Le persone che ti capiscono veramente sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla

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Le persone che ti capiscono veramente sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla

La frase di Antonio Curnetta è troppo lunga per citarla tutta. Credo che il punto centrale sia la seconda parte

Le persone che ti capiscono veramente sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla

Spiegare i propri gesti e comportamenti non è solo inutile: è dannoso, perché è un modo di giustificarsi. Può andare bene se involontariamente se, per vari motivi, si è mancato di rispetto ad una persona, oppure se un gesto può sembrare insensato….ma basta!

Ognuno ha la propria vita e la propria storia:

  • Chi siamo noi per giudicare gli altri?
  • Perché giudichiamo gli altri?

Alla prima domanda non ho ancora trovato risposta. Posso rispondere alla seconda, ma solo fino a un certo punto.

Spesso chiediamo spiegazioni di cose che non abbiamo capito o che ignoriamo completamente: accade ogni giorno ed è un modo per migliorare sè stessi, quindi possiamo solo sperare che continui così.

Altre volte, invece, chiediamo spiegazioni per trovare una giustificazione al comportamento altrui. Trovo questo comportamento estremamente irritante: raggiunta la maggiore età, siamo liberi di decidere e pensare come meglio crediamo. Perchè, allora, continuiamo a criticare il comportamento altrui?

Credo che sia dettato dall’invidia e, come dice il proverbio

L’invidia è una brutta bestia

 

La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte

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la vita è un viaggio: viaggiare è vivere due volte

Quando ero piccolo, i miei genitori viaggiavano spesso: ogni volta, tornavano con una busta blu, fornita dall’agenzia di viaggio, su cui era scritto

La vita è un viaggio: viaggiare è vivere due volte

Solo anni dopo scoprii che questa frase fu pronunciata da Umar Khayyām, ma non perderebbe di profondità nemmeno se Walt Disney l’avesse messa in bocca a Topolino.

Anche tralasciando i miei viaggi estivi, ho visitato molti posti, soprattutto in Italia. Con l’età, è cresciuta anche la voglia di visitare l’estero.

Forse Khayyam esagera dicendo che viaggiando si vive due volte, ma di sicuro si vive!

Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto

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Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto

Quante volte ho cercato di immaginare la vita perfetta, quella in cui una persona può definirsi assolutamente felice? Non lo so: ho perso il conto. So solo che non ci sono mai riuscito veramente, forse perchè il concetto di felicità è evanescente: cambia con il tempo e a seconda delle situazioni.

La frase di stasera, tratta dal film 4 amiche e un paio di jeans, sta modificando le mie convinzioni e mi fa riflettere

Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto. Magari significa vivere di tante piccole cose…e far sì che siano più importanti delle cose brutte.

Da qualche tempo ho preso l’abitudine di segnarmi su un’app dello smartphone tuttociò che mi capita durante la giornata:

  • Incontri programmati o casuali
  • Frasi dette dai colleghi
  • Imprevisti

A fine giornata, mi rendo conto che mi sono capitati tanti piccoli aneddoti, la maggior parte piacevoli, che fanno sì che la mia vita da single impenitente non sia così monotona come l’ho sempre considerata.

 

 

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio

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Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio.

Una veduta di una città europea (ad occhio, dato il canale e la bicicletta,direi che si tratta di Amsterdam) in cui non si vede anima viva fa da sfondo alla frase di oggi

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio. Pensate un po’: con soli 4secondi si può rendere felice una persona

Devo dire che questa frase ha tre difetti:

  • Non mi piace che sia scritto un numero in una frase motivazionale: preferisco la parola
  • La forma della seconda parte del messaggio mi ricorda una campagna di raccolta fondi (meritorie, ma fuori contesto, in questo caso)
  • Non trovo un nesso fra l’immagine e la frase: se qualcuno lo vede, mi avvisi

Il messaggio è comunque vero e profondo. Provate a fare un piccolo test: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare l’ultima volta in cui avete mandato un messaggio o avete telefonato ad ogni persona registrata.

Ogni tanto, lo faccio anche io, domandandomi:

 Perchè non sento più Tizio o Caio da così tanto tempo?

