In compagnia

Oggi devo fare un cambio di rotta in corsa: avevo previsto di scrivere a proposito di una certa frase, ma gli eventi delle ultime ore mi hanno fatto ricordare la canzone In compagnia, un vecchio duetto di Eros Ramazzotti, in compagnia di Stefano Bozzetti.

Ciò che mi colpisce di più di questa canzone è il ritornello

Riuscire ad essere uguali
In ogni diversità
E dai colori più strani
Un’alba uscirà

Ciò può avere molti significati, ma il mio resterà sempre e solo uno: occorre accettare l’altro per ciò che è e trattarlo come lui vorrebbe essere trattato.

Ma come vogliono essere trattate le persone? In generale, mi verrebbe da rispondere

Da persone

Il problema è che non c’è un modo univoco per interpretare immediatamente questo concetto: occorre conoscere bene le persone, anche nei momenti più bui, per capire come comportarsi con loro.

Non occorre una laurea in psicologia, basta solo essere aperti al modo di vivere altrui: non è il nostro modo di vivere, ma è comunque degno di rispetto.

Credo che il modo migliore per comprendere il modo di vivere altrui non sia solo frequentarsi,  ma  anche essere reciprocamente  curiosi verso l’altro: domandando apertamente  all’altro le motivazioni del proprio comportamento otterremo tre effetti

  1. Conosceremo meglio il prossimo
  2. Ci mostreremo aperti e comprensibili verso di lui
  3. Eviteremo fraintendimenti

ed allora, dai colori più strani, un’alba uscirà….

Assenzio

 

Il rap è una musica strana: parla di rabbia senza mai citare la rabbia. Sono i testi (o, forse, gli autori) ad essere arrabbiati. Anche in precedenti testi della coppia Fedez/J-AX, sebbene più allegri, io ci leggo una leggera nota di rabbia.

Credo che tutta la musica sia nata per esprimere un sentimento. Se leggete il testo di Assenzioa seconda del vostro umore, potrete trovare

  • Tristezza
  • Rabbia
  • Paura

Io non sono un cantante, né un compositore. Sono un blogger: sono fatto di parole, sentimenti e di world wide web. Noto una certa affinità fra cantanti, compositori, blogger e scrittori in generale: tutti ci esprimiamo meglio con un testo piuttosto che con un dialogo orale.

Non è assolutamente paura di esporsi: a noi piace meditare su quanto ci accade, lasciamo che siano gli altri a prendere decisioni impulsive.

Non vuol dire assolutamente che incassiamo i colpi senza reagire: reagiamo alla distanzausando la parola scritta. Questo ci permette di meditare su quanto ci è accaduto in passato e metabolizzare il dolore o assaporare la gioia, senza lasciarci prendere dall’impulsività.

Il nostro comportamento scritto si riflette anche nella vita di tutti i giorni. Ci pensiamo due volte prima di prendere una decisione: quando, però, la decisione è presa…è definitiva.

Il Grande Torino e la tragedia di Superga

 

La vita non si compone solo di persone, ma anche di idoli e di gruppi.

Il Grande Torino era un gruppo ed era un idolo che perse la vita esattamente 68 anni fa.

Ancora oggi chi ha circa settant’anni ricorda quel gruppo. I più giovani si devono accontentare dei racconti altrui, scoprendo forse solo così che Superga non è solo un marchio di abbigliamento sportivo.

Mancano idoli così? Probabilmente sì: persone che dimostrano che si può arrivare dove si vuole, ma a tre condizioni

  1. Fatica
  2. Sudore
  3. Spirito di gruppo

 

Se le prime due sono assolutamente comprensibili, sulla terza devo spendere qualche parola in più: dietro un grande successo individuale, c’è sempre la collaborazione di qualcun altro, che spesso non viene ricordato nelle cronache.

Pensare di riuscire a fare tutto da soli è un segno di povertà emotiva. Immaginate di dover imparare a suonare uno strumento: se non vi chiamate Mozart, avrete bisogno di qualcuno che vi spieghi i rudimenti e, se siete portati, valorizzi il vostro talento.

Nel mio piccolo, non riesco mai a dimenticare che questo blog è nato proprio grazie ai suggerimenti di Consolata, i complimenti di Paola, le correzioni grammaticali di Francesca…solo per citare il podio delle persone che mi hanno aiutato a realizzarlo.

Cosa vedo intorno a me, ultimamente? Sinceramente, vedo l’esatto contrario di quanto ho appena descritto. C’è un individualismo strisciante: nessuno ammetterà mai di voler far prevalere il proprio interesse personale a quello altrui o quello collettivo, ma è quello che facciamo.

Quanto dovremmo imparare dal Grande Torino? Più di quanto possiamo immaginare, ma siamo emotivamente sordi: non sentiamo questa necessità e non immaginiamo quanto staremmo meglio se collaborassimo tutti insieme.

Tutti i giudici la bocciano…

Ancor prima di visualizzare il video di stasera ho capito che mi sarebbe piaciuto, perché sono stato attratto dal titolo scelto dalla pagina Facebook Video incredibili, anche se ho trovato una versione migliore su youtube

Tutti i giudici la bocciano, ma quando lei capovolge il quadro…wow!

