Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Perché amo i lupi solitari
Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Trovo che la frase di oggi, condivisa dalla pagina Facebook La bella e la bestia  pecchi di originalità

Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

perché mi ricorda molto il primo Charles Bukowski. Non possiamo pretendere che tutti nascano geni in un qualunque campo, anche se molti credono di esserlo…ma questo è un altro discorso.

Del rapporto che si instaura tra

  • Genitori e figli
  • Capo e sottoposti
  • Leader e gruppo

ne hanno parlato a profusione: non posso aggiungere altro e – comunque – concordo con gli studi sociologici finora condotti.

Oltre ai veri rapporti, ci sono anche quelli falsi: io me ne sono sempre andato, quando ho capito che stavo vivendo un falso rapporto, a costo di sacrificare amicizie profonde….Anche se – poi – mi sono reso conto che l’amicizia era profonda solo per me.

Il motivo potrebbe essere semplicemente etichettato come orgoglio, ma – sinceramente – c’è una spiegazione più corretta: certe cose non si fanno.

L’unica regola che mi sono dato in un rapporto è

Prima persona, poi tutto il resto

A prescindere dallo status sociale del mio interlocutore, nutro il massimo rispetto per la persona che mi trovo davanti e pretendo che lui faccia lo stesso con me.

Se questa regola non viene rispettata, per esempio quando mi obbligano a seguire certi percorsi o mi giudicano senza conoscere gran parte della mia vita ho un solo comandamento: i litigi non servono a nulla e la persona non cambierà idea solo perché lo dico io oppure perché io voglio solo far valere le mie ragioni. Tanto vale abbandonarla, ma sarò sempre disponibile a riaccoglierla a braccia aperte quando capirà il suo errore, ammesso che lo faccia. Le scuse sincere fanno sempre piacere.

Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere

Frase di Buddha
Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere

 

Facendo psicanalisi, mi sono spesso domandato se sia più una scienza o più una fede: la mia terapeuta sostiene su un percorso di conoscenza di sé.

Essendo lei l’esperta e fidandomi di lei, prendo per buona la sua definizione ed attendo con ansia il momento citato dalla frase del Buddha

Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere

In effetti, sto ridendo già adesso: le difficoltà sono ancora molte, ma è anche grazie al lettino che ho aperto il blog, che cammino dieci chilometri  al giorno,  che dormo otto ore per notte….detto da uno che non credeva in un qualsiasi tipo di terapia, non vi sembrano dei grandi risultati?

La faccenda si fa molto più comica  quando qualcuno pretende di insegnarmi a vivere: fidatevi se vi dico che potrei essere io ad insegnare loro a farlo.

Non sto facendo un elogio alla psicanalisi, ma un elogio alla possibilità di prendersi un po’ di tempo per sé, anche solo trenta minuti al giorno: vedrete i risultati.

I treni a vapore

 

Di giorno cerchiamo di essere il più razionali possibili: in fin dei conti, dobbiamo lavorare.

Quando abbiamo il tempo di essere veramente noi stessi? Secondo il testo de I treni a vapore, scritta da Ivano Fossati per la voce di Fiorella Mannoia, questo tempo è la notte, quando dormiamo.

Una considerazione non certo originale, già teorizzata dalla psicoanalisi. In termini più pratici, è abbastanza ovvio: lavoro, famiglia e doveri erodono gran parte delle nostre energie. Solo durante la notte riusciamo ad essere veramente noi stessi, grazie ai sogni.

Purtroppo, è difficile ricordare i sogni. Ecco perché considero le critiche altrui sempre distruttive sotto un certo punto di vista: solo una sparuta minoranza può dire di conoscersi veramente. Io mi sto conoscendo sempre di più, mi considero in cammino. Perchè dobbiamo ricevere le critiche altrui? Del resto, ognuno vede la questione con i propri occhi, ma non la vive in prima persona.

Un concetto vecchio: persino Charlie Chaplin ne aveva già parlato… Ma non lo abbiamo ancora imparato.

Single, Taken, Finding myself, etc.

Single, Taken, Finding myself, Loving myself, Being passionet, Getting fit, Growing friendships, Metting new people & making memories
Single, Taken, Finding myself, etc.

A volte, mi sono sentito accusato di non fare nulla per me stesso: la cosa mi fa alquanto arrabbiare, sia perchè non è vero, sia perchè credo di non riuscire a trasmettere ciò che posso dare con sufficiente assertività. Non parliamo, poi, della mia condizione sentimentale!

In realtà, come spiega la frase tratta dalla pagina Facebook iReleaseEndorphins, sto facendo molto

Building an empire, finding myself, healing myself, being passionate, getting fit, growing friendships & making memories

non credo che sia necessaria una traduzione.

Trovo assurdamente ridicolo che molta gente creda che io stia semplicemente lottando contro l’ansia. Del resto, tutti noi combattiamo battaglie ogni giorno, di vario tipo: perchè per me dovrebbe essere diverso?

