"Don't stop me now" dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi

Adoro i Queen, pur non avendo una canzone preferita: non mi piace stilare la classifica dei miei cantanti preferiti.

Navigando sul sito de L’Huffington Post, ho ritrovato questa notizia del 2015

“Don’t stop me now” dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi. La rivelazione in uno studio scientifico

Non c’è dubbio che il ritmo e il testo siano allegri e trasmettano ottimismo.e divertimento. Rispetto alla media di brani più attuali, Don’t stop me now è sicuramente un brano allegro.

Non possiamo negare che ognuno ha il suo cantante e il suo brano preferito. Non importa che sia ottimista o pessimista: l’importante è che ci trasmetta qualcosa. Come dicevo in un altro postciò che conta è il messaggio.

Tutti noi abbiamo la nostra compilation preferita, da cui selezioniamo brani di nostro gusto in base al nostro umore. Abbiamo canzoni per tutte le occasioni:

  • Per svegliarci
  • Per concentrarci
  • Per rilassarci
  • Per ridere
  • Per piangere

Non c’è una classifica musicale o uno studio scientifico che può andare contro al nostro stato d’animoLa nostra percezione è squisitamente personale.

Non diamo molto peso agli studi scientifici: prendiamo del tempo per noi e ascoltiamo la musica che ci va in quel momento.

 

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?"

TempoMortoVivoCioran

Nascita e morte sono l’inizio e la fine della vita: in mezzo a questi due estremi, dobbiamo vivere.

Emil Cioran è arrivato a domandarsi

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo

La domanda può essere semplificata così

Come riempiamo la nostra vita?

Vi invito a fare un piccolo esperimento che richiede pochi minuti per quattordici giorni:

  • Ogni giorno scrivete su un’agenda le cose che vi sono accadute durante la giornata e come avete trascorso le vostre ore
  • Prima di addormentarvi, rileggete quanto avete scritto
  • Confrontate i vari giorni l’uno con l’altro

Se per due settimane le giornate vi sembrano tutte uguali, è il momento di cambiare qualcosa.

Non è necessario un cambiamento radicale: basta modificare qualche piccola abitudine e aguzzare un po’ di più i sensi.

Se, per esempio, siete abituati a trascorrere la sera davanti alla televisione, cercate un qualche evento nella vostra città. Se proprio non c’è niente che vi piaccia, provate a entrare in quel bar di fronte a casa in cui non siete mai stati: in poche parole, vincete la pigrizia.

Molte volte gli eventi ci sfrecciano davanti senza che ce ne rendiamo conto, a causa dei tanti impegni. Annotare anche le piccole cose rende più tangibile quante cose accadono nel corso di una giornata senza che ce ne rendiamo conto.

Vi accorgerete che la vostra vita non è così vuota come pensavate e che – comunque – potete migliorarla in molti modi.

 

Non c'è più fantasia

 

Questa mattina la riproduzione casuale del mio IPod mi ha regalato il ricordo di Non c’è più fantasia di Eros Ramazzotti.

Questa canzone fu pubblicata nel 1994: parlando solo di fantasia, le cose sono drammaticamente peggiorate. Allora c’era forse ancora qualche speranza di recuperarla, ma oggigiorno la fantasia è morta.

Non so quale sia la causa:

  • Forse l’età mi ha reso meno fantasioso
  • Forse sono rimasto drammaticamente traumatizzato dall’11 settembre 2001
  • Forse…chissà cos’altro?

I programmi televisivi sono tutti uguali, non ricordo quale sia stato l’ultimo film per il quale mi sono emozionato.Fa parziale eccezione la letteratura, ma trovare qualcosa di fantasioso equivale al classico terno al lotto.

Comunque sia, sono anni che spero che la fantasia riprenda il posto che gli spetta in questa società. Economisti e politici si arrabattano per trovare una soluzione alla crisi, la gente comune cerca un modo per continuare a vivere dignitosamente, nessuno sembra riuscire a trovare il bandolo della matassa.

Forse ci vorrebbe un po’ di intuito…Ma come si fa ad intuire qualcosa se non c’è più fantasia?

