Se osserviamo, la natura ci insegna sempre l’indipendenza e il non – conformismo

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Se osserviamo, la natura ci insegna sempre l’indipendenza e il non – conformismo

Questo articolo farà più che sorridere chi mi conosce di persona.

La frase condivisa da Ghiandola pineale – il terzo occhio recita

Se osserviamo, la natura ci insegna sempre l’indipendenza e il non-conformismo

Vi invito ad osservare l’immagine: un albero è cresciuto al di fuori della gabbia che qualcuno aveva costruito intorno a lui. Possiamo parlare di indipendenza, non conformismo o di libertà?

La differenza è sostanziale. L’albero aveva solo due scelte davanti a lui

  • Crescere all’interno dello steccato
  • Crescere al di fuori dello stesso

Mi sembra che questa sia una scelta anticonformista. Purtroppo, siamo persone, non alberi: io vorrei essere più anticonformista, ma devo comunque fare i conti con l’educazione ricevuta e le regole sociali che mi hanno imposto e che mi sono auto-imposto.

Perché accade questo? Perché  l’uomo è un animale sociale: deve vivere e convivere con gli altri.

Ammetto che – in vita mia – ho esasperato questo concetto: non mi sono mai concesso un attimo di libertà, finendo per tarparmi le ali da solo.

Come in tutte le cose, occorre seguire una giusta misura: concedersi un attimo di pazzia ogni tanto non può fare che bene, ma non dobbiamo mai dimenticarchi che esistono anche gli altri.

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Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Frase di Andrea Liberi
Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

Trovo che la frase di oggi, condivisa dalla pagina Facebook La bella e la bestia  pecchi di originalità

Amo solo i lupi solitari, perché quelli in branco non sono poi così diversi dalle pecore

perché mi ricorda molto il primo Charles Bukowski. Non possiamo pretendere che tutti nascano geni in un qualunque campo, anche se molti credono di esserlo…ma questo è un altro discorso.

Del rapporto che si instaura tra

  • Genitori e figli
  • Capo e sottoposti
  • Leader e gruppo

ne hanno parlato a profusione: non posso aggiungere altro e – comunque – concordo con gli studi sociologici finora condotti.

Oltre ai veri rapporti, ci sono anche quelli falsi: io me ne sono sempre andato, quando ho capito che stavo vivendo un falso rapporto, a costo di sacrificare amicizie profonde.

Il motivo potrebbe essere semplicemente etichettato come orgoglio, ma – sinceramente – c’è una spiegazione più corretta: certe cose non si fanno.

L’unica regola che mi sono dato in un rapporto è

Prima persona, poi tutto il resto

A prescindere dallo status sociale del mio interlocutore, do il massimo rispetto alla persona che mi trovo davanti e pretendo che lui faccia lo stesso con me.

Se questa regola non viene rispettata, per esempio quando mi obbligano a seguire certi percorsi o mi giudicano senza conoscere gran parte della mia vita ho un solo comandamento: i litigi non servono a nulla e la persona non cambierà idea solo perché lo dico io…tanto vale abbandonarla, ma sarò sempre disponibile a riaccoglierla a braccia aperte quando capirà il suo errore, ammesso che lo faccia.

Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri

Frase di Oscar Wilde
Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri

Certe pubblicità sono più efficaci di altre e i curatori della pagina Facebook de Il mio libro  lo sanno bene.

Lettura e scrittura sono sinonimi di libertà: leggendo e scrivendo ci rifugiamo in un mondo tutto nostro. Se c’è uno scrittore che ben incarna questo concetto è Oscar Wilde, infatti si deve a lui la frase

Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri

Per quanto mi riguarda, solo grazie alla mia terapeuta ho capito questo concetto: io sono libero di vivere come mi pare, gli altri non hanno il diritto di giudicarmi.  Pensandoci bene, non esiste una sola persona di cui ho pensato

Si comporta come….

seguito dal nome di un’altra persona. Eppure commettiamo due errori:

  1. Spesso cerchiamo di emulare gli altri
  2. Altre volte, giudichiamo gli altri per il loro comportamento

Sia chi viene emulato, sia chi viene giudicato ha tutto il diritto di criticare chi lo fa domandando

Ma come ti permetti?

A volte, non è neppure necessario fare a domanda direttamente: basta comportarsi di conseguenza. Non posso portare esempi personali, ma solo generici. Supponiamo che una persona manchi di rispetto ad un suo amico, giudicando il suo comportamento. Ognuno può comportarsi come meglio crede (del resto, siamo in democrazia): io mi limito a incassare e…a sparire dalla circolazione, perché non mi piace litigare.

Io non posso insegnarvi a vivere: andrei contro i miei principi ed anche io ho ancora molto da imparare, come tutti del resto.

L’esercito del selfie

Ecco (finalmente?) la canzone – tormentone di quest’anno: l’esercito del Selfie.

Arisa, Lorenzo Fragola (per la voce) e Francesco Mandelli (per la presenza scenica) sono presentati da un Pippo Baudo in versione Sanremo – Vintage.

Un contrasto? Una provocazione? Un semplice brano da dimenticare entro il 21 settembre prossimo venturo? Niente di tutto questo: uno spaccato della società moderna.

Sono anni che vediamo sia i benefici che i malefici dei Social Network, difatti

Non abbiamo più contatti, soltanto Like a un altro post

Non faccio certo parte dell’esercito di cui parla la canzone: scrivo dietro un computer, scatto sempre  dietro la macchina fotografica e mi immagino i visi felici di chi si mette in mostra su un monitor.

