E berta filava

Che i costumi sociali sia siano modificati nel tempo non è certo un mistero. Un tempo la sessualità era considerata un argomento tabù, non per questo non se ne parlava.

Lo si faceva usando parecchi sottintesi, così come fa Rino Gaetano in E Berta FilavaL’ironia, in questo caso, ha anche lo scopo di prendere in giro i benpensanti.

Sono passati tanti anni, ma se Gaetano è ancora ricordato, non significa (solo) che era un bravo cantante, ma che il problema  non è stato ancora risolto.

Oltre che ad essere un animale sociale, l’uomo è anche abitudinario: il cambiamento è difficoltoso, ma inevitabile.

Esistono, però, delle eccezioni: sono le persone che portano il cambiamento nella società. Rino era sicuramente uno di questi, ma potremmo citarne molti altri, sia italiani che stranieri.

Le persone comuni sono generalmente poco inclini al cambiamento: si adeguano con fatica e, forse, controvoglia ai mutamenti. Ciò che spesso non si capisce è che comunque cambiamo senza volerlo e la staticità ha conseguenze disastrose.

Bastano due domande per capire ciò che intendo: prendendo a riferimento un qualsiasi argomento

  1. Le vostre conoscenze ed opinioni sono le stesse di due anni fa?
  2. Le conoscenze ed opinioni dei vostri amici sono rimaste immutate?

Sicuramente, l‘esperienza accumulata ha giocato un ruolo fondamentale, ma lo scambio di opinioni è stato ancor più importante.

 

Avere la testa fra le nuvole e comodissimo, permette di incontrare solo gente che sa volare

Immagine dalla pagina Facebook "Snoopy Forever"
Avere la testa tra le nuvole è comodissimo, permette di incontrare solo gente che sa volare.

Non importa che l’immagine di oggi rappresenti  Snoopy e Lucy di Charles Schulz : potrebbe rappresentare benissimo me stesso o uno dei miei amici.

Il motivo per il quale ci troviamo tanto bene insieme lo spiega la frase

Avere la testa tra le nuvole è comodissimo, permette di incontrare solo gente che sa volare.

Certe persone possono essere chiamate in vari modi:

  • Folli
  • Sognatori
  • Distratti

Spesso mi hanno chiamato distratto…Non oso chiedere a Consolata quante volte l’hanno definita una sognatrice o ad Angelica quante volte l’hanno chiamata Folle.

Basterebbe che vi mostrassi il video della Apple doppiato da Dario Fo oppure una qualsiasi intervista in cui John Landis parla di John Belushi , per farvi vedere quanto fossero gente che sapeva volare, non certo dei folli.

Nel caso di personaggi famosi, sembra adeguarsi molto l’equazione

genio e sregolatezza

Ma come è possibile adattare tutto questo alla gente comune? Al presente, si può solo pensare di essere sulla strada giusta e perseverare con una certa dose di ottimismo .  Al futuro, si può guardare la strada  percorsa con soddisfazione; le persone più vendicative, forse, troveranno piacere a dire a chi li contrastava

Avevo ragione io

Ma questa è un’altra storia.

 

Tutti i giudici la bocciano…

Ancor prima di visualizzare il video di stasera ho capito che mi sarebbe piaciuto, perché sono stato attratto dal titolo scelto dalla pagina Facebook Video incredibili, anche se ho trovato una versione migliore su youtube

Tutti i giudici la bocciano, ma quando lei capovolge il quadro…wow!

Non è possibile riassumere ciò che accade nelle scene riprese: bisogna vedere tutto fino alla fine!

Trovo queste immagini una fantastica metafora della vita:

  • Quante volte pensiamo che la nostra vita potrebbe essere migliore?
  • Quante volte ci sentiamo giudicati da altri che poco sanno di noi?

