Quando scoprirai chi sei, riderai…

Buddha: un giorno scoprirai chi sei
Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere

Facendo psicanalisi, mi sono spesso domandato se sia più una scienza o più una fede: la mia terapeuta sostiene sia un percorso di conoscenza di sé.

Essendo lei l’esperta e fidandomi di lei, prendo per buona la sua definizione ed attendo con ansia il momento citato dalla frase del Buddha

Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere

In effetti, sto ridendo già adesso: le difficoltà sono ancora molte, ma è anche grazie al lettino che ho aperto il blog, che cammino dieci chilometri  al giorno,  che dormo otto ore per notte. Detto da uno che non credeva in un qualsiasi tipo di terapia, non vi sembrano dei grandi risultati?

La faccenda si fa molto più comica  quando qualcuno pretende di insegnarmi a vivere: fidatevi se vi dico che potrei essere io ad insegnare loro a farlo. Tuttavia, non lo farò mai: ognuno deve fare il suo percorso di conoscenza personale.

La declinazione scoprirai racchiude tutti questi concetti: impossibile che qualcuno scopra per noi chi siamo. Ognuno di noi deve fare il proprio percorso da solo

Non sto facendo un elogio alla psicanalisi, ma un elogio alla possibilità di prendersi un po’ di tempo per sé, anche solo trenta minuti al giorno: vedrete i risultati. L’importante è esser costanti: relegare le proprie passioni al solo week-end non vi permetterebbe di allentare lo stress con sufficiente costanza. Del resto, è come andare in bagno: dobbiamo andare tutti i giorni per non stare male.

Per esempio, perché non vi programmate ogni sera la lettura di qualche pagina di un libro? Non sempre troverete un testo di vostro gradimento, questo è ovvio, ma non è del tutto negativo. La conoscenza di sé passa anche per la comprensione di ciò che piace e di ciò che non piace

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