Gli invitati? I poveri e i disoccupati

I poveri invitati al ristorante di Ivano Tenni
Ivano Tenni nella cucina del suo ristorante di Tirano (SO)

Pur vivendo a Milano da tanto tempo, non rinnegherò mai le mie origini valtellinesi, provincia che siete tutti invitati a visitare.

Quando ho letto su internet la notizia

Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

ho sorriso per la gioia. Il ristoratore Ivano Tenni di Tirano ha offerto un pranzo di Natale ai meno fortunati che sono stati invitati nel suo locale.

Sarebbe stato facile – in questo caso – cogliere l’occasione per farsi un po’ di pubblicità, ma Tenni non l’ha fatto: come si legge nell’articolo de Il Giorno, non ha voluto dire il nome dei ristoranti di cui è proprietario.

In questo periodo siamo circondati da:

  • Buonismo pubblicitario
  • Consumismo
  • Crisi economico-politica

Cos’hanno in comune queste cose? E cosa c’entrano con la notizia? Il nesso è presto trovato: sono tutte faccende pratichea loro modo cerebrali. La notizia ci  ricorda che abbiamo anche un cuore…ogni tanto, dobbiamo ricordarci di usarlo.

Ogni persona avrà pensato ogni tanto di fare un’opera buona. Con la scusa di avere poco tempo, probabilmente molti si sono messi a posto la coscienza facendo una donazione ad un qualsiasi ente benefico.

Il problema è che – a volte  – i soldi non sono sufficienti a fare del bene: tutti abbiamo anche delle spese impreviste da fronteggiare. Qualcuno può anche donare oggetti che non usa più, ma sussiste lo stesso problema del denaro.

Nessuno ha mai pensato che anche fare una semplice telefonata o andare a trovare un amico che si sente solo è fare del bene. Oltre a costare molto meno, noto un vantaggio: è fare del bene in modo continuo.

Le donazioni alle cene di gala in cui gli invitati elargiscono denaro lasciamole a chi può permettersele.

2 commenti su “Gli invitati? I poveri e i disoccupati”

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.