La rabbia che rimane dopo una delusione

Frase di Paola Felice sulla rabbia dopo la delusione
La rabbia che rimane dopo una delusione è una medicina. È amara ma serve per guarire dall’ingenuità

Sono una persona che pecca spesso di ingenuità: credo che Hitler e Stalin siano stati solo errori di percorso nella Storia dell’umanità. Di conseguenza, spesso provo rabbia nei confronti degli altri perché mi sono sentito maltrattato e resto deluso.

Il prologo mi serve per spiegarvi la mia reazione leggendo sulla pagina Facebook Pensieri che colorano la vita la seguente frase di Paola Felice

La rabbia che rimane dopo una delusione è una medicina. È amara ma serve per guarire dall’ingenuità

 Non so cosa accada a voi ma, nel mio caso, quando la rabbia è passata mi sento privo di forze e mi ritrovo a pensare che avrei potuto meglio usare questa energia.

Il pensiero precedente passa subito quando mi ricordo che la rabbia è un modo molto umano per esprimere la passione che abbiamo dentro. Non possiamo sedare le passioni, perciò si esprimono nel modo più violento che possa esistere.

La passione che accomuna tutti noi ha un nome che uso quasi in ogni articolo: si chiama vita. Tutti vogliamo vivere come vogliamo ed è giusto che ci arrabbiamo quando qualcuno ci ostacola nel nostro percorso.

Esiste sicuramente un modo molto costruttivo per sfogare la rabbia: impegnarci nelle nostre passioni. Io, per esempio, quando sono arrabbiato mi metto a scrivere (che poi non pubblichi quanto scritto su questo blog è un altro discorso). Del resto, stiamo parlando di un sentimento che – in quanto tale – non deve essere sedato, ma deve essere espresso.

Se volete un consiglio, non cercate di sedare la rabbia, piuttosto usatela per impegnarvi di più in ciò che vi appassiona. Ricordatevi che solo voi sapete la verità sul vostro conto.

Tenendo conto di questo fattore, potete esercitarvi davanti allo specchio o usare il vostro hobby per imparare a costruirvi uno sfogo positivo.

Politica o spettacolo?

 

Politica o spettacolo?
Politica o spettacolo?

Come era già stato reclamizzato da tempo, oggi è uscito il primo numero con la nuova veste grafica del quotidiano La Repubblica. L’ho sempre considerato un giornale generalista, che non si occupa esclusivamente di politica: è un fatto, non una pubblicità. Resterà comunque un quotidiano che parlerà di politica, spettacolo, cronaca e di attualità in genere, come ha sempre fatto.

La pubblicità – quella vera – l’ha giustamente fatta il quotidiano stesso.

I pochi elementi che la compongono costituiscono un messaggio molto complesso.

Per comprenderla, occorre farsi una domanda, che il copywriter ha voluto provocatoria, scegliendo la frase

Politica o spettacolo?

Beppe Grillo potrebbe essere definito un uomo politico o un uomo di spettacolo, a seconda del contesto in cui lo consideriamo. Una scelta che spetterà di volta in volta ai redattori a seconda del caso, ma anche noi siamo portati a fare quasi ogni giorno una simile distinzione e non solo in relazione a Grillo.

Potrebbe sembrare strano, ma non lo è: tutte le persone possono essere più cose contemporaneamente

  • Un amico può essere anche un collega
  • Uno sconosciuto potrebbe essere anche un compagno di viaggio
  • Un medico potrebbe essere anche parente di un paziente

Sono solo esempi, naturalmente: la lista potrebbe continuare all’infinito.

Al di fuori del contesto pubblicitario e giornalistico, è difficile definire in modo così esatto una persona. Non ci trovo nulla di strano se accade: vi ricordate per caso quando il vostro amico più fraterno è diventato effettivamente tale e non è stato più solamente uno dei tanti? Io stesso non saprei dirvi quando Consolata è passata dall’essere conoscente ad amica.

Non dobbiamo complicarci la vita più di quanto non lo sia già di per sé. Parafrasando ciò che suggerisce Francesco De Gregori in una sua famosa canzone

Prendetela come viene

Analizzare ogni singolo aspetto della vita può essere considerato uno degli scopi di questo blog, non della nostra quotidianità: se così facessimo, perderemmo in spontaneità.

Aboliamo la sveglia

Scritta anarchica su un muro di città: "Aboliamo la sveglia "
Aboliamo la sveglia

Anche questa mattina è suonata ala sveglia: sempre troppo presto, vistoche avevo ancora sonno. Non sono un anarchico, né un loro simpatizzante in senso politico del termine, ma nutro della simpatia per l’anonimo autore anarchico che ha scritto un muro di città

Aboliamo la sveglia

Il fatto che sia stata usata l’immagine di un muro anziché creare il tutto al computer, rende il tutto più tangibile e reale. Una creazione al computer è, per sua natura, virtuale: potrebbe essere modificata. La scritta sul muro può forse essere cancellata, ma raramente accade.