In entrambi i casi, una risposta plausibile potrebbe essere

Molto più spesso di quanto non vorrei

Quando ci sentiamo giudicati da altri o da noi stessi, dobbiamo considerare tre cose:

  1. Solo noi conosciamo la nostra vita passata
  2. Nessuno la conosce meglio di noi
  3. Nè noi, nè altri possono prevedere il futuro

Prendendo spunto dal finale di questo video, vi propongo un piccolo esercizio: questa sera, prima di addormentarvi, ripensate alle ultime vicende che vi hanno reso tristi. Cercate di visualizzarle con il distacco che solo il tempo sa darvi: vi sembrano ancora così tanto brutte? Hanno un grandissimo pregio: vi hanno reso ciò che siete adesso…metaforicamente, vi renderete conto che siete un grandissimo quadro, con una qualità in più: siete vivi!

Bella Ciao

 

Se state pensando che abbia scelto la canzone Bella Ciao cantata dai Modena City Ramblers per motivi politici, vi sbagliate: l’ho fatto per motivi storici.

È una parte di storia che – almeno ai miei tempi, ora non saprei dire – si studiava quasi frettolosamente, negli ultimi mesi dell’ultimo anno di scuola, quello degli esami: è stato così alle medie, è stato così alle superiori. Non mi stupisce che sia la parte di storia più vicina a noi e, contemporaneamente, quella che conosciamo meno: chi la conosce, l’ha approfondita per motivi professionali o interesse personale.

Fino a quando sarà in vita la generazione che ha vissuto quel periodo abbiamo ancora speranza che la memoria non venga perduta: cosa accadrà dopo? Non lo so: spero che le generazioni future non interpretino queste due stesse parole che Dario Fo ha fatto incidere sulla tomba di Franca Rame

Bella, ciao

Come un semplice saluto: come si dice spesso

La storia è maestra…ma nessuno impara mai niente

Ci vediamo sul lato oscuro della luna

Murales in bianco e nero
Ci vediamo sul lato oscuro della luna

Guardo il murales che ho trovato sulla pagina Facebook Il rock è la migliore musica del mondo e penso che Valentino Rossi avrebbe anche potuto farlo disegnare sul suo casco.

Ci vediamo sul lato oscuro della luna

ha scritto il graffitaro, italianizzando il verso di una famosa canzone dei Pink Floyd.

La luna ha sempre affascinato l’uomo, tanto da portare due Nazioni a rivaleggiare fra loro per arrivare prima dell’altra a conquistarla.

Il lato oscuro dello stesso satellite ci affascina tuttora, non solo per lo stesso motivo, ma anche metaforicamenente.

Anche le persone migliori hanno un loro lato oscuro, che si esprime con quelle emozioni che non ci piacciono

  • Rabbia
  • Tristezza
  • Delusione

per citarne solo tre.

Vorrei porre questa metafora in modo più pratico. Spesso io e Paola ci sentiamo telefonicamente: a volte vogliamo solo salutarci, altre volte uno di noi vuole mostrare all’altro il proprio lato oscuro. In altre parole, sente il bisogno di sfogarsi. Raramente è accaduto che entrambi fossimo giù di morale nello stesso momento. Il più delle volte, ci facciamo forza reciprocamente.

Quando si è tristi, si sente il bisogno di essere ascoltati: e chi può ascoltare qualcuno meglio di un amico? In quel momento, ci stiamo spostando sul lato oscuro della luna altrui. All’inizio, potremmo rimanerne intimoriti…ma tocca a noi guidare il prossimo dove c’è luce.

State pur sicuri che, quando toccherà a voi capitare sul lato oscuro della vostra luna, un amico verrà a soccorrervi.

La morte di Erin Moran

Ritratto di Erin Moran da "Huffington Post"
Ritratto di Erin Moran

Ci sono persone che non abbiamo mai incontrato per strada, ma che sono entrate nelle nostre case tutti i giorni grazie alla televisione: una di queste era Erin Moran, meglio nota per essere stata la Jonie Cunningam nel telefilm Happy Days.

Così come entrano, queste persone escono dalle nostre case con una logica televisiva: come cantavano i QueenThe show must go on.

Noi spettatori raramente ci chiediamo

Ma che fine ha fatto…?

Fino a quando non leggiamo la notizia della morte del personaggio in questione. Questa è la sorte toccata ad Erin, morta  oggi in povertà.

