Cominci a guarire …

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Cominci a guarire quando lasci andare le sofferenze del passato, perdoni chi ti ha fatto male e impari a perdonare te stessa per gli errori che hai fatto

Non so chi abbia pronunciato la frase di stasera, nè chi l’abbia condivisa sulla pagina Facebook Ghiandola Pineale – Il terzo occhio

Cominci a guarire quando lasci andare le sofferenze del passato, perdoni chi ti ha fatto male e impari a perdonare te stessa per gli errori che hai fatto

Non importa che la frase sia declinata al femminile: riguarda uomini e donne indistintamente. Siamo esseri umani, perciò imperfetti.

I tre concetti elencati sono sicuramente capitati a tutti noi:

  • Soffriamo
  • Qualcuno ci fa del male
  • Commettiamo errori

Vorremmo che non ci capitasse mai nessuna delle tre cose ma, a volte, succede. Può accadere anche che la stessa cosa capiti più volte: a chi non è mai capitato di fare ripetutamente lo stesso errore? Chi non si è mai sentito vessato continuamente da qualcuno? Chi non ha mai sofferto?

In questo, dovremmo essere tutti un po’ come i campioni olimpici: possono cadere o commettere un errore…ma non per questo smettono di inseguire il sogno della medaglia d’oro.

Ci sono anch'io

 

Se dico Walt Disney, cosa vi viene in mente? Eccovi alcune delle mie risposte:

  • Cartoni animati
  • Canzoni
  • Fantasia

Non sono risposte casusali: il video che vi propongo questa sera racchiude tutti questi tre elementi insieme. Non a caso, Ci sono anch’io fa parte della colonna sonora di Atlantis – il pianeta del tesoro, film della Disney del 2002.

Per informazioni più approfondite, chiedete alla mia amica Angelica o al mio amico Alex, persone che – se la cinefilia fosse una malattia – sarebbero all’ultimo stadio: io mi concentro sul significato di video, parole e canzoni.

Mi rendo conto che – questa volta – rischia di essere più difficile del solito:

  1. il testo è stato tradotto dalla versione inglese
  2. il video riprende molti spezzoni del film

Per capire il significato, ho dovuto prima ascoltare la canzone ad occhi chiusi e – poi – guardare il video muto: vi garantisco che il trucco funziona.

Concentrandosi sulle immagini, il concetto che appare subito chiaro è quello di magia: non è una cosa a cui credere o non credere. Come disse Ligabue durante il concerto Italia loves Emilia

A volte le magie succedono!

Anche il testo parla di magia: la magia che sentiamo dentro di noi quando perseguiamo un obiettivoIn questo caso, mi immagino Consolata nei panni del Presidente Roosevelt in Pearl Harbour che – con sguardo a dir poco grintoso – mi dice

… e lei viene a dire a me , non si puo fare?!?!

Che poi io e Consolata non ci diamo del Lei, è solo perchè siamo amici.

Canzone del bambino nel vento

 

Come scrivevo sul mio nuovo blogoggi è la giornata della memoria. 

Scegliere la canzone di cui parlare è stato semplice:  ho scelto Canzone del bambino nel vento, meglio nota come Auschwitz. Per i miei gusti musicali, preferisco la versione live dei Nomadi che vi propongo anzichè quella dell’Equipe 84.

Mi piace questa versione perchè si sente distintamente il pubblico ripetere il ritornello della canzone.

Se si trattasse di un qualsiasi altro brano, il fatto potrebbe passare inosservato. Tuttavia, come scrivevo il primo marzo scorso

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Perciò, con Auschwitz, il discorso è diverso:

  1. il pubblico canta una tragedia che – forse – non ha vissuto, ma che conosce bene.
  2. Non a caso, il video propone l’incipit  di Se questo è un uomo.
  3. Le fotografie proposte sono eloquenti

Per questo parlare del brano è difficile, soprattutto a livello emotivo: le parole sono chiare, ma colpiscono come un pugno allo sterno. Un pugno allo stomaco – forse – fa più male, ma il dolore passa in fretta: un pugno allo sterno, potrebbe anche perforare il cuore.

