To Be Number One

 

L’inizio degli Europei di calcio mi ha riportato alla mente l’estate di sedici anni fa: la cosiddetta estate italiana, riprendendo la canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, inno ufficiale dei mondiali di quell’anno.

Pochi, però, si ricordano la versione inglese di quell’inno: To be number one di Giorgio Moroder.

Il video, ovviamente, risente ancora delle influenze del decennio precedente:

  • pettinature cotonate
  • inglese usato anche in Italia
  • Colori freddi ed elettrici per le ambientazioni notturne
  • Colori caldi per le ambientazioni diurne

La storia del video mescola lo spirito di sacrificio (italiano e sportivo) alla capacità di sognare adolescenziale.

Ciò che abbiamo perso (forse a causa dell’età, forse a causa degli eventi) è proprio la capacità di sognare. È una grave perdita: significa perdere la speranza e capacità di immaginare un’alternativa.

Lo ammetto: in passato sono caduto anch’io in questo errore, ma sto cercando di recuperare.  Perdere i sogni è un sintomo: la vera malattia è perdere la speranza.

I sintomi di questa malattia li riconosco subito: si tende a trovare una soluzione pragmatica ad ogni problema, lasciando poco spazio alla fantasia.

Non esiste una cura medica per questa malattia: siamo noi che dobbiamo lasciarci andare un po’ di più.

Be Kind. Work hard. Stay humble….

Be Kind. Work hard. Stay humble. Smile often. Keep honest. Stay loyal. Travel when possible. Never stop learning. Be thankful always. And love.
Be Kind. Work hard. Stay humble. Smile often. Keep honest. Stay loyal. Travel when possible. Never stop learning. Be thankful always. And love.

La frase di stasera, condivisa da Linda, mia ex-compagna di Università, su Facebook appartiene alla raccolta che potete trovare all’indirizzo http://dailyvibes.org/. È un sito strano e bellissimo: una specie di ambiente zen nella rete.

Se non fosse per la lingua, queste parole potrebbero essere pronunciate – appunto – da un monaco buddista

 Be Kind. Work hard. Stay humble. Smile often. Keep honest. Stay loyal. Travel when possible. Never stop learning. Be thankful always. And love.

Tradotta in italiano per i non anglofoni, la frase è

Sii gentile. Lavora duramente. Rimani umile. Sorridi spesso. Mantieniti onesto. Rimani fedele. Viaggia quando possibile. Non smettere mai d’imparare. Sii sempre grato…E ama.

 

Se contate, noterete che sono usati dieci imperativi: il numero non vi ricorda qualcosa?

Forse sarò troppo sensibile, ma credo di aver incontrato sulla mia strada tante persone che – con il loro comportamento – mal si conciliano con questi concetti.

L’immagine di sfondo è un classico nei messaggi che vogliono trasmettere

  • Calma
  • Serenità
  • Amore

Ma credo che siano come le canzoni di Fiorella Mannoia: non passano mai di moda. Non solo perchè sono bellissimi concetti, ma perchè sono le tre cose su cui dovremmo costruire il mondo.

 

Ci sono bugiardi così bravi, ma così bravi, che alla fine ti convincono che le vittime sono loro

Ci sono bugiardi così bravi, ma così bravi, che alla fine ti convincono che le vittime sono loro
Ci sono bugiardi così bravi, ma così bravi, che alla fine ti convincono che le vittime sono loro

Non sono bravo a mentire: non saprei raccontare una bugia nemmeno con una pistola puntata alla tempia.

Non tutti sono sono così, infatti la frase di stasera, proposta dalla pagina Facebook raggio di solerecita

Ci sono bugiardi così bravi, ma così bravi, che alla fine ti convincono che le vittime sono loro

Da una breve ricerca, sembrerebbe che l’aforisma sia opera della nostra contemporanea  Wanda Tibulli: non una VIP, ma una persona come tante, come me e voi che mi state leggendo.

Anche io ho incontrato tanti bugiardi. Non mi importa ciò che dice il vocabolario, ma ricordo cosa mi dissero i professori all’Università:

Se vuoi fare pubblicità, dì sempre la verità: se sei bugiardo, i consumatori se ne accorgono…e tu sei rovinato!

