Non c’è bisogno di un trucco eccessivo…

Frase dalla pagina Facebook "Aforismi"
Non c’è bisogno di un trucco eccessivo o di una scollatura provocante, perché a colpire una persona molto spesso è un sorriso

Non sono sicuro dell’identità della persona ritratta nell’immagine di oggi: credo sia Julia Roberts in un ritratto senza trucco, ma sicuramente la mia amica Angelica saprà darmi indicazioni.

Cosa c’entrano Angelica e Julia Roberts con la donna con la frase di stasera?

Non c’è bisogno di un trucco eccessivo o di una scollatura provocante, perché a colpire una persona molto spesso é un sorriso

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Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

 

Il vizio di Marilyn Monroe
Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

Oggi la mia amica Linda, che ha il vizio di pubblicare contenuti interessanti sul suo profilo Facebook,  ha scelto  una frase di Marilyn Monroe

Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

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Quaranta regole per parlare bene l’italiano

Umberto Eco ha proposto quaranta regole per l'italiano
Umberto Eco (1932-2016)

Questa sera non posso riportare citazioni: sarebbe troppo lungo. Mi accontento di proporre un ritratto di Umberto Eco, autore – tra le altre cose – di un regolamento di italiano intitolato

Quaranta regole per parlare bene l’italiano

Elencare tutte le regole sarebbe noioso, sia per me scriverle, sia per voi leggerle. Mi accontento di segnalarvi l’indirizzo a cui potete trovarle.

Qualcuno potrebbe fare la domanda

Perché proporre un contenuto del genere in un blog che parla di vita?

Non solo per ricordare a me stesso il tempo della scuola e che ho ancora molto da imparare.

Per chi crede, i dieci comandamenti sono regole di vita e qualunque persona deve sottostare alle regole dettate dalla legge. Purtroppo, hanno un problema: non possiamo infrangerle senza recare danno.

Non credo che saremmo mai condannati da un tribunale o da una divinità per aver violato le regole della grammatica. Ciò non toglie che  i cosiddetti strafalcioni siano molto fastidiosi.

Provate a pensare ad una persona qualsiasi: a chi non darebbe fastidio il fatto che trasgredisca determinate regole di vita comunemente accettate? L’unica giustificazione che potrebbe avere è quella di farci notare eventuali benefici nel farlo.

La scusa più comune è

Sono fatto così

Appunto: siamo esseri pensanti che si devono relazionare con altre persone: non ci avete mai pensato?

Introduzione lunga, conclusione breve

Introduzione lunga
La lettera corretta di Nick Lutz

Questa sera vorrei scrivere un post diverso dal solito, perciò sarà necessaria una breve introduzione.

L’articolo dell’Huffington Post ha il titolo

L’ex fidanzata gli scrive per scusarsi, lui gliela rispedisce indietro dopo averle corretto tutti gli errori grammaticali

Due persone si lasciano. Anche se è stata la compagna a decidere di troncare la relazione, è la donna a scrivere una lettera di scuse. Lui, forse ancora deluso, non risponde alla lettera…ma la corregge ,  vestendo i panni di un professore di lettere, attribuendo  una sufficienza striminzita al componimento.

Una notizia del genere può suscitare ilarità ad una lettura superficiale…ma cerchiamo di mantenere la calma. Non è lecito domandarsi

Perché lui non ha considerato il gesto di lei?

Lo stesso ragazzo sembra rispondere che – invece – lo ha fatto, affermando

Introduzione lunga, conclusione breve, solo ipotesi ma mai una conferma. I dettagli sono importanti

In realtà, è solo un escamotage per non confrontarsi con la persona amata fino a poco tempo prima. Io, al suo posto, avrei quantomeno concesso un incontro chiarificatore: non accade forse così alla consegna di ogni tema? Invece, il ragazzo non lo ha concesso. A parziale giustificazione, possiamo dire che non sappiamo se ci sono stati tentativi di riappacificazione in precedenza. Purtroppo, certe notizie sono pubblicate senza che il lettore possa conoscere i dettagli ella vicenda

Siamo persone: tutti sbagliamo…che è come dire che nessuno è depositario della verità assoluta. Chiudersi nelle proprie convinzioni  non favorisce di certo né il dialogo, né il progredire dell’umanità. Prima di arrendersi alla volontà altrui, occorre fare più di un tentativo di riappacificazione.

Se avanzo, surgelatemi

Se avanzo surgelatemi
Se avanzo surgelatemi

Già il titolo della pagina Facebook da cui ho preso l’immagine di stasera dovrebbe dare molte indicazioni: Cartelli, insegne e annunci strani divertenti assurdi.

Ma è proprio così assurdo scrivere su un muro la frase

Se avanzo surgelatemi

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Gli angeli

 

Non sono un grande fan di Vasco Rossi ma, in una giornata triste come questa (permettetemi di tenere segreto il motivo, per una volta), mi torna sempre in mente la canzone Gli angeli.

