Rehab – Amy Winehouse

 

 

Sono già trascorsi sei anni da quando Amy Winehouse ci ha lasciati entrando a far parte del 27 Club. Nel 2011, giusto in queste ore, la stavamo piangendo. Forse avremo anche pensato anche al suo periodo trascorso in un Rehab ascoltandone la relativa canzone.

Basta leggere il testo di Rehab per capire che, forse, Amy aveva già deciso di morire cinque  anni prima, nonostante amici e parenti gli consigliassero di disintossicarsi. Forse nemmeno lei se ne rendeva conto, ma è così.

Non ho mai conosciuto nessuno che riconoscesse di avere seri problemi. La frase che mi sono più spesso sentito dire è stata

È solo un momento no: passerà

Senza per forza arrivare all’estrema conseguenza della morte, ci sono periodi in cui quel momento no sembra durare tanto, troppo tempo. Pochi toccheranno il fondo e grideranno a tutti

Ho bisogno di aiuto

Questo è uno di motivi principali per il quel esiste l’amicizia: aiutare l’amico facendo la cosa più giusta per il suo bene in quel momento, anche se lui non è d’accordo. In altre parole, dovremmo fare l’esatto contrario di ciò che suggerisce Amy nella sua canzone: andare contro il volere della persona in questione, solo per il suo bene

So bene di cosa parlo. Ricordo esattamente il giorno in cui mio fratello, con la scusa di un invito a cena, mi costrinse a cominciare quel percorso psicoanalitico che mi sta portando sempre più coraggio e a conoscermi sempre di più. Ci sono giorni in cui vorrei mollare tutto, ma poi mi ricordo al strada percorsa fin qui e, allora, riprendo con ritrovata energia.

Comandare a qualcuno di chiudersi in un Rehab non capita a molti, ma è solo un esempio e nemmeno tanto assurdo. Per il suo bene, qualcuno potrebbe essere costretto a fare una cura qualsiasi di cui siamo certi. Forse l’amico ci odierà inizialmente, ma poi ci ringrazierà.

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