Non è possibile riassumere ciò che accade nelle scene riprese: bisogna vedere tutto fino alla fine!

Trovo queste immagini una fantastica metafora della vita:

  • Quante volte pensiamo che la nostra vita potrebbe essere migliore?
  • Quante volte ci sentiamo giudicati da altri che poco sanno di noi?

In entrambi i casi, una risposta plausibile potrebbe essere

Molto più spesso di quanto non vorrei

Quando ci sentiamo giudicati da altri o da noi stessi, dobbiamo considerare tre cose:

  1. Solo noi conosciamo la nostra vita passata
  2. Nessuno la conosce meglio di noi
  3. Nè noi, nè altri possono prevedere il futuro

Prendendo spunto dal finale di questo video, vi propongo un piccolo esercizio: questa sera, prima di addormentarvi, ripensate alle ultime vicende che vi hanno reso tristi. Cercate di visualizzarle con il distacco che solo il tempo sa darvi: vi sembrano ancora così tanto brutte? Hanno un grandissimo pregio: vi hanno reso ciò che siete adesso…metaforicamente, vi renderete conto che siete un grandissimo quadro, con una qualità in più: siete vivi!

Guardando il cielo

 

Non parlo spesso di canzoni perché richiedono un certo periodo di meditazione sia per apprezzarle, sia per comprenderne il reale significato, aldilà dell’accompagnamento musicale.

Pensando ad Arisa, poi, mi risulta particolarmente difficile: non perché non apprezzi la cantante ma, nella mia testa, è come se fosse l’autrice adatta per trascorrere un momento spensierato…fino a quando non ho ascoltato Guardando il cielo.

Un testo che parla di quanto ci stiamo abituando a vivere disorientati, ancor più rimarcato in un video con pochi riferimenti geografici…che sono poi i riferimenti che abbiamo visivamente presenti nella nostra vita.

Forse è proprio questo il significato del titolo: occorre guardare il cielo per trovare un punto di riferimento. Dai tempi di Galileo, sappiamo che il cielo non si muove, ma siamo noi a farlo!

Una metafora che è abbastanza chiara: nella vita abbiamo bisogno di certezze. Putroppo, l’unica certezza – a volte – sembra essere la morte.

Occorre fermarsi un attimo a porsi una domanda:

Cosa c’è di buono e stabile nella mia vita?

Forse non è semplice ma, pensandoci bene, qualcosa verrà in mente di sicuro. Quelle sono le cose che dobbiamo conservare. Il resto è solo di passaggio: forse non siamo ancora pronti ma, un giorno, faremo un po’ di pulizia ed abbandoneremo ciò che ci fa male.

Vi faccio un esempio personale: circa un anno fa, conobbi una persona che mise in dubbio l’efficacia della psicoanalisi e, perciò, tutto il lavoro che tuttora sto facendo su di me.  Non ci volle molto tempo perché lei mi ponesse subdolamente davanti ad una scelta

O me o la psicoanalisi 

Inutile dirvi quale è stata la mia scelta: alle diciotto ho appuntamento con la dottoressa!

 

Everybody's Fool

L’articolo di oggi approfondirà quello di ieri, come promesso.

Anche se prenderò a riferimento personaggi famosi, i concetti possono essere declinati a qualsiasii ambiente, lavorativo o famigliare.

Molto spesso ci pongono la domanda

Come stai?

In genere, l’unica risposta socialmente accettabile è

Bene, grazie!

Perchè mostrare il proprio dolore è sintomo di debolezza o di essere solo persone che si lamentano.

Gli Evanescence non sono certo famosi per  le loro canzoni allegre, anzi: Everybody’s fool non fa eccezione.

Il video ben esemplifica ciò che ho appena detto: ve lo immaginate l’effetto sugli altri presentadosi con gli occhi arrossati dal pianto e cerchiati dall’insonnia? Io stesso credo di essere riuscito a presentare il mio reale stato d’animo solo alla mia psicologa e a Paola.

Negli altri casi, pochi hanno notato un sorriso forzato, un colorito spento ed ogni altro  sintomo di malessere.

Non voglio accusare nessuno di non avermi capito, però la semplice domanda che vi ho proposto ad inizio alrticolo mi avrebbe fatto molto piacere, non lo posso negare.

Se conoscete una persona da tempo, non è necessario essere psicologi per capire se è felice o abbattuto. In quest’ultimo caso, basta fare una semplice domanda per risollevare il morale e far sfogare qualcuno.

Ci sono anch'io

 

Se dico Walt Disney, cosa vi viene in mente? Eccovi alcune delle mie risposte:

  • Cartoni animati
  • Canzoni
  • Fantasia

Non sono risposte casusali: il video che vi propongo questa sera racchiude tutti questi tre elementi insieme. Non a caso, Ci sono anch’io fa parte della colonna sonora di Atlantis – il pianeta del tesoro, film della Disney del 2002.

