Contro, Nomadi con Augusto Daolio

 

Oggi non scriverò l’articolo previsto, ma cambierò argomento: negli ultimi giorni ho riflettuto molto. Come descrivermi veramente? Tanti si sono fatti opinioni sul mio conto, spesso contro di me, altrettanto spesso conoscendomi poco. Forse è accaduto perché anche io mi sono fatto conoscere poco…o forse perché anche io mi conosco poco.

Quali siano i miei gusti musicali non è certo un mistero: basta girare sul blog per capirlo. Qualcuno dice che io sia

  • Affidabile
  • Empatico
  • Corretto

Non so se sia vero. L’unica mia certezza è quella di essere una persona Contro, nel senso inteso dai Nomadi nel testo della loro canzone che dà il titolo all’album del 1993

Contro cosa è facile intuirlo: sono contro le ingiustizie perpetrate nei confronti del prossimo. Spiegare meglio questo concetto non è altrettanto semplice: qualsiasi frase non renderebbe l’idea. Forse è proprio questo il significato profondo della mia ansia: non riuscire a spiegare al mio interlocutore di turno le mie ragioni.

Tutti commettiamo errori: anche io ne ho fatti. Se ho mancato di riguardo a qualcuno, chiedo scusa: non era mia intenzione. Non pretendete, però, che io non venga ferito quando qualcuno mi manca di rispetto: del resto, sono una persona come voi.

So di essere troppo rigido nei miei comportamenti: sto facendo il possibile per rendermi più umano.

Di fondo, però, resterò sempre una persona contro. Secondo me, ogni persona dovrebbe poter vivere come meglio crede e – sempre ammesso che non vada contro la legge – non dovrebbe dare troppe spiegazioni. Al massimo, potrebbe soddisfare la curiosità delle persone.

Fare tutto questo non è semplice, perché le persone tendono a giudicare qualunque cosa non capiscano o vada contro i loro principi. Il rischio di incomprensione mi sembra piuttosto elevato. Dovremmo capire tutti che, una volta che esiste il rispetto reciproco, il resto è secondario.

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