 

 

Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è

Frase di Mark Twain
Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è

Tutti abbiamo paura del pericolo, ma non credo che ci sia una definizione che metta tutti d’accordo.

Chi si è avvicinato di più a definire il pericolo correttamente  è stato Mark Twain

Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è

Effettivamente, a parte le malattie mortali, non credo esista una situazione che si possa definire pericolosa all’unanimità: basta prendere le dovute precauzioni.

Le esperienze negative passate possono aumentare le paure: non lo auguro a nessuno ma, se una persona si rompe una gamba la prima volta che indossa gli sci, forse passerà molto tempo prima che decida di affrontare una pista nuovamente.

Credo che il modo migliore per affrontare questa questione emotiva sia seguire l’insegnamento di Mark Twain usando il cervello:

  • Informarsi
  • Allenarsi
  • Essere consapevoli dei propri limiti

Gradualmente, si otterranno grossi risultati.

Buon compleanno

Oggi ho festeggiato il mio trentottesimo compleanno regalandomi un nuovo blog, a cui vi invito ad iscrivervi.

Forse ho scelto buon compleanno  per il titolo o – forse – perchè mi piace Irene Grandi.

Andando a fondo, però, credo che ci sia una spiegazione più corretta: il testo parla di desideri. 

Se non avessimo desiderinon saremmo umani. Esistono, però, tre giorni all’anno in cui questi desideri si fanno sentire in modo più pressante:

Sono giorni in cui si sente l’aria di Festa, ma anche giorni in cui si traccia una sorta di linea temporale. Molto probabilmente, in quei giorni tutti sono portati a pensare

Speriamo che i prossimi 365 giorni…

segue il desiderio.

Purtroppo, spesso non facciamo nulla per rendere il desiderio realtà. Vi confido un segreto: credo che il modo migliore per realizzare un desiderio non sia agire…perlomeno, non immediatamente.

La cosa migliore da fare è chiedere consiglio: spesso le persone che ci stanno accanto hanno una visione più distaccata della nostra nell’analizzare una situazione.

Roma – Bangkok

 

Se seguite questo blog da tempo, vi sarete accorti che non seguo la moda…prova ne è che Roma-Bangkok è uscita il 19 giugno 2015, mentre a Milano si teneva l’Expo.

Forse perchè  conoscevo poco Giusy Ferreri e soprattutto Baby K prima che arrivassero in cima alle classifiche con questo pezzo.

Come al soilto, devo farvi una domanda: quanti di voi hanno cercato di capire il significato del brano? Normale che la risposta sia pochi, considerando che è una classica hit estiva.

Anche un pezzo come questo – però – ha un significato: a volte, ci preoccupiamo troppo…di tutto.

Siamo esseri umani, non macchine! Non è un caso che – ai tempi della maturità – dimagrii molto: anche se una parte era giustificabile con la tensione del periodo, l’altra parte era dovuta al superlavoro.. Il corpo mi stava parlando…ma io non gli diedi retta.

Fortuna volle che si trattò di un periodo limitato, poi me ne andai in vacanza. Ecco, il significato del brano è proprio questo: il bisogno di pensare a sè stessi e non al proprio lavoro, ogni tanto.

 

Dove siamo? Benvenuta fra i miei pensieri…

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Benvenut fra i miei pensieri, scusa per il maltempo

Il 4 agosto 2016, mentre scrivevo uno degli ultimi articoli prima delle vacanze estive, nasceva la pagina Facebook Coma Empiricoma io l’ho scoperta solo oggi.

Mi ha subito colpito la vignetta che vedete: una donna chiede

Dove siamo?

l’uomo interrogato risponde

Benvenuta fra i miei pensieri…scusa per il maltempo

Non so se stupisca più la domanda o la risposta:

  • Perchè la donna si sorprende di essere nei pensieri di qualcuno?
  • Perchè l’uomo si deve scusare di avere brutti pensieri?

Il problema è proprio questo: non so per quale motivo, ma pensiamo che tutti siano felici…Tutti, tranne noi.

Siamo caduti persino nel paradosso di volere la compagnia di qualcuno, ma essere sempre più soli!

