglio. I  proverbi sono come una canzone monocorde, questa frase è una sinfonia di Mozart!

A chi non è mai capitato di rimanere deluso? Immagino la reazione:

  • Frustrazione
  • Rabbia
  • Pianti
  • Tristezza

E chissà cos’altro ancora! Non sono sensazioni piacevoli, concordo…ma sono emozioniciò che ci fa sentire vivi!

 

 

Bomber

 

Da bambino, come molti altri, ero appassionato dei film con Bud Spencer, spesso in coppia con Terence Hill.

I miei genitori poco apprezzavano questi film: privi di senso profondo e pieni di scazzottate.

Il cinema serve anche a questo, in fondo: a regalare un paio d’ore di spensieratezza…ma non solo.

Anche nei film meno profondi ho sempre trovato una morale. In Bomber, che ho scelto proprio per omaggiare Carlo Pedersoli, trovo ancora oggi molti spunti:

  • A tutti dovrebbe essere data un’opportunità
  • Tutti dovrebbero almeno una persona che crede in lui
  • Si deve sempre giocare pulito, in ogni occasione

Scusate la critica, ma la realtà è molto diversa: istintivamente, ognuno gioca per sé stessoCome dicevo ieri, tutti noi siamo guidati prima di tutto dall’istinto di conservazione.

Occorre un profondo autocontrollo per domare questo istinto. La maggior parte delle discussioni e dei litigi nasce proprio dall’impossibilità di controllare l’istinto di conservazione: se mi sento attaccato, io mi difendo.

Paradossalmente, credo che siano le persone più insicure ad attaccare: riassumendo il loro pensiero, potremmo dire

Poiché temo di essere attaccato, io attacco per primo

 

Quando riusciremo a domare questo istinto, vivremo tutti meglio.

 

 

Buonasera, Londra….

 

Nonostante oggi non sia il 5 novembre, anniversario della congiura delle polveri, il recente risultato del referendum sulla Brexit mi ha ricordato il monologo nel film V per Vendetta.

Il film è del 2005, ma prende spunto dall’omonimo fumetto degli anni ottanta:l’Unione Europea come la conosciamo oggi era già stata progettata, ma non ancora creata….eppure – ironia della sorte – sembra che Alan Moore abbia avuto la più classica delle sfere di cristallo.

Ritrovo molto della decisione inglese (e in me stesso) nella frase

Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura

Ognuno ha la sua idea a proposito di quale sia il motore che fa andare avanti una persona: nel mio caso è la paura, una forma ipertrofica di istinto di conservazione…Difatti in Inghilterra ha perso il remain e ad avere a paura – adesso – è il resto dell’Europa.

So che al mondo esistono molte altre persone come me: spero che un giorno sia io che loro avremo il coraggio di gettare la maschera.

 

 

Per la musica spendiamo i chilometri migliori

Per la musica spendiamo i chilometri migliori
Per la musica spendiamo i chilometri migliori

In questo blog ho parlato spesso di musica, ma non ho mai detto quando preferisco ascoltare musica.

Preferisco ascoltare musica quando sono  in movimento:

  • Durante i miei viaggi in treno
  • Durante le mie passeggiate
  • Durante ogni spostamento

La frase di stasera, però, è diversa:

Per la musica spendiamo i chilometri migliori

Parla di chi viaggia per ascoltare musica e non di chi viaggia ascoltando musica: anche se non così frequentemente, lo faccio anche io.

Il viaggio pre-concerto è carico d’aspettativa e di ansia contemporaneamente: pregusto l’evento della serata o della giornata e mi faccio mille domande.

  • Troverò un buon posto per ascoltare e vedere i musicisti?
  • Le canzoni mi piaceranno?
  • Avrò contrattempi?

Che ci volete fare? Sono un tipo ansioso. Non ricordo, però, una volta in cui sia tornato deluso da un concerto.

I viaggi della musica, per me,  somigliano ai viaggi della fotografia: dieci chili di bagaglio in posti forse assurdi, ma da cui torno poi con il sorriso sulle labbra.

Credo che la frase di stasera sia piuttosto limitata. Io la modificherei in:

Per le nostre passioni spendiamo i chilometri migliori