Come ogni lavoro, anche quello di costruire la propria vita è stancante: forse è addirittura più gravoso di un lavoro pagato. Finita la propria giornata lavorativa, abbiamo il tempo di riposarci. Costruire la propria vita richiede un impegno infinito!

Inoltre, dobbiamo lottare contro il tempo: un giorno comunque moriremo e in ufficio non possiamo pensare ai fatti nostri.

Sapete qual è l’unico momento in cui non penso al lavoro o a costruire la mia vita? Quello in cui scrivo l’articolo della giornata.  Non so se faccio bene o faccio male: capisco bene che Consolata, Francesca ed altre persone vorrebbero avere a che fare con una persona più solare quando escono con me.

Ammesso che accettino le mie scuse, permettetemi di dare loro una giustificazione

Sto lavorando per me

Non è semplice staccare, quando si è molto, molto impegnati. Certe persone non l’hanno capito, ma sono sicuro che Consolata e Francesca non fanno parte di questo gruppo.

La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno

Frase di Albert Einstein
La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.

Spesso i pubblicitari sono definiti anche creativi. Ogni tanto, però, anche i creativi si trovano ad utilizzare frasi di persone molto note a scopo pubblicitario . Quando accade, mi domando

Dov’è la creatività?

È ciò che accade anche in questo caso, in cui  la pagina Facebook del programma di Radio Capital Parole note ha utilizzato una frase di Einstein

La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.

Ci vorrebbe Umberto Eco per fare un discorso semiotico serio: io non vedo il nesso tra la pubblicità e la frase ma, forse, mi mancano degli elementi. Cercherò di vedere il tutto sotto un profilo di vita.

A volte dimentichiamo che non è solo la scuolaformarci e che le persone cambiano vivendo. Inoltre, occorre considerare che noi siamo i soli a conoscere i nostri pensieri: possiamo descrivere una nostra giornata o uno stato d’animo fin che si vuole, ma descrivere una cosa non è come viverla in prima persona.

Quante volte ci è capitato che un nostro amico ci raccomandasse un film, magari raccontandocene la trama, per poi uscire dalla proiezione pensando

Credevo fosse …!

 

potete completare la frase con l’aggettivo che ritenete più opportuno, a seconda del vostro stato d’animo attuale. La vita non è sicuramente un film, ma – in questo caso – la similitudine mi sembra palese!

 

 

Chiedi alla luna

 

La vita è molto strana: quando questa mattina ho scelto la canzone Chiedi alla luna di  Baby K, mai avrei immaginato che avrebbe ben rappresentato la mia giornata odierna.

Cosa significa questo brano per me? Significa semplicemente che non ricordiamo mai dei fatti:

  1. Al mondo, esistono circa 7 miliardi di persone
  2. In comunicazione, si dice che bastino 7 passaggi per collegare due persone che non si conoscono fra loro

Internet ha ridotto numericamente questi passaggi: posso digitare un nome a caso sulla tastiera e trovare qualcuno da conoscere. Magari facciamo la conoscenza di qualcuno tramite un nostro amico nella vita reale.

Fare la conoscenza di, però, è diverso che conoscere veramente qualcuno.

Gli amici, quelli veri, sono quelli che si preoccupano: quelli che mi hanno salvato dalla solitudine che certe persone mi hanno fatto provare.

Lo so: chi mi legge spesso, troverà che il mio post di oggi sia ermetico.

Potrei usare un verso di Baby K per spiegarlo

Non ti confondere non sai nulla di me
della mia vita, e la mia bio,
tutto questo è mio.

No, non è questo il verso giusto…credo sia un altro

Chiedi alla luna di me.

 

Tutti i giudici la bocciano…

Ancor prima di visualizzare il video di stasera ho capito che mi sarebbe piaciuto, perché sono stato attratto dal titolo scelto dalla pagina Facebook Video incredibili, anche se ho trovato una versione migliore su youtube

Tutti i giudici la bocciano, ma quando lei capovolge il quadro…wow!

Non è possibile riassumere ciò che accade nelle scene riprese: bisogna vedere tutto fino alla fine!

Trovo queste immagini una fantastica metafora della vita:

  • Quante volte pensiamo che la nostra vita potrebbe essere migliore?
  • Quante volte ci sentiamo giudicati da altri che poco sanno di noi?

In entrambi i casi, una risposta plausibile potrebbe essere

Molto più spesso di quanto non vorrei

Quando ci sentiamo giudicati da altri o da noi stessi, dobbiamo considerare tre cose:

  1. Solo noi conosciamo la nostra vita passata
  2. Nessuno la conosce meglio di noi
  3. Nè noi, nè altri possono prevedere il futuro

Prendendo spunto dal finale di questo video, vi propongo un piccolo esercizio: questa sera, prima di addormentarvi, ripensate alle ultime vicende che vi hanno reso tristi. Cercate di visualizzarle con il distacco che solo il tempo sa darvi: vi sembrano ancora così tanto brutte? Hanno un grandissimo pregio: vi hanno reso ciò che siete adesso…metaforicamente, vi renderete conto che siete un grandissimo quadro, con una qualità in più: siete vivi!

