La vita e i sogni sono fogli…

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La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Con il titolo del post di oggi, credo di essermi giocato tutte le persone che stanno frequentando o hanno frequentato un Liceo.

Ai tempi del Liceo, di certo non si apprezza molto Schopenhauer, perché occorre studiarlo anche se preferiremmo fare altro; quando si è più maturi, si apprezza la sua frase

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Accusare la scuola di tarpare le ali ai giovani non è il mio scopo, anche se non nego che ci vorrebbero più professori come John Keating nelle scuole italiane e che l’immagine rimanda proprio al mondo scolastico.

Il mondo onirico, quello dei sogni, e quello reale sono sempre trattati distintamente: la cosa mi fa parecchio arrabbiare. In fin dei conti, stiamo parlando di due mondi accomunati dalle persone che lo vivono, cioè noi stessi.

Durante la notte i sogni ci liberano dalle catene sociali a cui ci vincoliamo (volontariamente o meno, poco importa) durante il giorno.

Io stesso cado in questo errore: appaio come gli altri vogliono vedermi, cercando di apparire perfetto. Mi sto rendendo sempre più conto di aver perso per strada la mia vera essenza, se così posso chiamarla, ma la sto lentamente ritrovando.

Non so consigliarvi un modo valido per tutti per affrontare questo percorso: ognuno ha un suo sistema. Di certo, dobbiamo tutti ritagliarci degli attimi per vivere la vita dei nostri sogni. Io lo faccio scrivendo, voi potete ripartire dalle vostre passioni o da una cosa che non avete mai fatto.

L’importante, in quei momenti, è non essere disturbati, né da altri, né da pensieri negativi….

Decadanza

 

Essendo molto appassionato dei Nomadi, non mi sono sorpreso se ieri sera youtube mi ha proposto in home page il nuovo video del singolo Decadanza: definirlo una riflessione sulla società odierna è dire poco!

È la prima volta che mi capita di vedere un videoclip in cui le immagini vanno in una direzione opposta al testo del brano. Le immagini che scorrono riportano ad un’atmosfera festosa, come si capisce fin dall’introduzione .

Basta leggere le parole della canzone ed ascoltare quelle pronunciate dal parroco all’inizio del video per capire che Beppe Carletti e soci stanno accusando la società attuale.

Del resto, è quello che fa ogni singola persona: si conforma alla società attuale, pur criticandola. Una singola persona non può certo cambiare il mondo, a meno che non riscuota successo in un qualunque campo, ma se nessuno fa nulla il mondo non cambierà: lapalissiano, ma poco considerato.

Ci dimentichiamo spesso un fatto: tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è consentito. Allora, anziché conformarsi ad uno standard che ci sta stretto, forse è meglio cominciare a vivere come vogliamo….sempre rispettando tutti, ovviamente.

 

C'è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Frase di Cesare Pavese
C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Spero che gli aministratori della pagina Facebook Informazione Libera non se ne abbiano a male: la frase da loro proposta è molto bella, ma ho preferito scaricare il file del sito Il perlaio

C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Sapere che è stata scritta da Cesare Pavese in modo scherzoso a Giulio Einaudi, come scrive Il Postnon ne cambia la profondità.

Quando parliamo di vita, di solito aggiungiamo un aggettivo:

  • Famigliare
  • Lavorativa
  • Sociale

Come se le nostre attività si limitassero ad una serie di azioni, molto spesso obbigatorie.

Le persone non sono solo azioni, ma hanno anche un’anima e ciò che viene comunemente definito spirito di osservazione.

Vorrei farvi una domanda: come descrivereste, prendendo a riferimento le azioni proposte da Pavese, una gita in bicicletta, una passeggiata su un marciapiede, un tramonto visto?

Quando ero alle elementari, avevo una maestra molto pratica: ci lasciava poco tempo e spazio sulla carta per scrivere le nostre impressioni emotive…ma, senza di esse, che tema scriveremmo e che vita vivremmo?

Anche nel rapporto con altri, la razionalità dovrebbe lasciare parecchio spazio all’emotività e all’empatia, in modo da convivere gli uni con gli altri con serenità, nonostante opinioni diverse.

 

Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutti usciti da una fotocopiatrice

Frase dal Film "Il favoloso mondo di Amélie"
Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutti usciti da una fotocopiatrice

 

Quando ho scelto la frase di oggi sulla pagina Facebook Vabbè , non sapevo che fosse stata pronunciata nel film  Il favoloso mondo di Amélie

Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutti usciti da una fotocopiatrice

Mai concetto fu più vero! Sebbene tutti si dichiarino persone anticonformiste, facciamo di tutto per essere accettati dal prossimo e, perciò, ci omologhiamo. Quello che aveva teorizzato Orwell nel suo famoso romanzo quasi settant’anni fa, si è concretizzato ai giorni nostri.

