Noi che abbiamo l’anima moriamo più spesso

Emily Dickinson - moriamo spesso
Noi che abbiamo l’anima moriamo più spesso

Una figura umana quasi abbozzata, in bianco e nero, mi ricorda l’immagine di un’anima quando moriamo, probabilmente di una persona che deve sopportare non solo le difficoltà della vita, ma anche il fatto che tante persone che frequenta non abbiano l’anima.

Non è solo  tristezza, ma qualcosa di più brutto e – forse – irrimediabile. Non a caso, la frase di Emily Dickinson  dice

Noi che abbiamo l’anima moriamo più spesso

Essere circondati da persone senza anima può portare alla morte? Non proprio:  credo che Emily Dickinson si riferisca più alla morte emotiva che alla morte fisica (e definitiva).

Non credo che moriamo solo quando cessiamo di respirare. Moriamo anche quando cessiamo di cercare un motivo per vivere, quello che qualcuno chiama scopo.

A volte, lo scopo è pratico e palese, per esempio

  1. Quando studiamo all’Università, vogliamo laurearci
  2. Se stiamo mettendo da parte i soldi per sposarci con la persona amata

Quando parliamo con persone che ci vogliono bene di questi scopi, ci spronano. Se, invece,  ci troviamo di fronte a semplici conoscenti, il nostro scopo non raggiungerà la loro anima e considereranno la notizia come se fosse stata letta al telegiornale della sera.

Certamente, in certi ambiti, dobbiamo fronteggiare la carenza di umanità: non credo che troviate molta voglia di chiacchierare nella cassiera che vi sta battendo l’ennesimo scontrino alla cassa del supermercato. Tuttavia, non è poi così fuori da ogni logica voler instaurare un rapporto umano con i colleghi, anche se non sempre ci si riesce

Ci si aspetta che amici e parenti si dedichino a noi anima e corpo. Purtroppo, le nostre aspettative possono essere deluse. Il fatto che siano parenti o amici non significa per forza di cosse che abbiano un’anima. Magari, per citare e parafrasare Brandon Lee

Sono già morti, solo che ancora non lo sanno

Sono solo esempi generici, ma possono far capire a tutti voi cosa significa avere un’anima e non riuscire a nutrirla.

Un commento su “Noi che abbiamo l’anima moriamo più spesso”

  1. Pingback: matteopolettiblog

Rispondi