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male…

Frase di Martin Kole
Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perchè facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo, il potere di scegliere.

Oggi ho scoperto la pagina Facebook YouFlame, che ha proposto la frase di J. Martin Kole

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perchè facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo, il potere di scegliere.

Lo sfondo dell’immagine è volutamente astratto: come si può rappresentare graficamente il potere di scegliere? Di certo non con uno scettro e una corona, o con qualsiasi altro oggetto sia simbolo di potere.

Il potere può fare paura: forse è per questo che lo associamo spesso a dittatori ed io non riesca a trovare una rappresentazione grafica che sia convincente e rasserenante allo stesso tempo.

Per come lo intende la frase, il potere è qualcosa di quasi magico. Non possiamo definirla una peculiarità che qualcuno ha ed altri no. tutti possiamo scegliere

Putroppo, spesso ci facciamo condizionare dall’ambiente:

  • I consigli di chi ci sta vicino
  • Le nostre paure
  • Le nostre esperienze passate

Tutte cose nel momento in cui valutiamo una scelta, soprattutto se non siamo molto convinti di cosa sia meglio per noi.

Tirare la moneta, in questi casi, affidarsi alla sorte può essere un modo solo per levarsi dalla testa una preoccupazione ed un peso dal cuore.Occorre una strategia: un modo che ci può aiutare a fare la scelta giusta.

Personalmente, quando devo prendere una decisione ascolto vari pareri (sono umano, ogni tanto faccio anch’io degli errori), poi…faccio una passeggiata, seguita da una doccia. Durante il tempo di queste attività, valuto pro e contro di ogni scelta. In genere, le opzioni si riducono a due domande

  1. Cosa accadrebbe se scegliessi di fare questa cosa?
  2. Cosa accadrebbe se scegliessi di non farla?

La risposta al secondo quesito è quasi scontata: tutto rimarrebbe come prima. Una scelta ragionevole, se siamo soddisfatti del nostro status quo…. fino al prossimo momento in cui dovremo effettuare una scelta. Per quanto riguarda la prima domanda, si può solo fantasticare sul nostro futuro, basandoci sugli elementi che abbiamo. Ma non sorprendetevi se poi il futuro non andrà come previsto.

Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

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Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

Poche ore fa, la mia amica Tamara ha condiviso sulla sua pagina Facebook un immagine dalla pagina Quello che le ragazze non dicono.

Ciò che è importante, in questo caso, è il testo

Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

l’immagine in sé ci comunica solamente che si trova su un sito da ragazze.

Le parole  rivelano un insieme di domande quasi di circostanza, come se – superata una certa età –  certe condizioni di vita siano acquisite:

  • Se non ti laurei in tempo, non ti laureerai mai
  • Se non ti sposi entro i trent’anni, sarai single o convivente a vita
  • Se non avrai figli entro lo stesso termine, non avrai una discendenza

Che sorpresa riceviamo quando veniamo a sapere che una persona ha cambiato la sua condizione dopo la fatidica soglia!

Non credo sia il caso di farvi un esempio personale: una cosa del genere sarà capitata sicuramente a molti di voi.

In questo caso, però, vorrei chiedervi

Perché restiamo convinti che la nostra vita non possa cambiare mai?

 

Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata….

Frase da "Le notti bianche" di Fedor Dostoevskij
Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani

Non è la prima volta che parlo di una frase di Fëdor Dostoevskij.

Se la frase di cui ho parlato in passato era intrisa di pessimismo, quella di stasera è molto ottimistica, perchè è rivolta al futuro

Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani

 

Il motivo di questo cambiamento di prospettive è semplice: non possiamo prevedere il futuro. A volte ci immaginiamo situazioni tremende ancora prima di viverle, per poi scoprire che le cose non sono andate così male…anzi, magari è stata un’esperienza positiva.

Non ci credete? A me è successo varie volte. Quella di cui ho il più vivo ricordo è quando ho fatto la mia prima uscita fotografica con i miei amici, ormai più di tre anni fa. Una domenica mattina estiva come tante altre. La notte prima avevo dormito male a causa del caldo: chi aveva voglia di andare in centro e camminare tutto il giorno? Ormai, però, avevo dato la mia parola.

Fu così che

  • conobbi Fabio
  • visitai luoghi inesplorati grazie a Sergio
  • che cominciai ad uscire da Milano e dal mio guscio

In un certo senso, ad essere la persona che sono oggi: non certamente perfetta, ancora vittima dell’ansia e della bassa autostima, ma migliore di quanto non fossi solamente il mese prima…o anche il giorno prima.

Mi è sempre piaciuto paragonare la vita ad un allenamento a biliardo: due tiri possono sembrare identici, ma tante diffrenze impercettibili, sommate fra loro, creano una grande differenza. Se la prima volta la palla non va in buca, sappiamo che la prossima volta dovremmo…aggiustare il tiro.