Senza voler dare un significato politico al tutto, si fa comunque presto a capire che la società si sta sfaldando…e non è un buon segno.

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione…

Frase di Charlie Chaplin
Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Questa mattina, mentre stavo cercando il primo argomento per il mio nuovo blog su Milano, ho trovato questa frase

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Ho sempre considerato Charlie Chaplin un genio….ma non avrei immaginato avesse così tanto da dire!

A parte questo, mi domando: riusciamo effettivamente a seguire questo consiglio?

La reputazione – per quanto importante – è comunque almeno un paio di gradini sotto la coscienza….Ma, come diceva il grillo parlante a Pinocchio nella versione di Walt Disney

La coscienza è quella vocettina interna che la gente ascolta così di rado… Per questo il mondo va così male, oggi!

Ho voluto riportare la definizione integralmente, perchè credo che la seconda parte abbia molto da dirci e da insegnarci.

Non solo ci preoccupiamo del giudizio altrui, ma ci lasciamo influenzare (troppo) dall’opinione altrui, senza tenere presente che anche la nostra opinione conta. Questo è forse, il segreto per andare a letto sereni la notte.

I cowboy non mollano

 

In questo periodo, mi sembra di riuscire a trovare un significato profondo anche nelle canzoni più allegre, come ho già detto a proposito di Katy Perry.

Max Pezzali non è certo noto per i testi impegnati, anzi. Ogni regola, però, ha la sua eccezione: I cowboy non mollano è l’eccezione.Il finale del video sembra un invito agli spettatori

Non fermatevi alle apparenze

Sia le immagini che il testo comunicano questo messaggio: occorre arrivare alla fine per capirlo, ascoltando e guardando attentamente.

Non ci vuole molto a capire che dovremmo fare lo stesso con la vita degli altri.

Ad un primo sguardo, una persona può sembrarci la persona più felice di questo mondo, suscitandoci invidia: basta conoscerla un po’ meglio per capire che ha anche lei i suoi scheletri nell’armadio.

Il detto usato non vi tragga in inganno: non sto dicendo che state frequentando un criminale! Sto semplicemente dicendo che tutti attraversiamo dei momenti brutti e, forse, abbiamo voglia di condividerli con qualcun altro, per sopportarne meglio il peso.

Putroppo, ci blocchiamo a vicenda: siccome ilnostro interlocutore non parla dei suoi problemi, noi siamo portati a non parlare dei nostri.

Perciò, nonostante questo, siamo costretti a comportarci come cowboy: dopo una caduta da cavallo o un colpo di pistola, dobbiamo rialzarci, scrollarci la polvere di dosso e continuare a lottare! Ma non sarebbe meglio se lo facessimo tutti uniti? Del resto, l’unione fa la forza!

 

Se non parti, non lo saprai mai

Spot di EDreams
Se non parti, non lo saprai mai

Canzoni e pubblicità televisiva sono un binomio inscindibile almeno da quando esiste il cinema sonoro. Più raramente, una pubblicità è tradotta esattamente in più lingue: è il caso della pubblicità della Apple che – nella versione italiana – è doppiata da Dario Fo.

È la prima volta che – però – vedo il verso di una canzone in inglese tradotto ed usato in forma scritta per una pubblicità.

EDreams ha usato il verso

If you never try you’ll never know 

di Fix you dei Coldplay, lo ha tradotto (correttamente) in

Se non parti, non lo saprai mai

ed ha realizzato la sua campagna pubblicitaria.

Solo il tempo potrà dirci se la pubblicità è stata efficace o no…ma può già insegnarci qualcosa.

Con l’inizio del nuovo anno, si fanno le solite promesse:

  • Dimagrire un po’
  • Dedicarsi di più alla famiglia
  • Non rimandare a domani ciò che hai procastinato per 365 giorni l’anno prima

salvo poi infrangerle a partire dal 2 gennaio. In questo caso, torna ancora utile il protagonista di V per Vendetta, che parla a tutti noi dicendo:

Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura.

 

Sicuramente: abbiamo paura delle conseguenze…ma stare immobili non è altrettanto pericoloso?