Non certo solo per il motivo che mi piace dormire, soprattutto in inverno, ma anche perché è più semplice ricordare i sogni fatti poco prima di svegliarsi piuttosto che quelli fatti in piena notte. La sveglia è come se interrompesse qualcosa che va al di là del puro e semplice dormire.

Come disse  Albus Silente, il più famoso preside di scuola del nuovo millennio

 Nei sogni entriamo in un mondo che è interamente nostro

In un certo senso, ho detto la stessa cosa proprio ieri. Senza voler entrare in ambiti oscuri come la psicanalisi, ci vuole poco a capire che – spesso – la vita che viviamo non corrisponde alla vita dei nostri sogni. Al suono della sveglia dobbiamo scontrarci con la realtà, anche se vi attende una giornata grossomodo piacevole.

Non credo che, abolendo la sveglia, smetteremmo di vivere: non siamo orsi in letargo. Credo che, invece, cominceremmo a vivere veramente. Del resto, i latini dedicavano al cosiddetto otium una parte importante del loro tempo.

Occupando il nostro tempo in maniera sì produttiva, ma senza forzare la natura, cominceremmo ad avvicinarci

  • Ai nostri sogni
  • Ad un mondo migliore per tutti
  • Ad una vita migliore

Vorrei domandarvi una cosa

Che ne pensate?

Si potrebbe cominciare a poltrire un po’ di più a letto la mattina: dedicare cinque minuti a sé stessi dopo il suono della sveglia potrebbe essere un modo per rimettere in ordine le idee.

La vita e i sogni sono fogli dello stesso libro

Frase di Schopenauer scritta su una lavagna: "La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare"
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Con il titolo del post di oggi, credo di essermi giocato tutte le persone che stanno frequentando o hanno frequentato un Liceo.

Ai tempi del Liceo, di certo non si apprezza molto Schopenhauer, perché occorre studiarlo anche se preferiremmo fare altro; quando si è più maturi, si apprezza la sua frase

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

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Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che…

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato
Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Questa mattina mi sono risvegliato con in testa solo una cosa l’immagine della locandina del film Gothika del 2003 con Halle Berry, Robert Downey Jr. e Penelope Cruz.

Acquistai il DVD del film perchè attratto dalla frase sulla locandina, che potete leggere sotto il braccio sinistro della Berry

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Se unite l’immagine alla frase, forse vi verrà in mente qualche altra associazione mentale oltre alla morte. Personalmente, penso all’angoscia e alla solitudine che si prova quando non ci sentiamo capiti…e non è necessario essere pazzi come nel film che ho citato.

Se pensate che il non essere capiti dalla maggioranza delle persone equivale, se non ad essere pazzi, quantomeno ad avere problemi psicologici, vi sbagliate di grosso!

Se è vero che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, per usare un modo di dire che può non piacere ma che rende l’idea, è anche vero che ognuno di noi valuta il mondo secondo il proprio vissuto. Chi ha avuto una vita grama in passato, è molto probabile che valuti il proprio presente ed il proprio futuro con un’ottica più negativa di chi ha avuto più fortuna.

Questo può portare

  • Litigi
  • Rotture
  • Incomprensioni

In qualsiasi rapporto abbiate intessuto in passato, amicizia inclusa. Pensate ad una persona che incita l’altra a vedere le cose con maggiore positività: è solo un consiglio, ma probabilmente il ricevente del messaggio non si sentirà compreso.

A volte mi domando

Si possono sistemare le cose in questi casi?

Non ho ancora trovato una risposta definitiva: di certo, come nella frase che vi ho proposto, possiamo considerare morta (psicologiamente parlando,ovvio) un nostro amico passato, ma non è come se non ci fosse mai stato.

In tutta la mia vita ho sempre avuto paura…

VitaPerderePersoneQualcunoPauraPerderMeKhalifa
In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Non conosco il motivo per il quale seguite questo blog, io so i motivi per il quale mi piace scrivere articoli su questo blog. Uno di questi, ma non l’unico, è che mi permette di conoscere nuove persone e nuove citazioni, seppure virtualmente.

Ho conosciuto Wiz Khalifa tramite la pagina Facebook Perle di Saggezza proprio stasera e mi ha subito colpito la sua frase

In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Una frase tipica del rap, mi vien da dire: qualcuno potrebbe sostenere che sia una musica violenta e che non significhi nulla. Io non credo sia così: il rap è una musica da strada e chi viene dalla strada ha sempre molto da dire.

L’immaginario collettivo vuole la strada come un posto in cui è facile perdere:

  • Sè stessi
  • Una lotta
  • Direzione

Tutto vero, ma non crediate che la strada sia un posto dove non ci sia spazio per i sentimenti. La strada è un posto dove i sentimenti si dimostrano con i fatti, non con le parole.