Lo spettacolo è anche questo: dimentichiamo i nostri idoli perché ce ne vengono proposti sempre di nuovi. Purtroppo, applichiamo questa logica alla vita di tutti i giorni.

Quante persone conosciamo e frequentiamo per lavoro o per piacere mediamente nel corso della vita? Non ho trovato statistiche a riguardo, ma non ci vuole molto a capire che sono centinaia e che con ognuna di esse abbiamo trascorso molti momenti, belli o brutti che siano.

Le persone comuni non sono certo ricordate spesso nei notiziari: se abbiamo perso contatti con una persona, possiamo

  • Chiedere ai conoscenti se hanno notizie
  • Telefonare
  • Fare una ricerca su internet

In questo modo, faremo capire a queste persone che sono importanti per noi. Allora, cosa aspettate a scrivere quella mail o a usare quel telefono?

Quando ascolti musica con le cuffie…e sei protetto dalla stupidità umana

Immagine dalla pagina Facebook "Il rock è la migliore musica del mondo"
Quando ascolti musica con le cuffie…e sei proptetto dalla stupidità umana

Mentre mi accingo a scrivere un articolo sulla musica, Consolata ha appena messo un Like ad un mio precedente commento sulla musica: la trovo una magnifica coincidenza.

Secondo la pagina Facebook il rock è la migliore musica del mondo

Quando ascolti la musica con le cuffie…e sei protetto dalla stupidità umana

Non so se  ci avete mai fatto caso, ma io preferisco parlare di persone, non di gente: la differenza è evidente anche nel comportamento. Immaginiamo che siate su un mezzo pubblico affollato e qualcuno vi pesti un piede: dareste forse la colpa alla persona immediatamente accanto a voi? È più probabile che la gente, scontrandosi, abbia creato il classico effetto – domino. A causa dell’incidente, qualcuno si arrabbierà. È giusto? Assolutamente no, perché nessuno ha colpa.

In mezzo a questa confusione, ci sarà qualcuno che non ha non ha notato nulla. Li riconoscerete da un dettaglio:  sono le  persone che hanno le cuffie nelle orecchie!

Ascoltare musica non significa solo apprezzare un artista, ma anche dedicare del tempo a sé stessi.

Dedicare tempo a sé stessi è la cosa più importante: a volte possiamo farlo semplicemente premendo il tasto play. Il tempo di un paio di canzoni…e torneremo alla vita di tutti i giorni più carichi di prima.

Le persone perfette non bevono, non mentono, non tradiscono, non litigano, non si lamentano e non esistono

 

Frase di Paulo Coelho
Le persone perfette non bevono, non mentono, non tradiscono, non litigano, non si lamentano e non esistono

Secondo la frase  di Paulo Coelho

Le persone perfette non bevono, non mentono, non tradiscono, non litigano, non si lamentano e non esistono

eppure tante persone credono di essere perfette.

Basterebbe un semplice esperimento per smontare questa convinzione. Immaginate delle persone che credono di essere perfette che dialogano fra loro: ognuno esprimerà dei concetti e compirà determinate azioni.

Se la perfezione esistesse realmente, queste persone agirebbero quasi all’unisono e si troverebbero assolutamente d’accordo l’uno con l’altro.Politicamente parlando, sarebbero dei rappresentanti ideali e vivremmo in una sorta di Stato monopartitico. Dobbiamo inoltre supporre che, in passato, queste stesse persone non abbiano mai

  • Bevuto
  • Mentito
  • Tradito
  • Litigato

 

In pratica, conosciamo tante persone che noi reputiamo perfette, forse perché hanno delle caratteristiche che ci piacciono. Comunque riconosciamo in queste persone qualche difetto. Non parliamo, poi, delle persone con un eccesso di autostima che crede di fare tutto nel modo corretto. Ironia della sorte, basta seguire un loro ragionamento per capire che non sempre hanno ragione.

Fortunatamente, in mezzo a tanti difetti, ho un dono: riesco a riconoscere le caratteristiche di queste persone dopo aver dialogato con loro meno di quindici minuti. Vorrei regalare ad ognuno di voi questa capacità, ma non è possibile.