C’è un omologazione imperante che ha decretato sia il modo di vivere, dal momento in cui ci alziamo la mattina fino ai nostri desideri. L’unica cosa che sembra essere libera da tutto questo sembrano essere i nostri sogni notturni, forse perché non li controlliamo.

Raramente ci alziamo la mattina ricordandoci cosa abbiamo sognato la notte precedente, forse perché neghiamo a noi stessi la vita che abbiamo sempre desiderato.

Perché facciamo tutto questo? Semplicemente perché ogni cosa al di fuori dell’omologazione è mal vista dalla società: ammetto di aver fatto anche io questo errore, perché volevo essere accettato.

Tanti di noi hanno confuso le normali regole del quieto vivere con l’omologazione sociale, tanto da venirci ad insegnare cosa fare della nostra vita: mi vien quasi da dire

Tutti psicologi con il cervello degli altri!

Non sto mandando al diavolo tante sedute di psicoanalisi, proprio perché so che la mia terapeuta non può, per deontologia professionale, insegnarmi a vivere: devo essere io a trovare il mio modo.

La maggior parte di noi, però, preferisce omologarsi: peccato!

 

La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno

Frase di Albert Einstein
La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.

Spesso i pubblicitari sono definiti anche creativi. Ogni tanto, però, anche i creativi si trovano ad utilizzare frasi di persone molto note a scopo pubblicitario . Quando accade, mi domando

Dov’è la creatività?

È ciò che accade anche in questo caso, in cui  la pagina Facebook del programma di Radio Capital Parole note ha utilizzato una frase di Einstein

La vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.

Ci vorrebbe Umberto Eco per fare un discorso semiotico serio: io non vedo il nesso tra la pubblicità e la frase ma, forse, mi mancano degli elementi. Cercherò di vedere il tutto sotto un profilo di vita.

A volte dimentichiamo che non è solo la scuolaformarci e che le persone cambiano vivendo. Inoltre, occorre considerare che noi siamo i soli a conoscere i nostri pensieri: possiamo descrivere una nostra giornata o uno stato d’animo fin che si vuole, ma descrivere una cosa non è come viverla in prima persona.

Quante volte ci è capitato che un nostro amico ci raccomandasse un film, magari raccontandocene la trama, per poi uscire dalla proiezione pensando

Credevo fosse …!

 

potete completare la frase con l’aggettivo che ritenete più opportuno, a seconda del vostro stato d’animo attuale. La vita non è sicuramente un film, ma – in questo caso – la similitudine mi sembra palese!

 

 

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Frase di un anonimo
Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Esiste una differenza sostanziale fra vivere sopravvivere, come ben spiega la frase anonima di stasera

Qualsiasi cosa ti faccia felice, vivila più che puoi

Forse esagerando, considero tutti i doveri necessari alla nostra sopravvivenza: chi di noi non vorrebbe fare un lavoro non solo appagante, ma anche divertente? Purtroppo, è una cosa riservata a pochi eletti.

La giornata , però, può essere suddivisa in tre periodi:

  • Tempo del lavoro
  • Tempo dello svago
  • Tempo del riposo

Solo pochi eletti possono divertirsi lavorando. Per l’uomo comune, è proprio nel secondo periodo che può esprimere veramente sé stesso e provare una sensazione di felicità.

Invece di fare il solito esempio relativo a persone che conosco, oggi posso – finalmente – parlare di me stesso. Nessuno mi ha ordinato di aprire questo blog, né guadagno qualcosa da ogni articolo: è una semplice passione, ammesso che le passioni possono essere definite semplici.

Proprio la passione mi fa vincere la stanchezza della sera: scrivere è una cosa che mi rilassa, come avevo già scritto tempo fa.

A volte possiamo essere derisi per le nostre passioni: non dobbiamo cadere nel tranello di rinunciare.  Spiegare ad altri quanto ci faccia stare bene praticare una certa attività richiede una forte dose di empatia reciproca.

Con il tempo, la nostra passione emergerà: ogni volta che vedo che mettete un like ad un mio articolo, significa che capite ciò che provo quando scrivo.

Abbiamo imparato a volare …, a nuotare …, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli

 

Frase di Martin Luther King
Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli

In poco più di un mese, questa è la terza volta che cito una frase di un Premio Nobel. Dopo Bob Dylan e Dario Fo, questa sera tocca a Martin Luther King.

