Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

 

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere
Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

Ho sempre amato il modo di vivere proposto dalla filosofia Zen, perchè richiama la semplicità.

Questo detto Zen è, come tutti gli altri, molto semplice

Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere

Almeno, lo è in teoria…un po’ meno lo è in pratica.

Da abitante del profondo Nord, noto spesso un atteggiamento di chiusura verso le culture diverse dalla nostra, forse perchè non le comprendiamo: il referendum sulla Brexit nè è un esempio lampante!

La gente (io incluso) tende a commettere proprio i tre errori elencati:

  • Non parlare liberamente di sè, che equivale a chiudersi
  • Non accettare apertamente l’opinione altrui, che equivale a chiudere
  • Non difendere costantemente la propria opinione, che equivale a farsi chiudere

Credo che il motivo fondante sia semplicemente la paura: nessuno vi dirà di aver paura di ciò che consideriamo diverso, ma i suoi comportamenti vi faranno toccare con mano i sentimenti del vostro interlocutore. Faccio un esempio antirazzista: quanti di coloro che si professano contro gli emigranti hanno provato a parlare con Senegalese per farsi raccontare la loro vita?

Non so se ridere o piangere pensando che ci fa paura proprio ciò che non conosciamo.

 

 

 

 

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E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto
E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

Come lo scorso 22 maggio, anche oggi non ho trovato informazioni sull’autore (o l’autrice) della frase di stasera…so solo che è molto condivisa su tumblr

E finché saprò ancora emozionarmi, saprò che le delusioni non hanno vinto

A me ricorda il proverbio

finchè c’è vita, c’è speranza

 

ma suona grandiosamente meglio. I  proverbi sono come una canzone monocorde, questa frase è una sinfonia di Mozart!

A chi non è mai capitato di rimanere deluso? Immagino la reazione:

  • Frustrazione
  • Rabbia
  • Pianti
  • Tristezza

E chissà cos’altro ancora! Non sono sensazioni piacevoli, concordo…ma sono emozioniciò che ci fa sentire vivi!

 

 

Bomber

 

Da bambino, come molti altri, ero appassionato dei film con Bud Spencer, spesso in coppia con Terence Hill.

I miei genitori poco apprezzavano questi film: privi di senso profondo e pieni di scazzottate.

Il cinema serve anche a questo, in fondo: a regalare un paio d’ore di spensieratezza…ma non solo.

Anche nei film meno profondi ho sempre trovato una morale. In Bomber, che ho scelto proprio per omaggiare Carlo Pedersoli, trovo ancora oggi molti spunti:

  • A tutti dovrebbe essere data un’opportunità
  • Tutti dovrebbero almeno una persona che crede in lui
  • Si deve sempre giocare pulito, in ogni occasione

Scusate la critica, ma la realtà è molto diversa: istintivamente, ognuno gioca per sé stessoCome dicevo ieri, tutti noi siamo guidati prima di tutto dall’istinto di conservazione.

Occorre un profondo autocontrollo per domare questo istinto. La maggior parte delle discussioni e dei litigi nasce proprio dall’impossibilità di controllare l’istinto di conservazione: se mi sento attaccato, io mi difendo.

Paradossalmente, credo che siano le persone più insicure ad attaccare: riassumendo il loro pensiero, potremmo dire

Poiché temo di essere attaccato, io attacco per primo

 

Quando riusciremo a domare questo istinto, vivremo tutti meglio.

 

 

Buonasera, Londra….

 

Nonostante oggi non sia il 5 novembre, anniversario della congiura delle polveri, il recente risultato del referendum sulla Brexit mi ha ricordato il monologo nel film V per Vendetta.

Il film è del 2005, ma prende spunto dall’omonimo fumetto degli anni ottanta:l’Unione Europea come la conosciamo oggi era già stata progettata, ma non ancora creata….eppure – ironia della sorte – sembra che Alan Moore abbia avuto la più classica delle sfere di cristallo.

