Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno….

Immagine dal sito "Curiosando s'impara"
Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno: 3 anni dopo loro vedono un cartello alla stessa finestra

Ho sempre avuto un rapporto speciale con i treni: quando ero piccolo, li guardavo passare dalla finestra della mia camera, sognando il giorno in cui sarei salito anche io su un treno…Come faceva forse la piccola Rio, protagonista della notizia letta poco fa Curiosando si impara

Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno, tre anni dopo vedono un cartello sulla stessa finestra

Il cartello oggetto del titolo riportava una frase scritta dal padre, molto esplicativa nella sua brevità

Lei ha cominciato la scuola

Questa storia mi ricorda molto il percorso verso il lavoro ogni mattina sui mezzi pubblici di Milano. Solitamente, ci dirigiamo al lavoro più o meno sempre alla stessa ora: così facendo, incontriamo sempre le stesse persone e gli stessi volti.

Sono persone con cui trascorriamo qualche minuto seduti fianco a fianco, ma di cui non conosciamo nulla: fingiamo di non vederli, eppure sono vicini a noi.

Sarebbe bello che ci interessassimo più delle vite altrui, come hanno fatto i macchinisti di quel treno…ma abbiamo troppa paura degli altri per farlo.

I treni a vapore

 

Di giorno cerchiamo di essere il più razionali possibili: in fin dei conti, dobbiamo lavorare.

Quando abbiamo il tempo di essere veramente noi stessi? Secondo il testo de I treni a vapore, scritta da Ivano Fossati per la voce di Fiorella Mannoia, questo tempo è la notte, quando dormiamo.

Una considerazione non certo originale, già teorizzata dalla psicoanalisi. In termini più pratici, è abbastanza ovvio: lavoro, famiglia e doveri erodono gran parte delle nostre energie. Solo durante la notte riusciamo ad essere veramente noi stessi, grazie ai sogni.

Purtroppo, è difficile ricordare i sogni. Ecco perché considero le critiche altrui sempre distruttive sotto un certo punto di vista: solo una sparuta minoranza può dire di conoscersi veramente. Io mi sto conoscendo sempre di più, mi considero in cammino. Perchè dobbiamo ricevere le critiche altrui? Del resto, ognuno vede la questione con i propri occhi, ma non la vive in prima persona.

Un concetto vecchio: persino Charlie Chaplin ne aveva già parlato… Ma non lo abbiamo ancora imparato.