Per informazioni più approfondite, chiedete alla mia amica Angelica o al mio amico Alex, persone che – se la cinefilia fosse una malattia – sarebbero all’ultimo stadio: io mi concentro sul significato di video, parole e canzoni.

Mi rendo conto che – questa volta – rischia di essere più difficile del solito:

  1. il testo è stato tradotto dalla versione inglese
  2. il video riprende molti spezzoni del film

Per capire il significato, ho dovuto prima ascoltare la canzone ad occhi chiusi e – poi – guardare il video muto: vi garantisco che il trucco funziona.

Concentrandosi sulle immagini, il concetto che appare subito chiaro è quello di magia: non è una cosa a cui credere o non credere. Come disse Ligabue durante il concerto Italia loves Emilia

A volte le magie succedono!

Anche il testo parla di magia: la magia che sentiamo dentro di noi quando perseguiamo un obiettivoIn questo caso, mi immagino Consolata nei panni del Presidente Roosevelt in Pearl Harbour che – con sguardo a dir poco grintoso – mi dice

… e lei viene a dire a me , non si puo fare?!?!

Che poi io e Consolata non ci diamo del Lei, è solo perchè siamo amici.

Buon compleanno

Oggi ho festeggiato il mio trentottesimo compleanno regalandomi un nuovo blog, a cui vi invito ad iscrivervi.

Forse ho scelto buon compleanno  per il titolo o – forse – perchè mi piace Irene Grandi.

Andando a fondo, però, credo che ci sia una spiegazione più corretta: il testo parla di desideri. 

Se non avessimo desiderinon saremmo umani. Esistono, però, tre giorni all’anno in cui questi desideri si fanno sentire in modo più pressante:

Sono giorni in cui si sente l’aria di Festa, ma anche giorni in cui si traccia una sorta di linea temporale. Molto probabilmente, in quei giorni tutti sono portati a pensare

Speriamo che i prossimi 365 giorni…

segue il desiderio.

Purtroppo, spesso non facciamo nulla per rendere il desiderio realtà. Vi confido un segreto: credo che il modo migliore per realizzare un desiderio non sia agire…perlomeno, non immediatamente.

La cosa migliore da fare è chiedere consiglio: spesso le persone che ci stanno accanto hanno una visione più distaccata della nostra nell’analizzare una situazione.

Roma – Bangkok

 

Se seguite questo blog da tempo, vi sarete accorti che non seguo la moda…prova ne è che Roma-Bangkok è uscita il 19 giugno 2015, mentre a Milano si teneva l’Expo.

Forse perchè  conoscevo poco Giusy Ferreri e soprattutto Baby K prima che arrivassero in cima alle classifiche con questo pezzo.

Come al soilto, devo farvi una domanda: quanti di voi hanno cercato di capire il significato del brano? Normale che la risposta sia pochi, considerando che è una classica hit estiva.

Anche un pezzo come questo – però – ha un significato: a volte, ci preoccupiamo troppo…di tutto.

Siamo esseri umani, non macchine! Non è un caso che – ai tempi della maturità – dimagrii molto: anche se una parte era giustificabile con la tensione del periodo, l’altra parte era dovuta al superlavoro.. Il corpo mi stava parlando…ma io non gli diedi retta.

Fortuna volle che si trattò di un periodo limitato, poi me ne andai in vacanza. Ecco, il significato del brano è proprio questo: il bisogno di pensare a sè stessi e non al proprio lavoro, ogni tanto.

 

I cowboy non mollano

 

In questo periodo, mi sembra di riuscire a trovare un significato profondo anche nelle canzoni più allegre, come ho già detto a proposito di Katy Perry.

Max Pezzali non è certo noto per i testi impegnati, anzi. Ogni regola, però, ha la sua eccezione: I cowboy non mollano è l’eccezione.Il finale del video sembra un invito agli spettatori

Non fermatevi alle apparenze

Sia le immagini che il testo comunicano questo messaggio: occorre arrivare alla fine per capirlo, ascoltando e guardando attentamente.

Non ci vuole molto a capire che dovremmo fare lo stesso con la vita degli altri.

Ad un primo sguardo, una persona può sembrarci la persona più felice di questo mondo, suscitandoci invidia: basta conoscerla un po’ meglio per capire che ha anche lei i suoi scheletri nell’armadio.

Il detto usato non vi tragga in inganno: non sto dicendo che state frequentando un criminale! Sto semplicemente dicendo che tutti attraversiamo dei momenti brutti e, forse, abbiamo voglia di condividerli con qualcun altro, per sopportarne meglio il peso.

Putroppo, ci blocchiamo a vicenda: siccome ilnostro interlocutore non parla dei suoi problemi, noi siamo portati a non parlare dei nostri.

Perciò, nonostante questo, siamo costretti a comportarci come cowboy: dopo una caduta da cavallo o un colpo di pistola, dobbiamo rialzarci, scrollarci la polvere di dosso e continuare a lottare! Ma non sarebbe meglio se lo facessimo tutti uniti? Del resto, l’unione fa la forza!