Ritrovo molto della decisione inglese (e in me stesso) nella frase

Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura

Ognuno ha la sua idea a proposito di quale sia il motore che fa andare avanti una persona: nel mio caso è la paura, una forma ipertrofica di istinto di conservazione…Difatti in Inghilterra ha perso il remain e ad avere a paura – adesso – è il resto dell’Europa.

So che al mondo esistono molte altre persone come me: spero che un giorno sia io che loro avremo il coraggio di gettare la maschera.

 

 

Per la musica spendiamo i chilometri migliori

Per la musica spendiamo i chilometri migliori
Per la musica spendiamo i chilometri migliori

In questo blog ho parlato spesso di musica, ma non ho mai detto quando preferisco ascoltare musica.

Preferisco ascoltare musica quando sono  in movimento:

  • Durante i miei viaggi in treno
  • Durante le mie passeggiate
  • Durante ogni spostamento

La frase di stasera, però, è diversa:

Per la musica spendiamo i chilometri migliori

Parla di chi viaggia per ascoltare musica e non di chi viaggia ascoltando musica: anche se non così frequentemente, lo faccio anche io.

Il viaggio pre-concerto è carico d’aspettativa e di ansia contemporaneamente: pregusto l’evento della serata o della giornata e mi faccio mille domande.

  • Troverò un buon posto per ascoltare e vedere i musicisti?
  • Le canzoni mi piaceranno?
  • Avrò contrattempi?

Che ci volete fare? Sono un tipo ansioso. Non ricordo, però, una volta in cui sia tornato deluso da un concerto.

I viaggi della musica, per me,  somigliano ai viaggi della fotografia: dieci chili di bagaglio in posti forse assurdi, ma da cui torno poi con il sorriso sulle labbra.

Credo che la frase di stasera sia piuttosto limitata. Io la modificherei in:

Per le nostre passioni spendiamo i chilometri migliori

E semm partii….

 

Negli ultimi anni, mi hanno suggerito varie volte di trasferirmi all’estero: se un giorno dovessi effettivamente seguire il consiglio, andrò in Olanda. Al momento, però, mi manca il coraggio.

Il motivo è semplice: ogni volta che me lo suggeriscono, mi torna in mente E semm partii di Davide Van de Sfroos ed il famoso proverbio

Partire è un po’ morire

C’è anche un altro motivo, forse poco comprensibile da chi è già partito in cerca di fortuna (e in questo millennio sono già molti): partire significa arrendersi alla situazione e scappare.

Se è vero che sono scappato da Sondrio a Milano, è anche vero che – in quel caso – non avevo scelta:

  1. In Valtellina non ci sono Università
  2. Una volta terminati gli studi, mi ero abituato alla vita milanese

Tornare indietro, questo sì, sarebbe arrendersi e scappare.

 

Mi manca. E glielo sto dicendo con tutto il silenzio di cui sono capace

Mi manca. E glielo sto dicendo con tutto il silenzio di cui sono capace
Mi manca. E glielo sto dicendo con tutto il silenzio di cui sono capace

In trentasette anni di vita ho conosciuto molte persone, in vari ambiti. Alcune le ho conosciute anche recentemente.

Questo semplice fatto mi fa piangere leggendo la frase di stasera

Mi manca. E glielo sto dicendo con tutto il silenzio di cui sono capace

Ogni volta che ho terminato un tratto di percorso della mia vita, ho commesso due errori:

  1. Mi ripromettevo di risentire le persone con cui avevo condiviso tale percorso
  2. Non lo facevo mai

Inutile dire che mi fa soffrire di solitudine e mi fa sentire incompreso….ma ho una dose di responsabilità anche io: ho scambiato il silenzio altrui come non voglia di frequentarmi…Tirandomi la zappa sui piedi.

A chi non mi sente da tempo, vorrei dire: vi penso spesso…Credetemi e scusatemi: è solo timidezza.