Opera visiva di Guy Billout

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Opera visiva di Guy Billout

Di solito, mi concentro su una frase o una canzone per scrivere un articolo, lasciando l’immgine di contorno.

Oggi debbo per forza concentrami sull’immagine che ho trovato sulla pagina Facebook Informazione libera…perchè la frase non c’è.  La donna bionda è triste in mezzo ad un prato fiorito, mentre la donna mora è felice in mezzo ad una realtà desertica perchè ha trovato un singolo fiore. Una siepe funge da divisorio fra i due mondi.

Guy Billoutt ha scelto di rappresentare così la differenza fra

  • Felicità ed infelicità
  • Ricchezza e povertà materiale
  • Ricchezza e povertà emotiva

Trovo che sia una rappresentazione grafica e floreale del proverbio

I soldi non fanno la felicità

o, per meglio dire, di quanto i poveri sappiano apprezzare le piccole cose ed i ricchi no. Non voglio denigrare i milanesi, che mi hanno – in un certo senso – adottato da tanti anni, però io mi sentirei più a mio agio in mezzo a quella realtà desertica della ragazza bruna piuttosto che nel prato fiorito della ragazza bionda. Fuor di metafora: preferisco un Kebap in mezzo alla strada ad una cena in ristorante stellato.

L’importante, per me, è essere in compagnia: questo simboleggiano i fiori. Per esempio: preferite andare ad un concerto  sentendovi da soli in mezzo ad una folla, oppure andare ad ascoltare un coro di monaci tibetani insieme ad un amico? Io preferisco la seconda opzione: non è importtante ciò che si fa, l’importante è farlo insieme.

 

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Non c’è bisogno di grandi cose….

NonBisognoGrandiCoseCiaoCiSonoAttenzionePiccolaSollievoGiornateBuie

Oggi ho trovato una frase sulla pagina Facebook Vabbè di cui sembrerebbe superfluo parlarne

Non c'è bisogno di grandi cose; Un "Ciao", "Io ci sono", un'attenzione piccola masincera, talvolta è di sollievo anche nelle giornate più buie

Invece, credo sia importante parlarne, perchè sono proprio le piccole attenzioni quelle che dimentichiamo più spesso.

I problemi alla base di qesto comportamento sono sempre gli stessi:

  • Egocentrismo
  • La propensione a credere che tutti debbano cavarsela da soli
  • La propensione a credere che i nostri problemi siano peggiori di quelli altrui, salvo rare eccezioni
  • La supposizione di non sapere cosa fare

Invece, molto spesso, basta molto meno di quanto crediamo. Per spiegarmi meglio, devo fare un esempio. Circa un mese fa, conobbi Eric, figlio della mia amica Linda. Linda mi aveva fatto sapere che Eric aveva la passione per le canzoni rap: Eric non ascolta canzoni rap…compone proprio canzoni rap. Sapendo questo, ebbi l'idea di regalare ad Eric un quaderno personalizzato con il proprio nome dove poter comporre testi e – perchè no – appuntare i suoi pensieri. Ebbi proprio l'impressione di aver indovinato il regalo: Eric aveva lo sguardo raggiante.

In quel caso, l'empatia aveva giocato a mio favore, altre volte devo meditare più profondamente. L'esempio fatto non serve certo ad auto-elogiarmi, ma vuole solo farvi notare quanto sia semplice aiutare il prossimo, spesso con poco tempo e poco sforzo.

L'importante è – comunque – riflettere sulla situazione altrui: troverete sicuramente un piccolo gesto che possa alleviare un po' la sua pesante condizione.

Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Proprio nel giorno in cui il re dei social Gianluca Vacchi balza agli onori della cronaca per un’attività che non ha nulla a che fare con Instagram, ho trovato questa immagine sulla pagina Facebook Informazione Libera: una scritta in pennarello incorniciata.

Anche se la fotografia è leggermente sfocata, la frase si legge benissimo

Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Sembra quasi una risposta alla famosa battuta di Alberto Sordi ne Il marchese del Grillo

Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!

ma ripetuta a bassa voce, sospirando una vita che appartiene ad altri, non a noi.

Non so se sia giusto avere questa forma di invidia, ma trovo giusto cercare di migliorarsi continuamente, anche a livello sociale. A volte, dobbiamo ricominciare da zero, più spesso possiamo fare riferimento

  • Al nostro modo di vivere
  • Al nostro modo di pensare
  • Alle nostre passioni

Se crediamo di non avere più passioni, occorre sperimentare cose nuove. Se non troviamo subito qualcosa di nuovo, dobbiamo osservare il mondo e capire cosa ci piace veramente e provarlo.

Io ho trovato questo blog ma, forse, è solo la prima delle tante cose che troverò anche in futuro.

Spero che anche voi riuscirete a trovare più di una passione.

 

 

Quando sei davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta…

Frase di Bob Marley
Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando

È strano: è la seconda volta che parlo di Bob Marley e – per la seconda volta – cito solo una sua frase nonostante sia stato un cantante

Quando ti trovi davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando

Forse perché il reggae non è nelle mie corde: preferisco il rock. In ogni caso, già l’immagine è esplicativa: quante volte anche i non credenti  e anche chi non sta lanciando in aria una moneta guardano il cielo per prendere la decisione giusta?

Esistono persone decise e sicure, altre meno: le prime sembra che sappiano sempre quale sia la cosa giusta da fare, le seconde sembrano quasi ferme nella loro situazione attuale.

