Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

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Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

Una strada asfaltata e deserta in mezzo ai boschi nel tardo autunno. Per anni ho visto la mia vita così: un luogo (se possiamo definirlo tale) in cui la vita stava lentamente morendo.

Il motivo per cui stava accadendo è riassunto dalla frase che intitola questo post ed è al centro dell’immagine

Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

In passato, ricordo di aver avuto solo dialoghi razionali, non dialoghi emotivi

Perchè l’ho fatto? I motivi sono molti:

  • Non sono stato educato ai sentimenti:non sapevo nemmeno cosa fossero
  • Ho messo la razionalità al di sopra di tutto, come fecero gli Illuministi

Risultato: ho avuto una vita povera di amicizie e di una qualsiasi forma d’affetto.

Ora le cose stanno lentamente migliorando: mi sento di percorrere una strada di vita simile a quella di Manzoni. È un percorso in divenire, ovviamente: non so quando finirà.

Già adesso, però, posso dirvi che la questione è molto più semplice di quanto non sembri a prima vista: Anche se ci sentiamo soli, noi non siamo soli.Come dicevo ieri, ogni giorno siamo circondati da altri. Spetta a noi fare in modo che non siano semplici passanti incontrati per caso, ma persone di cui fidarsi e con cui confrontarsi (e, con un po’ più di confidenza, confidarsi)

 

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Non serve mica gridare per avere attenzione, le stelle stanno in silenzio eppure c’è chi le guarda per ore

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Per chi non ha studiato Scienze della Comunicazione et similia, la frase di stasera sembrerà un controsenso, visto che – ormai – siamo quasi abituati a pensare che vince chi urla di più

Non serve mica gridare per avere attenzione, le stelle stanno in silenzio eppure c’è chi le guarda per ore

Io, invece, ho studiato proprio Scienze della Comunicazione: qualche trucchetto lo conosco bene. Anche se ho un tono di voce alto, io non grido quasi mai:

  • Grido di gioia
  • Grido di rabbia
  • Grido di tristezza

ma non grido mai per avere ragione…figuriamoci per avere attenzione. Ho un tono di voce alto, ma questo è un altro discorso.

Lo sfondo di questa frase è eloquente:

  • Una montagna innevata
  • Un lago
  • Il cielo stellato

Tutti elementi che se potessero parlare, chissà quante cose avrebbero da dire. Anche molte persone del passato hanno espresso la propria arte in modo muto: pensate a Charlie Chaplin.

Anche io, come le stelle, sto spesso in silenzio pur essendo in compagnia. Non sono una persona molto loquace, preferisco scrivere o fotografare: mi esprimo meglio così.

I miei silenzi non hanno nulla di negativo, anzi: significano che vi sto ascoltando. In quei momenti, avete tutta la mia attenzione: non lo faccio per emettere chissà quale giudizio su di voi. Lo faccio semplicemente perché so che – prima di tutto – siete persone che meritate tutto il mio rispetto.

Permettetemi un gioco di parole: spero starete attenti ai miei silenzi…significano molto di più di quanto non possiate immaginare.

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

 

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È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

Non sono un seguace di Anthony Robbins e della PNL: oggi ho scelto questa frase per prendere un po’ in giro (nel mio piccolo) questo sedicente guru:

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

Anzichè parlare subito di decisioni, io parlerei prima di scelte. Nonostante sosteniamo spesso di non avere scelta, raramente ciò accade veramente. Farò solo quattro esempi, ma potrei stilare un elenco infinito

  • Possiamo scegliere di agire o non agire
  • Possiamo scegliere di ascoltare una persona oppure no
  • Possiamo scegliere di continuare una strada o cambiare direzione
  • Potete scegliere di continuare a leggere questo post oppure no

Credo sia nel momento della scelta che si plasmi una parte del nostro destino: non prima, non dopo. Successivamente, saremo influenzati dalla determinazione con cui cerchiamo di raggiungere un obiettivo: più è forte la determinazione, meno saranno difficili gli ostacoli da superare. Per dirla brevemente, Robbins ha saltato un passaggio…ma non solo.

A meno che siate degli eremiti che passano il tempo su un altopiano nella posizione del lotoogni giorno incontrerete varie persone.  Vorrei farvi una domanda

Come saranno influenzate le altre persone dalla vostra decisione?

Direi che di questo ne parleremo domani…

 

La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

VitaSensoDesiderio
La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Ogni tanto, anche io sono preso da domande filosofiche:

  • Chi siamo?
  • Dove andiamo?
  • ….? (sostituite i puntini con qualunque domanda vi venga in mente)

Mi accade quano la vita mi appare vuota, senza grosse novità all’orizzonte. La frase di stasera ben riassume il concetto

La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Per lungo tempo, le mie giornate mi sono sembrate tutte uguali: il lavoro, il tempo libero scrivendo o facendo fotografie, i week-end trascorsi in Valtellina dalla mia famiglia. Le giornate divertenti erano come la pubblicità su un film in DVD: praticamente inesistenti. Inutile dire che la domanda che mi tartassava ogni notte era:

Ma che cavolo vivo a fare?