Questo insegnamento mi è tornato utile anche nella vita: i consumatori sono un sottoinsieme del grande insieme delle persone, perciò ho trattato sempre con la dovuta verità e garbo

  • Amici
  • Colleghi
  • Conoscenti
  • Clienti

In una parola: tutti, anche quelli che sono stati bugiardi con me….e ce ne sono stati tanti!

Impossible is nothing

Impossible is nothing
Impossible is nothing

Quando ho appreso della morte di Muhammad Ali (che per me è sempre stato Cassius Clay) immaginavo che il web gli avrebbe reso omaggio in molti modi. Così è stato.

I lettori più giovani assoceranno la frase di stasera all’Adidas oppure alla Nike: entrambe l’hanno utilizzata nelle loro campagne pubblicitarie. il pay-off 

Impossible is nothing

non è altro che l’ultima parte di un aforisma di Alì. La citazione completa è

“Impossibile” è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
“Impossibile” non è un dato di fatto, è un’opinione…
“Impossibile” non è una regola, è una sfida…
“Impossibile” non è uguale per tutti…
“Impossibile” non è per sempre…
Impossible is nothing.

In queste cinquantasette parole c’è tutto Alì, ma anche tutto il concetto di sport professionistico: non si arriva a certi livelli senza pensare che sia tutto possibile. In modo più pacato, potremmo dire che è una convinzione molto legata all’autostima.

Allo sport sono legati molti concetti, fra cui:

  • Fatica
  • Sudore
  • Sacrificio

Alcuni di essi sono stati citati anche nel monologo di Ogni maledetta domenica. Questi concetti sono molto usati in pubblicità per far leva sulle motivazioni e gli istinti dei consumatori, non solo sportivi.

Le parole sono diverse di volta in volta, ma il concetto è sempre il medesimo

Tu puoi fare di più

Heroes

 

L’ultimo spot dell’acqua minerale Levissima segna una svolta radicale nel posizionamento del prodotto.

Abbiamo ancora nelle orecchie la voce di Reinhold Messner che recitava lo slogan

Altissima, purissima, Levissima

Dato il luogo di origine del prodotto (le sorgenti della Levissima sono in Valtellina) avrei preferito uno sportivo locale piuttosto di uno altoatesino, per quanto famoso.

Questo è il passato: concentriamoci sul presente.

La canzone è talmente famosa di non avere bisogno di presentazioni ed era già stata usata come sigla della trasmissione Sfide, oltre che come ultimo brano della colonna sonora del film Noi siamo infinito. La morte di David Bowie deve aver aumentato i download di questo brano negli ultimi mesi.

Non è certo per la fama che è stato scelto questo brano, ma per il suo testo, che ben si sposa con il nuovo testo dello spot

Per tutti quelli che hanno una vetta da conquistare, c’è un’acqua che accompagna in ogni ,piccola e grande scalata…

Anche il web ha avuto la sua parte:Levissima ha lanciato il progetto #everydayclimbers, con tanto di hashtag che, però, non sembra aver ancora preso piede come si deve.

Non c'è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

Non c'è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita
Non c’è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

In questo periodo, Facebook si sta rivelando molto prolifico:

Non c’è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

Non è stata scelta una modella: è stata scelta una malata di cancro. Nulla a che vedere con le campagne shock di Oliviero Toscani: una donna vestita normalmente, se non fosse per la bandana sotto cui non si vedono capelli.

L’associazione mentale è presto fatta. Credo che sia un’associazione strana: da una parte la mia mente corre alle modelle in passerella, dall’altra mi torna in mente l’articolo di ieri.

Da una parte, abbiamo il mondo patinato dello show business, dall’altro abbiamo il mondo dei malati.

Quando questi due mondi così lontani si avvicinano, i rischi della spettacolarizzazione della malattia e della lacrima facile sono sempre in agguato.

Lo stesso accade quando il mondo del sano e del malato si incontrano: non si capiscono veramente. Il mondo del malato si capisce solo attraversandolo.

La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché …

Patch Adams
La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore

La condivisione di stasera non è una frase, ma una vera e propria perla di saggezza  di Hunter Doherty Patch Adams, che molti di voi ricorderanno per il film del 1999.

La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore

Anche se non sono un medico, conosco i benefici di una risata:

  • Allevia lo stress
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Migliora il funzionamento di alcuni organi

Non è facile ridere nei momenti di sconforto e trovare il lato comico di una fonte di preoccupazione. Dobbiamo ricordarci una cosa, però: siamo vivi!

