Ho un brutto difetto. Non dimentico.

Ho un brutto difetto. Non dimentico.
Ho un brutto difetto. Non dimentico.

La frase di oggi non è di una persona famosa, non è di un anonimo, ma probabilmente l’abbiamo detta molte volte in presenza di qualcuno che ci ha ferito

Ho un brutto difetto. Non dimentico.

Anche io ho questo difetto: ho mandato al diavolo molte amicizie. Arrivato a quello che considero il mio limite di sopportazioneli ho semplicemente cancellati dalla lista delle amicizie e non mi sono più fatto sentire.

Cosa mi avevano fatto, queste amicizie, affinchè io le trattassi così? Semplicemente, non avevano ascoltato le mie richieste: non una, ma molte volte.

Vi lascio l’elenco delle richieste, lasciando a voi giudicare se sono sensate o meno:

  • Fatti sentire un po’ più spesso: frase con cui concludo molte mail e telefonate, senza essere ricambiato
  • Io vado a….Vieni con me?:  frase con cui invito qualcuno a fare qualcosa insieme. A volte vengono accettate, altre meno. Questa – forse – è la cosa meno pesante da digerire, ma ha comunque il suo effetto
  • Richiamami…Mi farebbe piacere scambiare due chiacchiere: è una richiesta indirettacioè la inserisco negli SMS, nelle mail e nei messaggi whatsapp se una persona non si fa sentire da tempo, aggiungendo i miei recapiti

Tre frasi che – aihmè – non dimentico e che fanno nascere in me la delusione di non essere accettato, senza una spiegazione.

Questo è un affronto che non ho dimenticato: perciò le ho cancellate.

 

 

 

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