Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi…

 

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Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi. Ma non sapremo mai, fino in fondo, quello che noi siamo per gli altri

Viviamo in un’epoca paradossale, definita era della comunicazione, in cui abbiamo perso l’abitudine della comunicazione per eccellenza: quella orale dal vivo.

L’anonimo, per far conoscere questo suo pensiero, ha dovuto postarlo sul web:

Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi. Ma non sapremo mai, fino in fondo, quello che noi siamo per gli altri

Me lo immagino vittima di una lotta fra conscio ed inconscio capace di causare un’isteria persino a Sigmund Freud.

Vi suggerisco un esperimento: la prossima volta che venite a Milano, fate un giro con i mezzi pubblici osservando come si comportano le persone. Ecco l’elenco incompleto dei casi umani che incontrerete:

  • Il frettoloso: parte perennemente in ritardo e – per risparmiare tempo – staziona davanti alle porte del mezzo pubblico, cercando di guadagnare quel decimo di secondo che pare separarlo tra la vita e la morte
  • Il lettore di giornale: se il frettoloso è Caino, il lettore di giornale è Abele. Seduto abbastanza comodamente al suo posto, spia di tanto in tanto a che punto è del viaggio per non sbagliare fermata. Partito con sufficiente anticipo, ha abbastanza tempo per se stesso
  • L’Iqualcosa-Addicted:  praticamente identico alla specie precedente, con la differenza che si trastulla con un gadget tecnologico, sovente di marca Apple

Lo so: Milano è una metropoli che anonimizza le persone…ma non crediate che i piccoli paesi siano poi molto diversi.

Non pensate che manchi qualcosa? Io ci vedo la poca voglia di conoscere l’altro, di condividere i propri pensieri senza ripetere a memoria ciò che abbiamo letto.

In una frase: manca la voglia di sapere (almeno, in parte) ciò che noi siamo per gli altri.

 

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

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Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La frase di stasera – secondo me – fa il paio con quella di Charlie Chaplin:

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La trovo una frase perfetta per risponder. e ad una critica qualsiasi.

Proprio perchè è perfetta:

  • Non ne conosciamo l’autore: potrebbe essere detta da molti di noi
  • Commentarla è difficile

Purtroppo, questa frase è destinata a rimanere spesso solo sulla carta, reale o virtuale che sia. Pochi hanno il coraggio di ammettere i loro difetti, tanti hanno l’arroganza di criticare quelli altrui.

Due pregi me li riconosco:

  1. Sono sincero: non saprei raccontare una bugia nemmeno sotto tortura. Proprio per questo – spesso – taccio.
  2. Sono pacifico: odio litigare. Forse sono anche pacifista…Ma è un’altra questione

Sicuramente, io ho tanti difetti: molti sono ignoti persino a me stesso. Uno ve lo confesso: sono arrendevole. Non sapete quante volte – proprio per non litigare – ho taciuto o fatto quanto mi chiedevano gli altri.

Purtroppo, mi sembra di vivere in un mondo carico di apparenza: non sapete quanto è difficile.

Non rinuncerò mai al mio modo d'essere…

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Chi mi vuole bene mi accetta come sono

Ho dovuto tagliare la didascalia per quest’immagine: la frase era troppo lunga. Leggiamola nella sua interezza:

Vada come vada, io non rinuncerò al mio modo d’essere: chi mi vuole bene mi accetta così come sono

Non so se diciannove parole sono tante o poche per una frase: a voi giudicare. Comunque sia, è una frase densa di concetti.

Da piccoli, i nostri genitori ci hanno educato:

  • A comportarci in un certo modo
  • A distinguere il bene dal male
  • A distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato

Arriva, poi, la fase adolescenziale della ribellione: è il momento in cui si fanno determinate esperienze, che formano il carattere.

Purtroppo, pochi considerano che la vita di un individuo è unica ed irripetibile. Risultato: tendiamo a paragonare la nostra vita con quella di qualcun altro, spesso trovando perfetto il nostro modo di vivere (ma lo è veramente?)  e sbagliato quello altrui (ma lo è veramente?).

Non sto dicendo nulla di nuovo: sto semplicemente ripetendo con parole mie ciò che hanno già detto altri. Purtroppo, non abbiamo imparato ancora la lezione.

