Se pensassi ad alta voce sarei ai domiciliari

Se pensassi ad alta voce sarei ai domiciliari
Se pensassi ad alta voce sarei ai domiciliari

È sabato sera, ho appena cambiato casa, domani andrò a fotografare: bastano questi tre motivi per giustificare il motivo per cui ho scelto una frase ironica da Facebook questa sera?

Il fatto che sia ironica non esclude che sia vera:

Se pensassi ad alta voce sarei ai domiciliari

Tutti noi, per vari motivi, abbiamo taciuto o mentito parlando con altre persone: la libertà di pensiero e la libertà di parola sono difese dalla nostra Costituzione…e limitate dalle buone maniere!

Molto dipende anche dal carattere di ognuno:

  • Chi è remissivo o riflessivo tenderà a tacere
  • Chi è irascibile comincerà a urlare
  • Chi è pacato esprimerà la propria opinione con tranquillità

Anche il contesto in cui dobbiamo esprimerci ha il suo peso: dire una cosa in famiglia è diverso che dirla in ufficio.

Credo che tutto dipenda dal rispetto reciproco: in quest caso,  è proprio vero il detto

la mia libertà finisce dove finisce dove inizia la tua

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C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione

LogicaImmaginazioneHitchcock
C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione

 

Quando andavo alle elementari, avevo una maestra molto logicaogni settimana, dedicava almeno tre giorni su sei alla matematica, i restanti erano equamente ripartiti tra le altre materie. Non ho mai chiesto perchè, ma suppongo che la mia maestra  non apprezzasse la fantasia.

Alfred Hitchcock contraddice quanto sosteneva la mia maestra con la frase

C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione

Paradossalmente, trovo questa frase molto logica: nella scienza, le scoperte non sono dettate solo

  • dalla casualità grazie a cui fu scoperta la penicillina
  • dalla perseveranza con cui fu creata la lampadina
  • dalla necessità di sicurezza per la quale fu inventata la dinamite

ma anche – e soprattutto – dall’immaginazioneOgni tanto, penso che uno scienziato in qualche parte del mondo si faccia la seguente domanda

Cosa accadrebbe se…?

A quanto si sa, alcune scoperte sono nate poprio così: qualcuno ha immaginato  un’alternativa  a quanto si dava per scontato fino ad allora.

Ogni tanto provo anch’io ad immaginare un’alternativa: magari un giorno vincerò il premio Nobel.

Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto

EssereFeliciPiccoleCose
Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto

Quante volte ho cercato di immaginare la vita perfetta, quella in cui una persona può definirsi assolutamente felice? Non lo so: ho perso il conto. So solo che non ci sono mai riuscito veramente, forse perchè il concetto di felicità è evanescente: cambia con il tempo e a seconda delle situazioni.

La frase di stasera, tratta dal film 4 amiche e un paio di jeans, sta modificando le mie convinzioni e mi fa riflettere

Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto. Magari significa vivere di tante piccole cose…e far sì che siano più importanti delle cose brutte.

Da qualche tempo ho preso l’abitudine di segnarmi su un’app dello smartphone tuttociò che mi capita durante la giornata:

  • Incontri programmati o casuali
  • Frasi dette dai colleghi
  • Imprevisti

A fine giornata, mi rendo conto che mi sono capitati tanti piccoli aneddoti, la maggior parte piacevoli, che fanno sì che la mia vita da single impenitente non sia così monotona come l’ho sempre considerata.

 

 

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio

SecondiMessaggioPersonaFelice
Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio.

Una veduta di una città europea (ad occhio, dato il canale e la bicicletta,direi che si tratta di Amsterdam) in cui non si vede anima viva fa da sfondo alla frase di oggi

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio. Pensate un po’: con soli 4secondi si può rendere felice una persona

Devo dire che questa frase ha tre difetti:

  • Non mi piace che sia scritto un numero in una frase motivazionale: preferisco la parola
  • La forma della seconda parte del messaggio mi ricorda una campagna di raccolta fondi (meritorie, ma fuori contesto, in questo caso)
  • Non trovo un nesso fra l’immagine e la frase: se qualcuno lo vede, mi avvisi

Il messaggio è comunque vero e profondo. Provate a fare un piccolo test: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare l’ultima volta in cui avete mandato un messaggio o avete telefonato ad ogni persona registrata.

Ogni tanto, lo faccio anche io, domandandomi:

 Perchè non sento più Tizio o Caio da così tanto tempo?

Ammetto che, molto spesso, ho il dubbio che una persona non si ricordi di avermi conosciuto o che il numero sia corretto: dopo tanto tempo, una persona può dimenticarsi di noi o aver cambiato compagnia telefonica. Altre volte, non mi sembra il momento opportuno.