 

 

Incontra Elisa sul treno e condivide una riflessione su Facebook. Il suo post fa 18mila like

Stasera voglio dedicare spazio ad una notizia pubblicata su L’Huffington Post.

Il titolo è già molto esplicativo

 

Incontra Elisa sul treno e condivide una riflessione su Facebook. Il suo post fa 18mila like

In breve: un’utente di Facebook incontra su un treno Elisa. Dopo averle scattato una foto con lo smartphone,  la pubblica sul social network commentando

Ero in treno di fronte a Elisa, la cantante. Nessuno discute sulla sua bravura, sulla sua fama e, naturalmente, sulla sua ricchezza. Era vestita in maniera semplicissima e ha mostrato un atteggiamento di un’umiltà spettacolare, tanto da aiutare una mamma a scendere le scale con un passeggino. Non c’erano guardie del corpo o persone con lei. Era sola e con una borsa della coop, non Hermes, Luis Vuitton o Chanel

Attualmente, il post ha ricevuto:

  • 80.737 Like
  • 10.167 Condivisioni
  • 1.419 Commenti

Questi numeri mi fanno riflettere: la gente comune è talmente abituata a pensare che un personaggio non possa avere una vita privata che si stupisce del contrario! Non solo: spesso non ci rendiamo conto che l’equazione

Successo = Ricchezza = Ostentazione

non è una regola matematica, ma una convinzione sociale!

 

 

 

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto
La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

 

Per chi non l’avesse capito, adoro Charles Bukowski: è la seconda volta che dedico un post ad un aforisma quest’autore.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

Gli artisti in generale sono dei grandi osservatori del mondo esterno, in modo diverso dagli studiosi:

  • Gli studiosi si basano su meri dati e osservazioni scientifiche
  • Gli artisti vanno alla ricerca di cose meno tangibili e visibili

Entrambe le categorie osservano il mondo che le circonda. E’ proprio osservando il mondo che si scoprono cose nuove e se ne realizzano tante altre.

Mi sono spesso chiesto

Perché i personaggi dei libri di Bukowski sono così realistici tanto da apparire dannatamente umani?

La risposta che mi sono dato è

Perché sono ispirati a persone realmente esistenti

La gente comune mi sembra poco interessata a ciò che la circonda e molto interessata a ciò che proviene dal proprio interno: una specie di epidemia di egocentrismo che ha contagiato un po’ tutti.

Questa epidemia ha fatto morire l’interesse per l’altro, considerato come una specie minacciosa per la nostra incolumità, aumentato l’ego in maniera smisurata, logorato i rapporti umani.

Fortunatamente, il nostro corpo è dotato dei tre strumenti che servono per guarire:

  1. Occhi per osservare
  2. Cuore per provare sentimenti
  3. Cervello per capire

Dobbiamo solo allenarli di più…

 

Non ho bisogno che sia facile…

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena
Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

Un qualsiasi nostro obiettivi può essere più o meno facile e necessario per il nostro futuro. Detto in altri termini, può essere classificati secondo due parametri:

  1. Importanza
  2. Difficoltà

Il rapper  Lil Wayne non sarebbe sulla scena da diciannove anni se non avesse seguito le sue stesse parole

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

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A person who never made a mistake never tried anything new

A person who never made a mistake never tried anything new
A person who never made a mistake never tried anything new

Mi piace l’inglese, perciò ho deciso di riportare questa frase di Albert Einstein nella lingua in cui l’ho trovata su internet

A person who never made a mistake never tried anything new

La traduzione in italiano sarebbe

Una persona che non ha mai fatto un errore non ha mai provato nulla di nuovo

La scelta di questo ritratto su sfondo nero come immagine, lontano dall’iconografia normalmente associata ad Einstein, non mi sembra casuale: l’espressione dello scienziato e lo sfondo nero aumentano la serietà del concetto.

A nessuno piace fare errori: ecco perchè ci scusiamo o ci sentiamo in colpa quando ne commettiamo uno. L’apprendimento, però, nasce proprio dagli errori. Inoltre, l’errore può avere diverse motivazioni:

  • Errate spiegazioni
  • Stanchezza
  • Ansia

Insomma: una serie di motivi psicologici e fisici che fanno capire perché una persona sbaglia. Anche la comunicazione ha una parte di responsabilità: non possiamo dare per scontato che le nostre parole siano immediatamente comprensibili al nostro interlocutore.

