A chi risponde sempre sono stanco …

Animale stanco che si riposa sul tronco di un albero
Pantera nera stanca che si riposa sul tronco di un albero

Pochi minuti fa, mi sentivo un po’ stanco ed ho digitato su Google la chiave di ricerca sono stanco. Dalla ricerca sono risalito ad un articolo dell’Huffington Post.

Il titolo è già esplicativo di suo

A chi risponde sempre “Sono stanco” alla domanda “Come stai?”

Riassumendo, le persone che dicono di sentirsi stanche potrebbero essere depresse. Cosa che non traspare, invece, è che chiunque sia in questo stato ha buoni motivi per sentirsi stanco e depresso.

Il motivo è pazzescamente semplice ed evidente: molti di noi danno molto di più di quanto ricevono, ma nessuno se ne rende conto. Logico che, a lungo andare, qualcuno possa affaticarsi e sentirsi stanco.

Gli amici di queste persone sicuramente ne apprezzano la disponibilità, la pacatezza o qualunque altra caratteristica. Tuttavia, non si rendono conto della fatica che può portare un comportamento del genere.

Sto parlando, in linea generale, di chi ha un carattere buono: chi crede (o spera) che i suoi sforzi siano – se non premiati – quantomeno riconosciuti da chi gli sta intorno.

Il ragionamento di noi buoni si basa su qualche punto

  1. Crediamo che i nostri sforzi siano sempre e comunque riconosciuti
  2. Pensiamo che ne riceveremmo gratitudine e saremo ricambiati in qualche modo
  3. Siamo convinti che – nonostante tutto – fare il proprio dovere ed aiutare gli altri siano buone cose

A volte, non dedichiamo tempo nemmeno a noi stessi: ci sembra già un miracolo poter spegnere la luce senza pensieri quando è ora di andare a letto.

Non è un caso che abbia scelto l’immagine di una pantera nera per rappresentare queste sensazioni. Ognuno di noi persone buone è molto combattivo, ma lo fa in modo stancante. Ogni tanto, ci piacerebbe che qualcuno ci inviti a riposare.

Considerando la descrizione che vi ho fatto e che fa anche l’articolo dell’Huffington Post, vi consiglio di andare a fondo della questione, quando la risposta più frequente di una persona è  Sono stanco

Sono stanco, Capo

 

Adoro il cinema: in circa due ore, una persona (il regista) collaborando con altre persone (attori, costumisti, truccatori, montatori) racconta una storia.

Spesso un film ha i suoi momenti di culto: una scena che resta scolpita nella testa dello spettatore, uno spettacolo nello spettacolo.

Una delle mie scene preferite al cinema è sicuramente un semplice primo piano di Michael Clarke Duncan nel film il miglio verde

Poco prima di finire sulla sedia elettrica, il condannato a morte John Coffey spiega al capo dei secondini Paul Edgecombe (impersonato da Tom Hanks) perchè vuole morire, dicendo

Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente. Lo capisci questo?

Chi non sarebbe stanco di una situazione del genere? Eppure, bisogna ammetterlo:

  • è difficile avere un amico vero con cui trascorrere del tempo
  • gli uomini si fanno male a vicenda
  • non sappiamo dove andiamo
  • non sappiamo da dove veniamo
  • non sappiamo perchè

A prima vista, può sembrare che non sia così, ma basta riflettere un po’ più a fondo per rendersi conto che è l’esatto contrario.

John Coffey è molto sensibile in questo: noi lo siamo molto meno o – forse – ci siamo desensibilizzati a poco a poco.

Comunque, non tutto è perduto: possiamo ancora rimediare, basta rendersene conto