Ammetto che, molto spesso, ho il dubbio che una persona non si ricordi di avermi conosciuto o che il numero sia corretto: dopo tanto tempo, una persona può dimenticarsi di noi o aver cambiato compagnia telefonica. Altre volte, non mi sembra il momento opportuno.

Non so se è così anche per voi. La frase che spesso si usa per giustificarsi è

Non ho tempo

Sinceramente, ho usato molto spesso questa frase come scusa, perciò mi sembra che la usino anche gli altri come scusa. Se trovate altre motivazioni, non avete che da commentare questo post.

In questi casi, mi torna utile risentire Accetta il consiglio, per questa volta: ci sono molte frasi che calzano a pennello pe una cosa simile.

 

 

 

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore
L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Uno sguardo sornione, un sorriso beffardo, una posa da antico romano: è Garfield che, con il cappello tipico dello Zio Sam, pronuncia la frase

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Con umiltà vi dico che questa sera potrei sbagliare: non tutti saranno d’accordo leggendo che – secondo me – siamo tutti umili, ipocriti e arroganti.

Se è certamente vero che una persona può avere un’indole più incline all’ipocrisia piuttosto che all’umiltà o all’arroganza, è anche vero che la nostra personalità non è statica, ma varia a seconda della situazione.

Immaginiamo qualcuno con un carattere mite: per quanto buona possa essere, si arrabbierà certamente se riceve una gomitata senza motivo. Magari quella stessa persona è già rabbuiata per altri motivi che non sappiamo e che amplificano la sua reazione.

Ora proviamo a fare un ragionamento seguendo la frase di questa sera:

  • Se comincio a fare un nuovo lavoro, dovrò imparare quasi tutto, perciò è più facile cadere in errore: con umiltà, ammetterò di aver sbagliato
  • Quando comincerò ad essere più preparato, può darsi che io sbagli per un calo di attenzione : tenterò, con ipocrisia, di nascondere il mio errore
  • Se sono una persona molto fiera (per non dire piena di sè), forse peccherò di arroganza,  e incolperò chissà chi o a chissà cosa per il mio errore

Attenzione, però: la classificazione non è matematica, bensì tra il psicologico ed il sociologico, quindi imperfetta.

Per esempio, io sono una persona molto timida con una bassa autostima, il che mi porta ad addossarmi anche le responsabilità non mie.

Se provate a guardarvi dentro, scoprirete il caso giusto per voi.

 

Come te la cavi? Va alla grande, pollici in su!

Come te la cavi?

Quante volte ci chiedono, come nella vignetta di Sarah Andersen

Come va? Come stai?

La risposta di circostanza é sempre la stessa

 

Va alla grande: pollici in su!

 

In realtà, non va bene per niente:

  • Lo stress non ci fa dormire
  • Vorremmo scappare

Non sto parlando dello stress quotidiano, per il quale basta un bagno caldo per ritemprarsi, ma di cose più profonde, a cui raramente sappiamo dare un nome. Solo un terapeuta o una persona empatica  sanno fare questo: purtroppo, la psicanalisi costa e l’empatia non  è ascoltata un dono di tutti

Trascorrere il tempo fuori casa non vuol dire prendersi cura di sè.

Per farlo basta fare ciò che ci piace qualche minuto al giorno.

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

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Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

La ragazza rappresentata in questa fotografia sta piangendo, perché sa che esistono due tipi di persone:

  • Gli altruisti, che cercano di far star bene il prossimo
  • Gli egoisti, che pensano solo al proprio benessere

Non ci vuole una matrice a doppia entrata per spiegare tutte le casistiche che si creano dall’incontro di due sole categorie di persone: è intuibile.

Purtroppo, la ragazza sa anche che gli altruisti sono diventati come i panda giganti: una razza protetta dal WWF.

Io son abbastanza altruista: raramente riesco a dire di no con convinzione. Spero ancora che qualcuno mi aiuti con il cuore quando io avrò bisogno di lui: purtroppo, accade raramente. Per esempio, mi piacerebbe che gli amici si facessero sentire più spesso: una chiamata di pochi minuti rasserenerebbe la giornata.

Lo so che a volte appaio scontroso e poco incline al dialogo: in parte è colpa della deformazione professionale, in parte è colpa della stanchezza accumulata facendomi il culo senza mai ricevere nemmeno un grazie.