Einstein a parte, ci sono una serie di proverbi che spiegano gli errori. Il mio preferito è

Fino alla bara, sempre si impara

Ricorda che non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna

Non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna
Ricorda che non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna

Ogni tanto ci capita di pensare a degli obiettivi: potremmo definirlo ciò che vorremmo. Dopo aver faticato tanto, gli obiettivi ci sfuggono di mano, perchè non possiamo controllare tutto.

Quando mi capita di non aver raggiunto un determinato obiettivo, devo sforzarmi di ricordare la frase che ho letto oggi e vi propongo stasera

Ricorda che non ottenere quel che si vuole, può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna

Il fatto che sia genericamente attribuito al Dalai Lama, mi fa pensare che la frase sia stata pronunciata da Tenzin Gyatso…Se così non fosse, vi prego di correggermi.

Nessuno può dire se questa frase sia vera. Per appurarlo dovremmo:

  1. Vivere una determinata esperienza
  2. L’esperienza deve rivelarsi negativa
  3. Poter tornare indietro nel tempo
  4. Vivere un’esperienza alternativa

Il resto sono solo supposizioni.

Se volete la mia, la graffetta gialla in alto a destra mi ricorda qualcosa da appuntare sulla copertina di un testo. L’angolo piegato in basso mi ricorda che, in determinati casi, si deve proprio voltare pagina.

Spesso è difficile farlo: abbiamo paura di abbandonare ciò che abbiamo inseguito lungamente. A volte, però, è necessario.

Devo cercare di ricordarmelo più spesso.

Io e la batteria del mio cellulare ce la giochiamo a chi è più esaurito!

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Io e la batteria del mio cellulare ce la giochiamo a chi è più esaurito!

Il week-end ed il fatto di aver passato un giorno piacevole mi fa venire voglia di scherzare

Io e la batteria del mio cellulare ce la giochiamo a chi è più esaurito!

Chiunque abbia un po’ di sana autoironia ammetterà di non essere completamente sano di mente. I più seri potrebbero prenderla in modo diverso:

  • Contrariarsi
  • Arrabbiarsi
  • Autocommisserarsi

Posso proporvi di vedere la cosa da un’altra prospettiva, per esempio cercando di vedere il lato ironico o comico di una questione? Ovviamente, ciò non è sempre possibile, ma in molte altre occasioni possiamo almeno provarci.

In genere, si è portati a lavorare seriamente, tenendo un certo distacco: forse sarebbe il caso di riuscire a distendere i nervi almeno a pranzo e durante le pause-caffè. Purtroppo, molti portano i loro problemi con loro anche in quei momenti.

Cosa dire, poi, degli hobby? Rischiamo di stressarci senza motivo se ci dimentichiamo del loro lato ludico, che è poi ciò che occorre per rilassarci.

Nella giusta accezione, è bello ogni tanto essere esauriti…

Il temporale

 

È da marzo che non pubblico qualcosa che abbia a che fare con la musica: è giunto il momento di rompere questo silenzio!

Le immagini scelte da chi ha realizzato questo video richiamano sempre il titolo di questa canzone degli Stadio.

Basta leggere il testo per capire quanto questa scelta sia azzeccata.

I temporali – e il brutto tempo in generale – sono buone occasioni per pensare un po’ a sè stessi: difficile che venga voglia di uscire di casa.

Che fare, allora? Le occasioni non mancherebbero:

  • Ascoltare musica
  • Guardare un film
  • Leggere un libro

Tutte attività riflessive: logico che, dopo un po’ di tempo, la mente vaghi, ricordando eventi passati. Credo che Gaetano Currieri  e soci si riferiscano a questo con la strofa

ma per un attimo quel temporale
mi ha preso fuori dalle paranoie
mi ha trascinato via con il suo vento

Alzi la mano chi non l’ha mai fatto!

A me capita spesso e non posso negare un po’ di nostalgia: eventi non certo eclatanti, ma che fanno parte del mio vissuto.