Non so se è così anche per voi. La frase che spesso si usa per giustificarsi è

Non ho tempo

Sinceramente, ho usato molto spesso questa frase come scusa, perciò mi sembra che la usino anche gli altri come scusa. Se trovate altre motivazioni, non avete che da commentare questo post.

In questi casi, mi torna utile risentire Accetta il consiglio, per questa volta: ci sono molte frasi che calzano a pennello pe una cosa simile.

 

 

 

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore
L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Uno sguardo sornione, un sorriso beffardo, una posa da antico romano: è Garfield che, con il cappello tipico dello Zio Sam, pronuncia la frase

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Con umiltà vi dico che questa sera potrei sbagliare: non tutti saranno d’accordo leggendo che – secondo me – siamo tutti umili, ipocriti e arroganti.

Se è certamente vero che una persona può avere un’indole più incline all’ipocrisia piuttosto che all’umiltà o all’arroganza, è anche vero che la nostra personalità non è statica, ma varia a seconda della situazione.

Immaginiamo qualcuno con un carattere mite: per quanto buona possa essere, si arrabbierà certamente se riceve una gomitata senza motivo. Magari quella stessa persona è già rabbuiata per altri motivi che non sappiamo e che amplificano la sua reazione.

Ora proviamo a fare un ragionamento seguendo la frase di questa sera:

  • Se comincio a fare un nuovo lavoro, dovrò imparare quasi tutto, perciò è più facile cadere in errore: con umiltà, ammetterò di aver sbagliato
  • Quando comincerò ad essere più preparato, può darsi che io sbagli per un calo di attenzione : tenterò, con ipocrisia, di nascondere il mio errore
  • Se sono una persona molto fiera (per non dire piena di sè), forse peccherò di arroganza,  e incolperò chissà chi o a chissà cosa per il mio errore

Attenzione, però: la classificazione non è matematica, bensì tra il psicologico ed il sociologico, quindi imperfetta.

Per esempio, io sono una persona molto timida con una bassa autostima, il che mi porta ad addossarmi anche le responsabilità non mie.

Se provate a guardarvi dentro, scoprirete il caso giusto per voi.

 

Non fate finta di vivere in un paese normale

FintaViverePaeseNormaleRobertoSaviano
Non fate finta di vivere in un paese normale

Il titolo e l’immagine di oggi è un po’ politica (e – forse – anche un po’ polemica): d’altronde, sono state condivise da Roberto Saviano sul suo profilo Facebook

Non fate finta di vivere in un paese normale

Dell’Italia (all’estero, ma anche dentro i nostri confini) se ne dicono letteralmente di tutti i colori: non solo bianco, rosso e verde. Putroppo, in Italia si legge poco, perciò molti ignorano l’opinione altrui.

Vocabolario alla mano, Saviano ha ragione: il concetto di normalità è sconosciuto al DNA italico. In compenso, gli italiani sono dotati di un’inventiva invidiabile: alcuni la chiamano arte di arrangiarsi, altri creatività, ma il concetto non cambia.

Data questa situazione,  un brainstorming nazionale per normalizzare il Paese sarebbe inutile: ve lo immaginate un gruppo di pazzi alla guida di un ospedale psichiatrico?

Verrebbe da chiedersi

Che fare, allora?

Avrei una risposta, ma ho deciso di non scriverla: andrei contro il principio di questo post..ma, ovviamente, ho la mia opinione.

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che l’apparenza inganna parecchio

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che l’apparenza inganna parecchio

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Abitando a Milano, ci si rende conto che non esiste un modo migliore di un altro o un modo giusto per vivere.

Spesso ci lasciamo prendere dai pregiudizi e cerchiamo  di instaurare rapporti con persone che (secondo noi) hanno un bell’aspetto e un giusto modo di fare.

Potrei elencare vari aneddoti e modi di dire per smontare queste dicerie, ma la frase di stasera è molto più efficace

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, e che l’apparenza inganna parecchio

Probabilmente,  la madre della bambina raffigurata mentre riceve un fiore da un punk avrebbe stretto a sé la propria figlia, perché avrebbe giudicato il punk pericoloso.
Così come è vero che persone dall’aspetto o dall’abbigliamento stravagante ci sembrano pericolose, anche persone l’aspetto più classico possono sembrarci degne del più grande rispetto, salvo poi rimanere sorpresi dal loro comportamento.

Io stesso ho conosciuto persone il cui aspetto non rifletteva per nulla il carattere. Questo è accaduto sia in positivo che negativo. Potrei fare 1000 esempi, ma non è farò nessuno. Aggiungo solo che da questo imparato che le persone si conoscono un giorno per volta.