Story of my life: what I planned, what happened

Story of my life
Story of my life: what I planned, what happened

Oggi voglio cominciare raccontandovi una storia o, per dirla in inglese, una story appena accaduta: stavo completando questo post quando ho sbagliato a premere un tasto. L’articolo che stavo scrivendo mi pareva convincente: immaginate la mia delusione quando mi sono reso conto che il lavoro  era andato perduto.

Trovo che l’accaduto sia calzante per la frase di stasera, condivisa dalla pagina Facebook Brightside

Story of my life: what I planned, what happened

Tutti vorremmo che nella nostra vita filasse tutto liscio, ma non è possibile. A volte capitano degli imprevisti che ci obbligano cambiare strada.

L’immagine che accompagna la frase è ancora più esplicativa: nella vita non si procede in linea retta. Anzi, a volte sembra di tornare indietro o di dover restare fermo un turno, come nel gioco dell’oca.

In realtà, sembra quasi che la vita voglia metterci davanti qualcosa con cui dobbiamo confrontarci, per scoprirci ancora meglio. Immaginate, per esempio, che abbiate programmato una gita fuori porta che volevate fare da tempo. Un contrattempo vi costringe a rimandare. Ironia della sorte, proprio quel giorno suona alla vostra porta un amico che non incontravate da tempo.

La domanda può sembrare scontata

Considerereste quella giornata bella o brutta?

Ciò che  – a prima vista – può sembrarci un evento infausto della nostra vita, dopo molto tempo può trasformarsi in un enorme colpo di fortuna: come avrebbe cantato Lucio Battisti,

 lo scopriremo solo vivendo

L’esempio è stato volutamente banale, ma nella maggior parte dei casi si può sempre imparare qualcosa da ciò che ci accade: magari ce ne accorgeremo solo molto tempo dopo. Non importa: l’importante è rendersene conto.

La cosa bella  di tutto questo è che costruisce giorno per giorno ciò che siamo: unici ed irripetibili.

 

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