Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

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Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Mi chiedo spesso

Come giudicheranno gli storici il nostro mondo attuale?

Sinceramente, non vedo chi o cosa potrebbe essere tramandato ai posteri. Sembriamo così preoccupati di noi stessi che non ci rendiamo conto di chi ci circonda.

L’immagine proposta dalla pagina Facebook Metteteci una pietra sopra ma anche no rende bene l’idea. Lo scheletro fossilizzato di un uomo intento a farsi un selfie spiega benissimo la frase

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Una cosa molto diversa dal futuro immaginato nella saga cinematografica Ritorno al futuro o nel cartone I pronipoti. In entrambi i casi, si nota una certa permanenza di cose che – ai tempi in cui uscirono questi lavori – sembravano dover durare per sempre.Concetti come

  • Famiglia
  • Amici
  • Persone

Sembrano invece essere stati dimenticati, lasciando spazio all’edonismo e all’egocentrismo.

Cosa ci aspettiamo di raggiungere agendo così? Probabilmente, una sorta di soddisfazione. Se è vero che è immediata, è altrettato vera che è effimera. La fotografia potrebbe essere cancellata pochi minuti dopo o disperdersi tra i miliardi di cose postate ogni giorno. L’unica cosa che potrebbe salvarli dall’essere dimenticati è fare il backup del proprio account molto di frequente,a meno che un giorno i server dedicati non vengano dismessi.

Se, invece, collaborassimo più spesso l’uno con l’altro o – più semplicemente – ci parlassimo di più, avremmo qualcosa di bello da tramandare alle prossime generazioni.

 

 

 

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Domani

 

Milano e Legnano distano fra loro meno di un’ora di automobile: impossibile non aver mai sentito parlare dei Finley!

Non tutti sono così fortunati: come ci spiega bene la canzone Domani, ci sono coppie che si amano ma che abitano ad oltre mille chilometri di distanza l’uno dall’altra e possono vedersi solo nel week-end o anche meno.

Come si suol dire

L’amore non ha confini

inoltre, fa parte della vita. A volte, però, mi domando: perchè le coppie non possono avvicinarsi fisicamente fra loro?

Se fra chi mi legge c’è anche qualcuno che sta vivendo una relazione a distanza, me lo spieghi: io non lo capisco.

Se l’amore è vero, insieme al partner si dovrebbe riuscire a trovare il modo per avvicinarsi fisicamente: forse non si vivrà sotto lo stesso tetto, ma sarebbe comunque possibile vedersi quasi ogni giorno.

Ho alcuni  parenti che si sono sposati con persone di altri continenti: è vero che è accaduto negli anni ottanta e novanta del secolo scorso, quando l’economia era decisamente migliore, ma nel ventunesimo secolo dovrebbe essere più semplice avvicinarsi e vivere insieme.

Se tutti lo facessero, nessuno dovrebbe più dire

Domani ripartirò

 

Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Frase di Jack Kerouac tratta da "Storie di ordinaria follia"
Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Chi mi conosce, sa che sono una persona disordinata. Se fosse solo una questione di educazione oppure estetica, potrei imparare ad essere più ordinato.

Putroppo, la frase di Jack Kerouac ci dimostra che non è così semplice

Tutto è in disordine: i capelli, il letto, le parole. Il cuore. La vita

Il disordine visibile non è nient’altro che una dimostrazione pratica del fatto che la vita non è sempre rosa e fiori. Naturalmente, tutti dobbiamo fare i conti con imprevisti piccoli e grandi.

Ciò che ci rende difficile la vita non sono gli imprevisti quotidiani, ma ciò che ci turba da lungo tempo e che non sappiamo come risolvere.

Tutti hanno una situazione simile, seppure per motivi diversi da persona a persona. Sono mesi che predico il maggior ascolto reciproco piuttosto che il chiudersi in sè stessi…ma nessuno mi ascolta mai, come direbbe la mia amica Luna.

Trovo semplicemente ridicolo il fatto che tutti noi non riusciamo a risolvere i nostri problemi da soli, ma ci prodighiamo come forsennati in consigli per il prossimo, ergendoci a maestri di vita, per poi non essere ascoltati.

Il dialogo e l’aiuto reciproco potrebbero essere soluzioni ottimale a tutto questo, non trovate?

Piccolo uomo

 

Per chissà quale ragione, stamattina mi sono svegliato con in testa la canzone Piccolo uomo della compianta Mia Martini: forse perché voglio continuare il discorso di ieri.

Un testo che conoscono tutti, che parla della fine di un amore. Mi piacerebbe che in casi come quelli narrati John Belushi risorgesse per dire

È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi.

Perché difficilmente due persone smettono di amarsi contemporaneamente: un componente della coppia si sente sollevato per aver dato la notizia all’altro, che invece si sente distrutto. Lasciarsi di comune accordo è più unico che raro,  sia che si tratti di amore, sia che si tratti di amicizia. Più spesso, l’amore continua per lungo tempo, anche quando una delle persone è morta.

