L’inganno di tutti – Everybody’s Fool

 

 Come spesso dice il dottor House nell’omonima serie televisiva, tutti mentono. Come dimostrano il video degli Evanescence ed il testo della canzone Everybody’s fool, si mente perché vogliamo apparire perfetti.

Anche se prenderò a riferimento persone famose, i concetti possono essere declinati a qualsiasi ambiente, lavorativo o famigliare.

Molto spesso ci pongono la domanda

Come stai?

In genere, l’unica risposta socialmente accettabile ed accettata è

Bene, grazie!

Ecco un tipico esempio  di inganno socialmente accettato, anzi quasi incentivato. Mostrare il proprio dolore è sintomo di debolezza o di essere solo persone che si lamentano.

Gli Evanescence non sono certo famosi per  le loro canzoni allegre, anzi: Everybody’s fool non fa eccezione.

Il video ben esemplifica ciò che ho appena detto. Ve lo immaginate l’effetto sugli altri presentandosi con gli occhi arrossati dal pianto e cerchiati dall’insonnia? Io stesso credo di essere riuscito a presentare il mio reale stato d’animo solo alla mia psicologa.

Negli altri casi, pochi hanno notato un sorriso forzato, un colorito spento ed ogni altro  sintomo di malessere. Potremmo dire che effettivamente quasi tutti traggono in inganno gli altri. Le persone che riescono ad esternare il loro dolore senza maschera sono molto poche.

Non voglio accusare nessuno di non avermi capito, però la semplice domanda che vi ho proposto ad inizio articolo mi avrebbe fatto molto piacere, non lo posso negare.

Se conoscete una persona da tempo, non serve essere psicologi per capire se è felice o abbattuto. Partendo dal presupposto che menta per non angosciarvi a vostra volta, chiedere come sta può essere molto d’aiuto.

Basta fare una semplice domanda per risollevare il morale e far sfogare qualcuno. Se proprio continua a negare, conviene evitare di insistere o usare l’inganno per smascherare il suo dolore, ma occorre essere bravi per non creare disagi.

3 commenti su “L’inganno di tutti – Everybody’s Fool”

  1. Io invece penso che non c’è bisogno di conoscere a fondo una persona per capire se sta bene o meno. Si tratta solo di essere persone attente e sensibili. Personalmente non solo mi accorgo subito dello stato d’animo delle persone, ma quasi sempre (ahimè!) divento il loro muro del pianto…

    1. Grazie del commento. Ciò che tu chiami essere persone attente e sensibili è una dote che si chiama empatia: in parte è innata, in parte si può sviluppare.
      Certamente, però, troverai più semplice interloquire con una persona che conosci da tempo piuttosto che con un estraneo.
      Essere il muro del pianto di qualcuno può sembrare pesante, a volte, perché sembra che nessuno faccia lo stesso per/con noi…ma io lo trovo comunque bellissimo

      1. La mia empatia, purtroppo, è innata! Dico purtroppo perché preferirei non essere così…Capisco che essere di supporto a qualcuno può essere una cosa molto bella (anche se non è quasi mai reciproca!), ma sarebbe bello che le persone si confidassero anche per le cose belle, non solo per quelle tristi e solo quando gli serve…:-(

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