Mi mancano di contatti in carne ed ossa, ma mi devo accontentare: ansia, tempo e…società moderna non giocano a mio favore.

Vorrei chiedervi

Cosa preferite fra una chat e un incontro di persona?

Forse sbaglio io: forse sono io ad essere retrò come questo video. Chi ha trent’anni o poco più sa come erano i rapporti prima dell’avvento di internet…e può raccontarli a chi ha vissuto solo questo tipo di contatti.

Ecco perché mi piacciono più le cene al ristorante, le serate al pub o qualsiasi cosa fatta di persona piuttosto che una fredda telefonata e perché insisto tanto nell’organizzare qualsiasi cosa mi permetta di dialogare veramente con una persona.

Non so se vi sembra sbagliato o vecchio, ma voglio lasciarvi una considerazione: se tante volte trovo persino su internet che demonizzano questo mezzo di comunicazione….un motivo ci sarà.

 

Noi gente pazza ragioniamo con il cuore

Immagine dalla pagina Facebook "Dillo con il cuore"
Noi gente pazza ragioniamo col cuore

È la prima volta che parlo di una frase trovata sulla pagina Facebook Dillo con il cuore e non avevo notato l’assonanza fra testo proposto e nome della pagina

Noi gente pazza ragioniamo col cuore

L’immagine è emblematica: Heath Ledger nei panni del  Joker come immaginato da Christopher Nolan. Un personaggio facente parte dell’iconografia classica della pazzia rappresentato (nell’ ideologia benpensante comune) da un drogato mentre fuma una sigaretta. Guardandola di sfuggita, si potrebbe confondere con un fotogramma de Il Corvo, altro caso in cui la pazzia di certi personaggi è abbastanza evidente.

Mi piacerebbe poter etichettare questa affermazione come

Una cagata pazzesca

Per citare un film in cui il regista cita La corazzata Potëmkin: putroppo, non posso farlo.

motivi sono tre:

  1. Esiste sempre un modo razionale per raggiungere il risultato desiderato
  2. Dobbiamo comunque fare i conti con la nostra emotività
  3. Non sempre il modo razionale è la scelta migliore

In questo periodo, per esempio, la mia amica Linda sta cercando di riavvicinarmi ad una conoscenza comune: razionalmente parlando, basterebbe chiedersi scusa reciprocamente e continuare la nostra amicizia come se nulla fosse.  In pratica,ci sono stati dei cambiamenti sia nella mia vita che in quelli dell’altra persona che renderebbero tutto molto complicato.

A volte vorrei che cuore e razionalità fossero molto più vicini.

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Frase dal web
La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Il web ci insegna non è necessario essere dei premi nobel della letteratura per conoscere ed esprimere la verità.

Proprio per questo mi piacciono le frasi anonime: ognuno di noi può dirle. Non avendo abbastanza competenze linguistico-letterarie (o non volendole usare) sono anche più schiette e sincere.  La frase di oggi ne è un esempio

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Solo Charles Bukowski usava un linguaggio scurrile nei suoi scritti: per tutti gli altri scrittori, non sarebbe risultato appropriato nemmeno stilisticamente parlando.

Forse è proprio per questo che la letteratura è piena di casi di depressione: gli autori non vengono ascoltati, ma letti! Manca il contatto umano tra autore e scrittore, tra blogger e utente internet, fra amici che debbono accontentarsi del telefono per sentirsi!

Non essere ascoltati può generare rabbia: non sfogare la rabbia può essere molto pericoloso.

Il problema nasce da vari fattori:

  • Ci vediamo sempre meno
  • Chattiamo sempre di più
  • Ci ascoltiamo sempre meno
  • Parliamo sempre di più

Avete notato che vogliamo parlare tutti, ma nessuno ascolta il prossimo? Lo facciamo perché siamo così convinti delle nostre ragioni che….non ascoltiamo quelle altrui, costringendo il nostro interlocutore a tenersi dentro un vaffanculo che non riesce a venir fuori perché è sempre più percepito come un offesa, non come un modo forse un po’ troppo sanguigno per far capire al prossimo che siamo tutti uguali e tutte le opinioni devono essere rispettate.

Con le delusioni non si diventa più forti, ma più freddi

DelusioniNonPiuFortiPiuFreddi
Con le delusioni non si diventa “più forti”, ma più freddi

Molti utenti di Tumblr hanno condiviso spesso la frase

Con le delusioni non si diventa “più forti”, ma più freddi

Ponendola con uno sfondo privo di colore o con una dominante fredda, come in questo caso, per rimarcare il concetto.

Trovo che sia un concetto tanto giusto quanto lapalissiano: ciò che ci rafforza non sono le delusioni, ma i tentativi falliti nel conseguire un risultato pratico.

La delusione ci indebolisce ed è più rivolta ad una o più persone che ad un qualsiasi evento. Una frase semplice come

Non mi capisci!

non è sintomo di rabbia, ma di delusione: convinti di essere accettati per ciò che si è, ci troviamo spesso a confrontarci con persone che hanno preferito trincerarsi nelle loro convinzioni piuttosto che ascoltarci.

Di esempi personali ne è piena la mia vita: trovo difficile concentrarmi su uno solo di essi per descriverlo.

Quale potrebbe essere la nostra forza, in casi come questo? La certezza di aver fatto la scelta giusta, dettata dalle nostre esperienze passate, che gli altri non conoscono. Questo ci rende più tenaci e, solo in apparenza, più freddi.

In realtà, rivolgiamo il nostro calore verso altre persone, perché ci siamo resi conto di aver rivolto le nostre attenzioni alla gente sbagliata.