Partendo da qui, possiamo trovare prima il modo di ridere (non necessariamente della questione che ci preoccupa) e continuare a sperare.

Anche io devo ricordarmelo…

21 grammi…di felicità?

 

Se cercate 21 grammi con Google, vedrete che questa quantità è stata usata da molti: Fedez è solo l’ultimo in ordine temporale.

Il significato è nato da un esperimento di Duncan MacDougall, da cui dedusse che l’anima pesa – appunto- 21 grammi.

Ho consumato 21 grammi di felicità

Non è altro che un modo di dire che significa

Ho consumato l’anima

Tutti consumano la propria anima alla ricerca della felicità, perchè è un concetto che si sposta con il passare del tempo.Non so quanti anni voi abbiate, però vi invito lo stesso a fare un esperimento.

Pensate a quando avevate dieci anni, soffermandovi su cosa desideravate ardentemente a quell’età poi a quando ne avevate venti, soffermandovi e via di seguito, di dieci in dieci, fino alla vostra età attuale. Rispondete a questa domanda

Cosa significava per voi felicità a quell’età?

Ovviamente, vi renderete conto che il vostro concetto di felicità è cambiato con l’età.

Mi rendo conto di aver fatto un errore in vita mia: ho associato la felicità ai risultati lavorativi e scolastici.

  • Durante le scuole elementari pensavo che sarei stato felice alle medie
  • Alle medie pensavo che sarei stato felice alle superiori
  • Alle superiori pensavo che sarei stato felice all’Università

Solo ora mi rendo conto che la felicità è un risultato che non si ottiene con i risultati praticiLa felicità, quella vera, si ottiene solo partendo da un singolo fatto che pochi capiscono

Non di solo lavoro vive l’uomo

 

Anywhere is

 

Quando Enya pubblicò Anywhere Is io avevo appena cominciato a studiare inglese. L’accompagnamento particolare non rendeva agevole la comprensione del testo – specialmente ad un neofita della lingua –  ed internet non era ancora così evoluto da poter trovare immediatamente il testo e la sua traduzione.

Mi innamorai comunque di questo brano per il suo accompagnamento e la sua intonazione particolari: fu una delle prime volte che sentii pizzicare le corde di un violino.

Dagli anni ottanta in poi abbiamo perso l’abitudine di analizzare quanto ascoltiamo, vediamo e – in generale – sentiamo con i nostri sensi. I testi di Enya vanno controcorrente: non sono canzoni che si capiscono subito.

Il messaggio delle canzoni di Enya è – per così dire – nascosto fra le righe: potete provare ad ascoltarle anche mentre state guidando,se volete, ma vi sfido a capirli!

C’è un modo per ascoltare queste canzoni?

Sicuramente sì, ma non posso indicaverlo. Ascoltare certe canzoni è una metafora della vita: ognuno deve trovare la propria via!

Personalmente, io ho trovato questo modo:

  • Luce spenta
  • Telefono staccato
  • Abbigliamento comodo
  • Letto
  • Eventuale coperta per proteggersi dal freddo
  • Occhi chiusi

Così facendo, il pensiero vaga senza una meta precisa…e mi rilasso!

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare…

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare...
Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare…

Un foglio stampato attaccato con una puntina ad una lavagna di un’aula scolastica: ambientazione adatta per una frase di Socrate!

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare. Non è questione di salute, né di intelligenza, né di bisogno.

È così e basta!

Dalle prime tutti si aspettano di più, dalle seconde nessuno si aspetta niente.

Per le prime non ci sono mai elogi, qualunque cosa facciano è dovere. Per le seconde è il contrario, poiché non ci si aspetta niente da loro, basta che muovano un dito e tutti si affrettano a coprirle di complimenti.

Il concetto della frase sarà ripreso:

  • da Ruggero Leoncavallo nell’aria Vesti la giubba 
  • da Totò  nel monologo del film Siamo uomini o Caporali
  •  da Luciano Ligabue nella canzone Una vita da mediano

Il tempo passa, il concetto resta sempre lo stesso!

Socrate ha ragione anche per quanto riguarda i complimenti. Leggendo la frase, vi rendete conto anche voi quanto questo sia profondamente ingiusto!

Esiste, ovviamente, anche chi occupa un certo posto per merito: ma quante cose ha dovuto subire quella persona per arrivare dov’è?

Lo so: questo post non ha molto senso…Forse perchè non trovo un senso in un mondo così!