Ecco uno di quei casi in cui vorrei ci fosse più dialogo, non tanto per cercare di appianare i contrasti o rimettere insieme i pezzi, quanto per puro e semplice rispetto dell’altro.

Il problema è che non è facile affrontare questi argomenti e i due interlocutori pensano sempre di essere dalla parte della ragione.

L’empatia, in questi casi, può aiutare solo fino ad un certo punto: l’istinto di conservazione e la voglia di primeggiare sull’altro tramutano il dialogo in uno scontro che raramente ha vinti e vincitori.

The One That Got Away

 

A volte, ascoltiamo canzoni semplicemente per rilassarci pochi minuti, dimenticandoci di capirne il significato. Il 16 marzo dell’anno scorso avevo già detto quanto sostiene una mia coetanea, ma voglio riportarlo anche oggi

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Se, poi, il testo è in inglese, come nel caso di The one that got away, occorre fare anche uno sforzo di traduzione. Lo sforzo sarà ricompensato da una sorpresa, come quella che Katy Perry è capace anche di trasmettere un messaggio nei suoi brani.

Qualcuno potrebbe sostenere

È la semplice storia di due ragazzi che si lasciano

Forse avete ragione, ma vorrei farvi due domande:

  1. Se così fosse, perché realizzare un video così tragico come quello che vedete?
  2. Perché, in psicologia, si parla di lutto anche per la fine di un qualsiasi rapporto?

Credo che il nostro cervello voglia difenderci dalla sofferenza e che la vita, di tanto in tanto, ce la sbatta in faccia: dobbiamo affrontarla.

Se una persona soffre, occorre starle vicino, anche se lei vorrebbe il contrario e se non sappiamo esattamente come fare per aiutarla: la sola nostra presenza può essere di aiuto. Del resto, si parla di una spalla su cui piangere per indicare l’amico che sta vicino a chi soffre.

Non voglio augurarvi nulla di male, ma so una cosa: se vi comporterete così, il vostro amico sarà al vostro fianco quando voi avrete bisogno di lui.

Ci sono 4 grandi differenze tra estroversi e introversi

Ieri sera L’Huffington Post ha pubblicato un interessante articolo sulle differenze scientifiche fra introversi ed estroversi

Ci sono 4 grandi differenze tra estroversi e introversi (lo dice la scienza)

Scientificamente, posso anche essere d’accordo: giusto che l’uomo si interroghi sui vari perché della vita. Non credo, però, che l’argomento possa esaurirsi a questo livello.

Quello che spesso la scienza dimentica nelle proprie analisi è che:

  1. Ognuno di noi è solo uno dei sei miliardi di individui che compongono la popolazione terrestre
  2. Ogni persona è collegata ad altri individui
  3. Gli esperimenti fatti coinvolgono solo una piccola parte dell’umanità

Introversione o l’estroversione, inoltre, sono solo una componente di ciò che è il nostro carattere e non sempre spiccano tra le altre peculiarità.

Quante persone ho conosciuto in vita mia che mi sembravano socievoli e comprensive, nel tempo rivelatesi poi non così predisposte nei miei confronti? Non lo so, ho perso il conto. Comunque, credo che una cosa del genere sia capitata ad ognuno di noi, almeno una volta.

Una persona comune può fare solo una cosa per capire se un suo simile è qualcuno con cui trascorrere piacevolmente del tempo con lui: frequentarlo per un po’, domandando e domandandosi cosa li accomuna e cosa no.

Sembra essere uno studio, lo so: ma è solo un invito ad essere più aperti con gli altri e – contemporaneamente – guardarsi dentro.

Rehab

 

 

Sono già trascorsi sei anni da quando Amy Winehouse ci ha lasciati entrando a far parte del 27 Club. Nel 2011, giusto in queste ore, la stavamo piangendo.

Basta leggere il testo di Rehab per capire che, forse, Amy aveva già deciso di morire cinque  anni prima, nonostante amici e parenti gli consigliassero di disintossicarsi. Forse nemmeno lei se ne rendeva conto, ma è così.

Non ho mai conosciuto nessuno che riconoscesse di avere seri problemi. La frase che mi sono più spesso sentito dire è stata

È solo un momento no: passerà

Senza per forza arrivare all’estrema conseguenza della morte, ci sono periodi in cui quel momento no sembra durare tanto, troppo tempo. Pochi toccheranno il fondo e grideranno a tutti

Ho bisogno di aiuto

Questo è uno di motivi principali per il quel esiste l’amicizia: aiutare l’amico facendo la cosa più giusta per il suo bene in quel momento, anche se lui non è d’accordo. In altre parole, dovremmo fare l’esatto contrario di ciò che suggerisce Amy nella sua canzone.

So bene di cosa parlo. Ricordo esattamente il giorno in cui mio fratello, con la scusa di un invito a cena, mi costrinse a cominciare quel percorso psicoanalitico che mi sta portando sempre più coraggio e a conoscermi sempre di più. Ci sono giorni in cui vorrei mollare tutto, ma poi mi ricordo al strada percorsa fin qui e, allora, riprendo con ritrovata energia.