Ora, per fortuna, ho molte cose che mi tengono occupato:

  • La fotografia: proprio un’ora fa sono rientrato a casa da una gita fotografica con il mio amico Fabio
  • La scrittura: se non scrivo un post ogni sera mi sento agitato
  • Le passeggiate: dicono che lo sport fa bene al fisico. Io non sono ancora dimagrito di un grammo, ma di sicuro l’umore è migliorato tanto

Contrariamente a quanto si dice nell’immagine, non posso dire che siano il mio sogno (che, francamente, non ho ancora capito quale sia). Tuttavia, sono un pieno di benzina per affrontare il domani.

Le cose che scrivo qui, quelle che scrivo per Consolata, le fotografie…Prese singolarmente possono sembrare insignificanti, soprattutto se viste dall’esterno. Eppure sono una parte di me stesso….Quella che, spesso, non riesco ad esprimere durante il lavoro o nei miei rapporti con gli altri.

Non so perché accade: c’entra sicuramente la mia timidezza, ma credo ci sia anche altro. Ne parlerò con la mia psicanalista domani.

Credo che la vita sia simile ad un puzzle: per apprezzare l’immagine finale, dobbiamo ricomporre tutti i pezzi.

 

Questa sera, voglio lasciarvi quest’augurio: che possiate ricomporre la vostra immagine.

È vero che ho la testa dura…Ma ho un cuore infinito per chi amo

TestaDuraCuoreInfinito

L’immagine di stasera proviene dal profilo Facebook di un mio amico, che l’ha condivisa: non so chi l’abbia realizzata, ma mi descrive talmente bene che ho deciso di dedicarci il post di Pasqua.

Il messaggio è talmente chiaro che mi sembra quasi inutile riscriverlo, ma lo faccio comunque

È vero che ho la testa dura, ma ho un cuore infinito per chi amo

Avere la testa dura non è certo un complimento. A me non è mai stata rivolta una frase così. La gente che mi odiava (e ce n’è stata molta) preferiva usare altri termini: il più gettonato era mongolo, inteso come affetto dalla sindrome di DownInutile dire che mi faceva soffrire molto.

A causa di una bassa autostima e di una forte ansia (che sto cercando di curare con la psicoanalisi) i miei risultati lavorativi e sociali sono spesso al di sotto delle aspettative.   Sul lavoro, cerco di compensare questi miei difetti con l’impegno: purtroppo, a volte non è sufficiente, ma di sicuro nessuno mi ha mai detto che sono un lavativo. Nei rapporti affettivi ho il difetto di essere timido. Di una cosa, però, sono sicuro: ci metto il cuore.

Potrei raccontarvi tanti aneddoti di come l’ho dimostrato. Per brevità, permettetemi di fare una battuta: se un giorno vi troverete in difficoltà, non stupitevi troppo se vi farò una sorpresa….

Dove mi sono interrotto?

A volte, qualcuno mi chiede

 

 

Ma come fai a scrivere così?

 

Oggi ho deciso di rispondere a questa domanda.  Per farlo, ho scelto di condividere con voi questa scena del film Amadeus, in cui Mozart detta a Salieri una parte della sua ultima opera: il famoso Requiem.
Come Salieri, qualcuno potrebbe rimanere sorpreso per come lo faccio. Non mi paragono certo al genio della musica ma, come Mozart in questa scena, molte parole mi vengono quasi istintive.

Se la musica si basa su sette elementi di base (le note), la scrittura ne ha ventuno: le lettere dell’alfabeto. Tramite ventuno lettere, possiamo comporre tutto ciò che vogliamo.

Ci sono, poi, delle regole da seguire. In musica non saprei se è possibile trasgredirle. In scrittura è relativamente semplice.

Il resto è tutto istinto: è quello che Mozart paragona al fuoco in questa scena.

Non sorprendetevi, quindi, se non mi vedrete mai prevedere scalette o scrivere brutte copie: per me la scrittura è così.

Adamo ed Eva furono i primi 

  
Questa mattina su Facebook è stata postata l’immagine che vedete qui sopra. Traducendo letteralmente, il cartello affisso recita

Adamo ed Eva furono i primi a non seguire i termini e le condizioni della mela 


Una traduzione meno letterale strappa più di un sorriso 

Adamo ed Eva furono i primi a non seguire i termini e le condizioni della Apple

Amo i giochi di parole: fanno ridere e riflettere allo stesso tempo. Spesso rido pensando:”Quant’è vera questa frase!”.

Non occorre una gran cultura per conoscere la storia di Adamo ed Eva: basta leggere le prime pagine della Bibbia!

Per chi crede, i nostri progenitori hanno fatto un errore: questo non lo metto in dubbio. Tuttavia, non sempre seguire i termini e le condizioni è vantaggioso.

Il progresso dell’umanità è avvenuto in tre modi:

  1. Casualmente: il fuoco e la penicillina sono stati scoperti così 
  2. Curiosamente: domandandosi perché avvenivano certe cose
  3. Trasgredendo le regole imposte  

Io ho usato molto il primo ed il secondo modo. Il terzo mi faceva molta paura: pensavo che portasse solo a conseguenze negative.

Solo ultimamente mi sto rendendo conto che non é sempre così. Per questo motivo mi sento incompleto.

Sto cercando di recuperare il tempo perso, ma non è sempre facile. Ringrazio tutti quelli che mi stanno aiutando.