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli

Non solo King ha ragione, ma la situazione è molto peggiorata negli ultimi cinquant’anni:

  1. Sempre più persone vivono da sole
  2. Consideriamo l’estraneo un potenziale delinquente
  3. Ci lamentiamo della solitudine, ma non ci avviciniamo all’altro

Accusare i Social Network sarebbe ipocritala colpa è solo nostra. Basterebbe poco per ripristinare i rapporti: un invito a bere un caffè, una telefonata, aiutare uno sconosciuto….Eppure aspettiamo che sia l’altro a fare la prima mossa.

Non è necessario fare qualcosa di eccezionale per cambiare il mondo: basta fare la prima mossa. Immaginate come sarebbe il mondo se tutte le persone, separatamente, decidessero di fare una sola, singola, mossa: il mondo non sarebbe completamente diverso?

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi
Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Quanti libri ho letto in vita mia? Non lo so, ho perso il conto. Molto spesso mi capita di leggere un libro, dimenticarmene per lungo tempo, per poi ricordarmene quando su internet ne trovo una citazione.

È il caso della frase di stasera, tratta da Il giorno in più, che mi fu regalato nel 2007, poco dopo la sua pubblicazione

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Dati alla manoun anno è composto da

  • dodici mesi
  • cinquantadue settimane
  • trecentosesssantacinque giorni

Fabio Volo ha ragione: in un periodo di tempo così lungo (che dobbiamo moltiplicare per tutti gli anni della nostra esistenza) accadono molte cose…Eppure ricordiamo solo eventi fondamentali della nostra vita, dimenticando il resto.

Anche ammettendo di ricordare un giorno per ogni anno vissuto, ricorderemmo meno di tre mesi di vita.

Verrebbe da chiedersi

Cosa abbiamo fatto tutti gli altri giorni?

La risposta è abbastanza semplice: abbiamo vissuto, ma eravamo troppo occupati in altre cose per accorgercene.

When everything goes to hell, the people who stand by you without flinching – they are your family.

WhenEverthingGoesPeopleStandFamilyJimButcher
When everything goes to hell, the people who stand by you without flinching – they are your family.

La frase di stasera mi ha colpito fin da stamattina

When everything goes to hell, the people who stand by you without flinching – they are your family.

Putroppo,  Jim Butcher è un autore poco noto in Italia: non avendo trovato nulla in italiano, spero scuserete la traduzione poco fedele che farò

Quando tutto va al diavolo, le persone che ti restano vicino sono la tua famiglia

Il significato è abbastanza chiaro: la nostra famiglia affettiva può non coincidere con la nostra famiglia biologica. Cio è vero non solo nel caso in cui siamo stati adottati, ma anche quando troviamo al di fuori della nostra famiglia qualcuno che ci comprenda pienamente.

Essere compresi non è semplice. Occorre trovare qualcuno che

  • Ci apprezzi così come siamo, con i nostri pregi ed i nostri difetti.
  • Pensi a noi ogni tanto, magari facendo una telefonata

Se fate un elenco, vi accorgerete che troverete qualcuno così, ma non saranno molti: teneteveli stretti.

 

Ho un brutto difetto. Non dimentico.

Ho un brutto difetto. Non dimentico.
Ho un brutto difetto. Non dimentico.

La frase di oggi non è di una persona famosa, non è di un anonimo, ma probabilmente l’abbiamo detta molte volte in presenza di qualcuno che ci ha ferito

Ho un brutto difetto. Non dimentico.

Anche io ho questo difetto: ho mandato al diavolo molte amicizie. Arrivato a quello che considero il mio limite di sopportazioneli ho semplicemente cancellati dalla lista delle amicizie e non mi sono più fatto sentire.

Cosa mi avevano fatto, queste amicizie, affinchè io le trattassi così? Semplicemente, non avevano ascoltato le mie richieste: non una, ma molte volte.

Vi lascio l’elenco delle richieste, lasciando a voi giudicare se sono sensate o meno:

  • Fatti sentire un po’ più spesso: frase con cui concludo molte mail e telefonate, senza essere ricambiato
  • Io vado a….Vieni con me?:  frase con cui invito qualcuno a fare qualcosa insieme. A volte vengono accettate, altre meno. Questa – forse – è la cosa meno pesante da digerire, ma ha comunque il suo effetto
  • Richiamami…Mi farebbe piacere scambiare due chiacchiere: è una richiesta indirettacioè la inserisco negli SMS, nelle mail e nei messaggi whatsapp se una persona non si fa sentire da tempo, aggiungendo i miei recapiti

Tre frasi che – aihmè – non dimentico e che fanno nascere in me la delusione di non essere accettato, senza una spiegazione.

Questo è un affronto che non ho dimenticato: perciò le ho cancellate.