Di questo ne parlerò un ‘altra volta….

 

Non sono interessato a seguire le vostre regole. Seguo le mie intuizioni

SeguireRegoleSeguireIntuizioni
I’m not interested in following your rules. I follow my Intuition

L’immagine e la frase di stasera mi hanno colpito subito: poco importa che sia una campagna pubblicitaria di un’azienda portoghese.

Per alcuni, l’uomo della fotografia potrebbe essere classificato come hipster, per altri come un ribelle alla James Dean. La frase rafforza il concetto

I’m not interested in following your rules. I follow my Intuition

Più o meno, può essere tradotta in

Non sono interessato a seguire le vostre regole. Seguo le mie intuizioni

Credo che sia proprio questa la sua forza: non può essere classificato esattamente.

A volte, ci sforziamo di sentirci parte di un gruppo: assolutamente giusto in teoria, un po’ meno in pratica. Questo per due motivi:

  1. Per sentirci accettati da un gruppo, seguiamo le sue regole, conformando i nostri pensieri
  2. Le persone che non seguono le regole sono segretamente mal viste

Praticamente, ci blocchiamo a vicenda, preferendo il quieto vivere al cambiamento.

Anch’io lo faccio: appaio molto diverso da quanto non mi senta di essere in realtà. Basterebbe ascoltare alcuni brani sul mio Ipod per capire che non è così….ma sarebbe meglio starmi ad ascoltare.

Tuttavia, mi sento anche obbligato a conformarmi alle regole, per non sentirmi escluso.

Quando riuscirò a condividere i miei pensieri liberamente, sarò libero.

Quando riusciremo a condividere i nostri pensieri liberamente, saremo liberi.

 

Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

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Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

Non so quale tipo di tuffo stia eseguendo il ragazzo che si è appena lanciato da un masso sul lago rappresentato in questa immagine ma, per i miei standard, siamo ai limiti del base jumping.

Cosa c’entra con la frase in primo piano?

Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

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Chi non dimostra ciò che sente…

DimostrareSentirePerdereAmare
Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

Una strada asfaltata e deserta in mezzo ai boschi nel tardo autunno. Per anni ho visto la mia vita così: un luogo (se possiamo definirlo tale) in cui la vita stava lentamente morendo.

Il motivo per cui stava accadendo è riassunto dalla frase che intitola questo post

Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

In passato, ricordo di aver avuto solo dialoghi razionali, non emotivi

Perchè l’ho fatto? I motivi sono molti:

  • Non sono stato educato ai sentimenti:non sapevo nemmeno cosa fossero
  • Ho messo la razionalità al di sopra di tutto, come fecero gli Illuministi

Risultato: ho avuto una vita povera di amicizie e di una qualsiasi forma d’affetto.

Ora le cose stanno lentamente migliorando: mi sento di percorrere una strada di vita simile a quella di Manzoni. È un percorso in divenire, ovviamente: non so quando finirà.

Già adesso posso dirvi che la questione è molto più semplice di quanto non sembri a prima vista: Anche se ci sentiamo soli, noi non siamo soli. Come dicevo ieri, ogni giorno siamo circondati da altri. Spetta a noi fare in modo che non siano semplici passanti incontrati per caso, ma persone di cui fidarsi e con cui confrontarsi (e, con un po’ più di confidenza, confidarsi).

 

La vita ha un senso solo se…

Vita Senso Desiderio
La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Ogni tanto, anche io sono preso da domande filosofiche:

  • Chi siamo?
  • Dove andiamo?
  • ….? (sostituite i puntini con qualunque domanda vi venga in mente)

Mi accade quando la vita mi appare vuota, senza grosse novità all’orizzonte. La frase di stasera ben riassume il concetto

La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Per lungo tempo, le mie giornate mi sono sembrate tutte uguali: il lavoro, il tempo libero scrivendo o facendo fotografie, i week-end trascorsi in Valtellina dalla mia famiglia. Le giornate divertenti erano come la pubblicità su un film in DVD: praticamente inesistenti. Inutile dire che la domanda che mi tartassava ogni notte era:

Ma che cavolo vivo a fare?

