Siamo tutti Bolognesi

Fotografia di una lettera scritta ad un mese della strage di Bologna riportante la frase: "Siamo tutti bolognesi"
Fotografia di una lettera scritta ad un mese della strage di Bologna riportante la frase: “Siamo tutti bolognesi”

 

So bene di aver parlato della strage di Bologna già l’anno scorso, ma l’immagine della lettera che vedete mi ha ricordato che siamo giunti al trentottesimo anniversario.

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Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia Maria D'Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat

Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia Maria D'Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat
Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D’Allestro, Claudia Maria D’Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat

Una bandiera italiana elenca i nomi delle vittime del massacro in Bangladesh.

La considero una specie di lapide virtuale. Putroppo, questa lapide non durerà per sempre: internet ha una memoria troppo corta, o troppo capiente…Dipende dai punti di vista.

Digitando uno dei nomi su Google, troverete sempre qualcosa che parla di loro: questo post sarà parte di quel qualcosa.

Putroppo,  la memoria si concentrerà sugli eventi più recenti. Non me lo auguro, ma so che in futuro accadranno ancora eventi tragici come questo, perciò il nostro cervello si concentrerà su quelli.

Qualcuno si informerà fino a quando i quotidiani non saranno presi da qualche altra notizia più recente, il ricordo dei caduti rimarrà indelebile solo per i famigliari delle vittime e per i server sparsi sulla superficie terrestre.

Non è giusto, ma è la vita….

Per la bandiera

 

Se  cercate la data di oggi su Google, capirete perchè stasera  non ho mantenuto la promessa fatta su Facebook ed ho scelto questa canzone degli Stadio.

Ricordo ancora quel sabato del 1992: avevo tredici anni e mancavano tre settimane alla fine della scuola. Prolungai una delle pause dai libri scolastici per assistere ad una delle due edizioni straordinarie del telegiornale della mia vita: l’altra sarebbe stata trasmessa l’11 settembre 2001.

È uno dei pochi testi in cui sento parlare dei comprimari di una vicenda:  quelle persone che i libri di storia non citano e che vengono presto dimenticate dalle cronache, di cui – se vogliamo ricordarne qualcosa – dobbiamo ricorrere a internet.

Gaetano Currieri & Soci dedicano questa canzone ad un comprimario: una di quelle persone che non entreranno mai nei libri di testo scolastici, ma di cui è viva una memoria collettiva.

Spero che questa memoria non si esaurisca con l’estinzione di questa generazione.