Io appartengo al secondo gruppo: prendo le decisioni quasi all’ultimo momento, dopo aver meditato a lungo, pure troppo, su cosa fare in quel caso specifico. La mia speranza è proprio quella di prendere la decisione giusta!

Ma come si fa a prendere sempre la decisione giusta? Non si può: sicuramente, si possono immaginare vantaggi e svantaggi di varie opzioni, ma solo la vita ci potrà dire se la nostra supposizione è stata corretta.

L’importante è non stare fermi. Quando ci accorgiamo delle nostre indecisioni, trovo molto utile chiedere il confronto con un amico: non perché prenda la decisione al posto mio, ma per avere un punto di vista diverso ed ulteriori elementi da valutare.

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito

 

Immagine dalla pagina Facebook "Non siamo soli"
La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Come ho detto in vari post, sto affrontando un percorso psicoanalitico. La pubblicità trovata oggi sulla pagina Facebook Non siamo soli non poteva lasciarmi indifferente.

Non so chi siano l’uomo e la donna raffigurati in questa immagine in bianco e nero: di sicuro, hanno optato per una resa monocromatica che ben descrive il grigiore che vivono le persone depresse.

Il giallo della parola depressione richiama sicuramente un messaggio di speranza.

La frase è sicuramente altrettanto descrittiva

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Le persone che si trovano a convivere con gente depressa non sa che fare, a seconda dei casi:

  • Sa che deve consultare subito uno specialista
  • Spera che sia una fase passeggera
  • Non si rende conto del cambiamento di chi soffre
  • Cerca di scuotere a suo modo chi soffre

Il brutto di questa malattia è che spesso persino chi ne soffre sa motivare il motivo per cui si senta così. Sa solo che è diventato cieco e sordo, per riprendere il messaggio. A poco servono gli sproni e le parole di chi gli sta accanto: occorre una terapia più mirata.

Non sto parlando solo di una cura farmacologica o psicologica: sto parlando di quell’empatia e di quella conoscenza del prossimo che dovrebbero avere tutti nel mondo, ma di cui pochi sono dotati.

Non so se ho ragione ma, secondo me e come ripeto da tempoascoltarsi reciprocamente di più sarebbe una buona cura, ma siamo troppo presi da noi stessi per renderci conto che non siamo soli.

 

 

Non è freddo…è musica

Immagine dalla pagina Facebook "Il rock è la migliore musica del mondo"
Non è freddo…è musica

In questo momento a Milano ci sono 29 gradi,  ma io ho i brividi. Non è colpa dell’aria condizionata dell’ufficio, ma perché il mio IPod è acceso e ho le cuffie nelle orecchie.

Come dice la frase proposta dalla pagina Facebook Il rock è la migliore musica del mondo

Non è freddo…è musica

La musica è così: è lei a scegliere noi, non viceversa. Quante volte ci è capitato di ascoltare per caso una canzone alla radio e di volere assolutamente comprare il relativo Compact Disc?

Probabilmente, la vostra risposta sarà

Non lo so: ho perso il conto

Una volta dovevamo andare in un negozio di dischi, tornare a casa, litigare con l’involucro trasparente del CD ed inserire il disco nel lettore. La procedura era la stessa ai tempi del vinile e della musicassetta: si doveva fare un piccolo viaggio (sperando di trovare il disco) per avere la nostra copia.

Oggi è tutto più semplice. Da un lato, è positivo:

  • Possiamo ascoltare di tutto
  • Possiamo ampliare i nostri gusti

Dall’altro, la musica è passato dall’essere un ristorante di lusso ad un fast food. Se la rivista Rolling Stone non ha stilato una classifica della miglior musica digitale, un motivo ci sarà…tra cui quella che scarichiamo ancora Beatles, Pink Floyd, Amy Winehouse e compagnia elencando.

Quando, però, sentiamo quella che definiamo la nostra canzone, la mente parte per un viaggio tutto suo, siamo rapiti da un’estasi difficilmente descrivibile. Quella è la nostra musica.

 

C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Frase di Cesare Pavese
C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Spero che gli aministratori della pagina Facebook Informazione Libera non se ne abbiano a male: la frase da loro proposta è molto bella, ma ho preferito scaricare il file del sito Il perlaio

C’è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere

Sapere che è stata scritta da Cesare Pavese in modo scherzoso a Giulio Einaudi, come scrive Il Postnon ne cambia la profondità.

Quando parliamo di vita, di solito aggiungiamo un aggettivo:

  • Famigliare
  • Lavorativa
  • Sociale

Come se le nostre attività si limitassero ad una serie di azioni, molto spesso obbigatorie.

Le persone non sono solo azioni, ma hanno anche un’anima e ciò che viene comunemente definito spirito di osservazione.

Vorrei farvi una domanda: come descrivereste, prendendo a riferimento le azioni proposte da Pavese, una gita in bicicletta, una passeggiata su un marciapiede, un tramonto visto?

Quando ero alle elementari, avevo una maestra molto pratica: ci lasciava poco tempo e spazio sulla carta per scrivere le nostre impressioni emotive…ma, senza di esse, che tema scriveremmo e che vita vivremmo?

Anche nel rapporto con altri, la razionalità dovrebbe lasciare parecchio spazio all’emotività e all’empatia, in modo da convivere gli uni con gli altri con serenità, nonostante opinioni diverse.