Putroppo, abbiamo sempre meno occasioni per dimostrare amore con i fatti, sia anche solo dando indicazioni stradali, perchè abbiamo sempre più paura che il prossimo o , per meglio dire, il diverso (ma da cosa, poi?) ci faccia del male. Se li conosceste come li conosco io, capireste che la questione è completamente diversa.

Il rock non eliminerà i problemi, ma ti permetterà…

Frase di Pete Towshend sul rock
Il Rock non eliminerà i tuoi problemi, ma ti permetterà di ballarci sopra

Non è un mistero che mi piaccia la musica, sopratutto il rock. Ognuno, però, ha il suo motivo per il quale apprezza quest’arte: probabilmente, esisteranno tanti motivi quanti sono le persone a questo mondo. A me permette di considerare i miei problemi da una diversa prospettiva.

Il mio motivo è racchiuso nella frase di Pete Townshend, ex chitarrista e leader degli Who proposta oggi, come tante altre che ho citato, dalla pagina facebook de La Repubblica

Il Rock non eliminerà i tuoi problemi, ma ti permetterà di ballarci sopra

Che siate ascoltatori di musica o compositori, che preferiate la musica classica alla musica rock, non potreste mai negare il beneficio che quest’arte dà all’anima mentre la si ascolta. Non me ne vogliano i ballerini, ma credo che ci voglia un po’ di musica per ballare,anche solo nella propria testa.

Pensate all’immagine di sfondo: un gruppo di orientali balla all’aperto. Non ho nessun elemento per garantire che queste persone siano cinesi o coreane ma, se così fosse, il concetto sarebbe ulteriormente rafforzato.

In ogni caso, è possibile che le persone raffigurate abbiano qualche problema da risolvere:

  • Pratici
  • Filosofici
  • Personali

Non ha importanza di quale problema si tratti. Potrebbe trattarsi di un problema personale o lavorativo, l’importante è che loro stiano ballando, riusciendo a dimenticare così i loro pensieri per qualche minuto. Certo, Townshend parlava espressamente di Rock e non credo che nell’immagine si stia ballando sulle note di The Wall, ma la sostanza non cambia. L’importante è che si balli, ovviamente a suon di musica.

Che si tratti di un ballo o di un altro modo, tutti dovremmo dimenticarci dei nostri pensieri ogni tanto. In questo modo, riposeremo meglio e la nostra vita migliorerà quasi senza rendersene conto.

Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori

Il murales "bacio fraterno" sul muro di Berlino
Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori

L’immagine di oggi è molto significativa: è Bacio fraterno, uno dei più famosi murales dipinti sull’East Side Gallery, quella parte del muro di Berlino riadattata a galleria d’arte a cielo aperto.

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L'arringa

Quando ho scelto di proporvi come video una scena di Scent of a Woman, non mi ricordavo di avervi già proposto un monologo di Al Pacino.

Le due scene, se confrontate fra loro, sono complementari l’unica con l’altra:

  • Nella prima c’è un discorso d’attacco a favore di un gruppo
  • Nella seconda c’è un’arringa difensiva a favore di un singolo

Questo confronto sembra quasi una metafora della vita: a volte siamo difesi da una persona, altre volte quella stessa persona ci sprona ad attaccare.

Il paragone, altrettanto calzante, con il Professor Keating è fin troppo scontato: una persona matura può essere insegnante per i più giovani, anche senza essere di ruolo. Qualsiasi sia la vostra età, dovreste ricordarvi sempre che i più giovani vedono i più anziani come guida, perciò devono dare l’esempio.

Tubiamo?

Probabilmente, chi leggerà questo articolo ed è nato negli anni novanta o è troppo giovane per ricordarsi la televisione degli anni ottanta non capirà un tubo. Chi è più vecchio, dovrà scavare nei meandri della memoria, magari faticando un po’.

Negli anni la pubblicità è molto cambiata. Nel 1986 andavano di moda

  • I Jingle
  • I Jeans
  • Le T shirt

In uno spot di quell’anno ci sono tutti questi elementi ed anche dei giovanissimi Claudia Gerini e Riccardo Rossi.

Se nei discorsi attuali usassimo il verbo tubare, a poche persone verrebbero in mente i baci perugina.

Forse oggi vi sembrerò un po’ nostalgico, ma resta un fatto che spesso commettiamo due errori in contrapposizione fra loro:

  • A volte ci dimentichiamo del presente, rimpiangendo il nostro passato
  • A volte ci dimentichiamo del passato, vivendo esclusivamente nel presente

Se è vero che cresciamo giorno per giorno e oggi siamo diversi da ciò che eravamo ieri e da ciò che saremo domani, è anche vero che non dobbiamo mai dimenticare chi eravamo e da dove siamo venuti.