Ora, per fortuna, ho molte cose che mi tengono occupato:

  • La fotografia: proprio un’ora fa sono rientrato a casa da una gita fotografica con il mio amico Fabio
  • La scrittura: se non scrivo un post ogni sera mi sento agitato
  • Le passeggiate: dicono che lo sport fa bene al fisico. Io non sono ancora dimagrito di un grammo, ma di sicuro l’umore è migliorato tanto

Contrariamente a quanto si dice nell’immagine, non posso dire che siano il mio sogno (che, francamente, non ho ancora capito quale sia). Tuttavia, sono un pieno di benzina per affrontare il domani.

Le cose che scrivo qui, quelle che scrivo per Consolata, le fotografie…Prese singolarmente possono sembrare insignificanti, soprattutto se viste dall’esterno. Eppure sono una parte di me stesso….Quella che, spesso, non riesco ad esprimere durante il lavoro o nei miei rapporti con gli altri.

Non so perché accade: c’entra sicuramente la mia timidezza, ma credo ci sia anche altro. Ne parlerò con la mia psicanalista domani.

Credo che la vita sia simile ad un puzzle: per apprezzare l’immagine finale, dobbiamo ricomporre tutti i pezzi.

Questa sera, voglio lasciarvi quest’augurio: che possiate ricomporre la vostra immagine.

Non so cosa dirvi davvero….

 

Un piccolo scambio di battute con i miei vicini di tavolo in pizzeria mi ha fatto venire in mente la scena del film Ogni maledetta domenica con Al Pacino che vi propongo stasera: da molti è considerato un video motivazionale, dato il contesto. Io lo considero incoraggiante, non saprei cosa dirvi di più.

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Sono cambiato perché mi hanno cambiato

Sono cambiato perché m'han cambiato sappilo, sappiatelo, anche il diavolo prima era un angelo,
Sono cambiato perché m’han cambiato sappilo, sappiatelo, anche il diavolo prima era un angelo,

Mi sono appena reso conto che è dallo scorso 28 febbraio, quando pubblicai una frase di John Lennon, che non scrivo qualcosa a proposito di frasi, ma solo di video. Non ho cambiato nulla: finalmente, qualcuno su Facebook si è svegliato ed ha pubblicato qualcosa di interessante! Un sentito ringraziamento all’amministrazione della pagina Piccoli brividi.

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La verità è una coperta…

 

 

Scegliere il video per questo mio post è stato complicato. Sapevo di voler citare L’attimo fuggente con Robin Williams, uno dei miei attori preferiti. Era ovvio, perciò, che avrei cercato su Youtube. Qui mi sono trovato davanti ad un problema:

quale, fra i 14700 video proposti, mi rappresenta di più?

Ho scelto la scena in cui un impaurito Todd Anderson (Ethan Hawke), aiutato dal professor John Keating, declama la sua personale poesia alla classe.

Eccovi il testo :

La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi

Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai!

Anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto…

Dal momento in cui nasci piangendo al momento in cui esci morendo,

ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi!

Guardando su un dizionario, si scopre che la parola verità ha molti significati. Questo è vero sia in senso grammaticale, sia in senso personale. Dire la verità è la cosa più semplice: non occorre inventarsi nessuna scusa.

Ma perché, allora, Todd Anderson afferma che la verità non basta mai? Se una persona afferma di essere alta un metro e settanta centimetri, basta una banale misurazione per scoprire se sta dicendo la verità oppure mentendo. L’altezza di una persona è una verità oggettiva.

Se, invece, quella stessa persona afferma:

Secondo me, ha ragione Tizio…non Caio

È sinceramente convinto che abbia ragione Tizio, quindi una verità soggettiva: è molto probabile che qualcun altro pensi che abbia ragione Caio e non Tizio.

Ecco il motivo per cui Todd Anderson afferma che la verità non basta mai. Ammettendo che esista una verità assoluta:

  • Questa è comunque la somma di verità oggettiva e verità soggettiva
  • Imporre la propria verità assoluta mi ricorda il modo di comportarsi di tutti i dittatori

Fortunatamente, siamo in democrazia: ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione e di crearsi una propria coscienza o – per meglio dire e restare in tema – una propria verità soggettiva.

Il fatto che io abbia sempre detto la verità mi conforta solo in parte: non ho mai espresso la mia verità soggettiva con sufficiente fermezza…e di questo me ne faccio un cruccio, perché – oltre che i piedi – la mia coperta di verità mi lascia scoperta anche la pancia.