Se a volte vi sembro egoista, vi chiedo scusa: sappiate che sono solo stanco.

 

 

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

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Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

 

Ho sempre un po’ sofferto la solitudine: non tanto perché mi facesse paura, quanto perché credo che l’essere umano è un animale sociale destinato a rimanere in gruppo.

Devo dire che la frase Navajo di stasera mi fa vedere la cosa da una prospettiva diversa

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

Se è vero ciò che dicevo ieri sera, è anche vero che non sempre le idee sono condivise.

A volte può capitare di seguire una strada poco battuta, incompresa dalla maggioranza. L’importante è avere sufficiente coraggio per perseverare.

Sarà capitato a tutti di essere criticati per un’azione o una scelta fatta: se la critica veniva da una persona a cui vogliamo bene, questa può averci ferito. La sofferenza dell’abbandono può portarci a ritornare sui nostri passi.

Non è una scelta saggia: è una scelta meditata e pensata lungamente ma, quando abbiamo preso quella strada poco battuta, lo abbiamo fatto probabilmente d’istinto.

Io credo che l’istinto non sbagli mai: dovremmo seguirlo più spesso.

Se vivi per piacere agli altri…

Se vivi per piacere agli altri saranno tutti contenti...tranne te!
Se vivi per piacere agli altri saranno tutti contenti…tranne te!

Oggi ho scoperto sentimenti ribelli, una pagina Facebook che ha lo stesso scopo del mio blog: avevo un gemello e non lo sapevo!

La prima frase che ho letto sulla pagina rappresenta molto il mio passato, perciò ho deciso di pubblicarla stasera

Se vivi per piacere agli altri saranno tutti contenti…tranne te!

Questa frase per me è chiarissima: sono finito dalla psicanalista proprio perché ho vissuto (si fa per dire) per cercare affetto e stima accontentando gli altri. Ovviamente, non ho mai fatto ciò che avrei voluto veramente, fino a dimenticare il significato della parola piacere.

Ora, finalmente, sono giunto a una conclusione: non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere, ma solo un modo personale.

Un errore che si fa molto comunemente nella vita è proprio questo: ci conformiamo all’ambiente sociale circostante per essere accettati, invece dovremmo adattarci reciprocamente.

So che la differenza fra conformarsi e adattarsi è minima, eppure nessuno lo fa: è così che nascono screzi, incomprensioni e litigi. Risultato, ci sarà qualcuno contento che gode nel veder soffrire gli altri, ma noi stessi saremo scontenti e ci sentiremo sbagliati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le montagne limitano…

 

MontagneLimitanoAndareSuAnonimo

Le montagne limitano: bisogna andare su!

Non soprendetevi se ho preso la frase di stasera dal mio profilo Facebook. L’aforisma

Le montagne limitano: bisogna andare su!

è stato pronunciato dalla mia psicanalista ieri sera al termine della seduta. Il discorso ruotava intorno ai luoghi della mia infanzia, la Valtellina: un luogo di montagna come ce ne sono molti altri, in cui gli abitanti sono spesso definiti montanari in modo dispregiativo.

Le persone valtellinesi hanno un grosso pregio e un grosso difetto, soprattutto nei rapporti interpersonali:

  • Sono molto chiusi e diffidenti, quindi hanno pochi amici
  • Sanno molto protettivi, quindi quei pochi amici sono veri

Lo stesso ambiente sociale è molto protettivo: ci si aiuta l’un l’altro, ma lo straniero non ha vita facile dalle mie parti. La frase di oggi voleva ampliare il mio sguardo: i forestieri non sono tutti pronti ad attaccarci, ma hanno semplicemente usi e costumi diversi.

Restare chiusi in una valle, come è capitato a me per vent’anni, significa chiudersi in sé stessi. Io non ho avuto scelta: ci sono nato…Avessi potuto scegliere, sarei nato a Milano.

Fortunatamente:

  • Sono riuscito a venire a Milano
  • Sto cercando di ampliare i miei orizzonti
  • Sono molto curioso

Proprio la curiosità mi ha impedito di essere razzista: mi sono sempre domandato il perché delle cose, anche del modo di vivere degli altri. Se tutti noi salissimo sulle montagne, vedremo anche un’altra prospettiva: quella degli altri.