Il motivo è semplice: il testo è molto commovente, perciò aiuta a sfogare la tristezza accumulata e – magari – lascia che la mente vaghi nei ricordi del tempo passato.

Il ricordo è – forse – il modo migliore per sfogare il proprio dolore: rendersi conto che un tempo piacevole non potrà tornare più è molto doloroso. È per questo che invochiamo l’aiuto degli angeli? Forse ma, rendendoci conto che non arrivano, aumentiamo il dolore.

Detta così, sembra di volersi autodanneggiare. Se, però, andiamo ad analizzare la cosa più a fondo stiamo solo cercando un modo per sfogarci.

Lo sfogo è qualcosa di liberatorio, dopo il quale avremo la giusta forza per ricominciare a camminare. È il primo passo di un percorso che richiede più o meno tempo, variabile da persona a persona, ma è il più importante: nel momento in cui lo compiamo, ci rendiamo conto di essere umani.

Questa mi piace

Striscia di Charles Schulz
Questa mi piace

Il titolo del post di stasera può trarre in inganno: non ho perso la mia abitudine di citare la frase di cui parlerò nel titolo.

Tra le tre frasi presenti nella striscia dei Peanuts ne no scelta una che potesse creare un po’ di suspense, dire subito la mia opinione e….pubblicizzare il mio nuovo blog. La frase principale è, però, la seconda:

Un’intera montagna di ricordi non eguaglierà mai una piccola speranza

Se l’umanità vivesse di ricordi o solo di passato, non avrebbe potuto risollevarsi da molte catastrofi, molte delle quali causate dall’uomo stesso, altre dalla natura.

Non dico che sia stato facile ma, se non fosse esistita la speranza, sarebbe stato addirittura impossibile: avrebbe significato lottare con la convinzione di essere già battuti in partenza.

Questa sera non parlerò di me, ma vi invito a fare un piccolo esercizio:

  1. Chiudete gli occhi
  2. Cercate di ricordare un evento che vi ha abbattuto
  3. Cercate di ricordare come vi siete rialzati

Quanto sarete arrivati al terzo punto, vi accorgerete che – implicitamente o meno – ciò che vi ha spinto ad andare avanti è stata la speranza. Qualcuno potrebbe dire che è anche un discorso di tenacia: senza dubbio! Molto spesso, però, facciamo seguire l’imperativo

Devo farcela!

Ad un più sentimentale e sopirato

Speriamo che….

 

Potrei aprire una pagina qualsiasi di un libro di storia e vi accorgerete che l’uomo ha proceduto passo dopo passo con tenacia e speranza ogni volta.

La gente si accontenta della superficie…

La gente si accontenta troppo
La gente si accontenta della superficie, di quei segni convenzionali che può scambiarsi senza pericolo, dell’assaggio, e resta assetata per tutta la vita.

Durante le mie lunghe passeggiate, mi è spesso capitato di farmi una domanda

Ma cosa vorrebbero le persone che incontro per la strada ogni giorno?

La  risposta sembrerebbe scontata, quasi banale: la gente vuole vivere la propria vita. Ognuno può dare il significato che vuole a questo concetto. Per quanto mi riguarda, dovrei stilare un elenco infinito di cose che vorrei.

Sàndor Marai dice la stessa cosa nel romanzo L’isola, con la frase

La gente si accontenta della superficie, di quei segni convenzionali che può scambiarsi senza pericolo, dell’assaggio, e resta assetata per tutta la vita.

Il problema è che – spesso -occorre scontrarsi con la realtà dei fatti. Non siamo soli al mondo, perciò i nostri scopi possono non coincidere con i desideri e le aspirazioni mondiali.

Non dimentichiamo che la vita è fatta anche di doveri. Estremizzo ipotizzando che a tutti piacerebbe stare in vacanza tutta la vita o, per fare un esempio più calzante, avere dei rapporti che siano veramente tali con le persone che conosce.

Le soluzioni sono solo due:

  1. Accontentarsi di ciò che abbiamo
  2. Fare di tutto per migliorare la situazione

In mezzo a questi due estremi, io preferisco la terza via. Partendo dal presupposto che non si può ottenere tutto subito si può procedere per gradi. Dobbiamo cominciare a scalfire la superficie per arrivare ogni giorno più in profondità.

Questo avviene molto spesso in amicizia in età adulta: si parte da una conoscenza superficiale per poi approfondirla giorno dopo giorno.

Questo gesto rivela molto spesso che qualsiasi persona non si accontenta della superficie, ma cerca di ottenere qualcosa di più giorno dopo giorno.

 

E mi alzo sui pedali

 

Ieri tutti, io incluso, eravamo concentrati su San Valentino, perciò ci siamo dimenticati di due cose:

  1. Era il tredicesimo anniversario della morte di Marco Pantani
  2. Gli Stadio hanno dedicato a Marco la canzone E mi alzo sui pedali, di cui potete leggere il testo a questo link

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