 

Guardando il cielo

 

Non parlo spesso di canzoni perché richiedono un certo periodo di meditazione sia per apprezzarle, sia per comprenderne il reale significato, aldilà dell’accompagnamento musicale.

Pensando ad Arisa, poi, mi risulta particolarmente difficile: non perché non apprezzi la cantante ma, nella mia testa, è come se fosse l’autrice adatta per trascorrere un momento spensierato…fino a quando non ho ascoltato Guardando il cielo.

Un testo che parla di quanto ci stiamo abituando a vivere disorientati, ancor più rimarcato in un video con pochi riferimenti geografici…che sono poi i riferimenti che abbiamo visivamente presenti nella nostra vita.

Forse è proprio questo il significato del titolo: occorre guardare il cielo per trovare un punto di riferimento. Dai tempi di Galileo, sappiamo che il cielo non si muove, ma siamo noi a farlo!

Una metafora che è abbastanza chiara: nella vita abbiamo bisogno di certezze. Putroppo, l’unica certezza – a volte – sembra essere la morte.

Occorre fermarsi un attimo a porsi una domanda:

Cosa c’è di buono e stabile nella mia vita?

Forse non è semplice ma, pensandoci bene, qualcosa verrà in mente di sicuro. Quelle sono le cose che dobbiamo conservare. Il resto è solo di passaggio: forse non siamo ancora pronti ma, un giorno, faremo un po’ di pulizia ed abbandoneremo ciò che ci fa male.

Vi faccio un esempio personale: circa un anno fa, conobbi una persona che mise in dubbio l’efficacia della psicoanalisi e, perciò, tutto il lavoro che tuttora sto facendo su di me.  Non ci volle molto tempo perché lei mi ponesse subdolamente davanti ad una scelta

O me o la psicoanalisi 

Inutile dirvi quale è stata la mia scelta: alle diciotto ho appuntamento con la dottoressa!

 

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male…

Frase di Martin Kole
Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perchè facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo, il potere di scegliere.

Oggi ho scoperto la pagina Facebook YouFlame, che ha proposto la frase di J. Martin Kole

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perchè facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo, il potere di scegliere.

Lo sfondo dell’immagine è volutamente astratto: come si può rappresentare graficamente il potere di scegliere? Di certo non con uno scettro e una corona, o con qualsiasi altro oggetto sia simbolo di potere.

Il potere può fare paura: forse è per questo che lo associamo spesso a dittatori ed io non riesca a trovare una rappresentazione grafica che sia convincente e rasserenante allo stesso tempo.

Per come lo intende la frase, il potere è qualcosa di quasi magico. Non possiamo definirla una peculiarità che qualcuno ha ed altri no. tutti possiamo scegliere

Putroppo, spesso ci facciamo condizionare dall’ambiente:

  • I consigli di chi ci sta vicino
  • Le nostre paure
  • Le nostre esperienze passate

Tutte cose nel momento in cui valutiamo una scelta, soprattutto se non siamo molto convinti di cosa sia meglio per noi.

Tirare la moneta, in questi casi, affidarsi alla sorte può essere un modo solo per levarsi dalla testa una preoccupazione ed un peso dal cuore.Occorre una strategia: un modo che ci può aiutare a fare la scelta giusta.

Personalmente, quando devo prendere una decisione ascolto vari pareri (sono umano, ogni tanto faccio anch’io degli errori), poi…faccio una passeggiata, seguita da una doccia. Durante il tempo di queste attività, valuto pro e contro di ogni scelta. In genere, le opzioni si riducono a due domande

  1. Cosa accadrebbe se scegliessi di fare questa cosa?
  2. Cosa accadrebbe se scegliessi di non farla?

La risposta al secondo quesito è quasi scontata: tutto rimarrebbe come prima. Una scelta ragionevole, se siamo soddisfatti del nostro status quo…. fino al prossimo momento in cui dovremo effettuare una scelta. Per quanto riguarda la prima domanda, si può solo fantasticare sul nostro futuro, basandoci sugli elementi che abbiamo. Ma non sorprendetevi se poi il futuro non andrà come previsto.