Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

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Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Mi chiedo spesso

Come giudicheranno gli storici il nostro mondo attuale?

Sinceramente, non vedo chi o cosa potrebbe essere tramandato ai posteri. Sembriamo così preoccupati di noi stessi che non ci rendiamo conto di chi ci circonda.

L’immagine proposta dalla pagina Facebook Metteteci una pietra sopra ma anche no rende bene l’idea. Lo scheletro fossilizzato di un uomo intento a farsi un selfie spiega benissimo la frase

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Una cosa molto diversa dal futuro immaginato nella saga cinematografica Ritorno al futuro o nel cartone I pronipoti. In entrambi i casi, si nota una certa permanenza di cose che – ai tempi in cui uscirono questi lavori – sembravano dover durare per sempre.Concetti come

  • Famiglia
  • Amici
  • Persone

Sembrano invece essere stati dimenticati, lasciando spazio all’edonismo e all’egocentrismo.

Cosa ci aspettiamo di raggiungere agendo così? Probabilmente, una sorta di soddisfazione. Se è vero che è immediata, è altrettato vera che è effimera. La fotografia potrebbe essere cancellata pochi minuti dopo o disperdersi tra i miliardi di cose postate ogni giorno. L’unica cosa che potrebbe salvarli dall’essere dimenticati è fare il backup del proprio account molto di frequente,a meno che un giorno i server dedicati non vengano dismessi.

Se, invece, collaborassimo più spesso l’uno con l’altro o – più semplicemente – ci parlassimo di più, avremmo qualcosa di bello da tramandare alle prossime generazioni.

 

 

 

Negli anni '90 andava di moda lo squillo

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Negli anni ’90 andava di moda lo squillo…

 

La frase di stasera, proveniente dalla pagina Facebook Viva gli anni ’90, probabilmente la capirà solo chi ha cominciato ad usare un cellulare nel secolo scorso, specialmente se allora era un giovane studente universitario o un giovane disoccupato

Negli anni 90 andava di moda lo squillo. Non importa avesse o non avesse significato, ci si faceva squilli. Era l’elemento a metà fra il messaggio e la chiamata, con un senso inspiegabile. Forse perchè 3/4 di ragazzi con il cellulare rasentava lo 0 nel credito, un messaggio costava, lo squillo era gratis.

Principalmente voleva dire “Ti sto pensando”, non di certo stava per “Richiamami”.

La chiamata persa non esisteva, se non quella di mamma e papà. Ci si faceva squilli, all’infinito.                                                                                                                                                           Ti penso, ti penso anche io. Ti penso ancora,                                                                         anche io ti penso ancora

E così via, per tutto il giorno, 

Tutti i giorni

 

Ho riportato tutto il testo perché sembra quasi una poesia postmoderna, venata di un senso di nostalgia.

Internet, i social network ed i piani tariffari a minuti hanno reso desueta questa pratica, che mi ricorda un bacio virtuale quando ancora la virtualità era ancora di là da venire.

Per chi non avesse vissuto quell’epoca telefonica, eccovi alcuni elementi ulteriori:

  • Un SMS costava circa 200 lire, poco più di dieci centesimi
  • La tariffa minima per una chiamata era dello stesso importo: non esistevano i piani a minuti e si pagava lo scatto alla risposta
  • Solo i manager potevano permettersi dei cellulari con il browser…e anche la navigazione era molto costosa
  • Anche navigare su internet con PC e modem aveva dei costi

Non eravamo tirchi, né poveri: semplicemente l’unico modo gratuito per comunicare con una persona era incontrarla di persona….squilli a parte.

Potrei fare un elenco sterminato di altri motivi: ogni elemento ha contribuito a rendere la comunicazione così come la conosciamo oggi.

Non che sia tutto negativo, ma mi manca tanto il contatto umano. Sembra che internet, anzichè unire come ci aveva promesso, ci ha diviso: siamo sempre più distanti