A chi lo dovevo – Paolo Borsellino

Paolo Borsellino: a chi lo dovevo
È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

Gli amministratori della pagina Facebook Informazione Libera sono sempre molto attenti: oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della Strage di via D’Amelio ed hanno postato una frase di Paolo Borsellino. Essendo un anniversario importante, anche io dovevo parlarne

È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

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The wall Pink Floyd – il muro

A volte, tutti ci domandiamo

In che cazzo di società viviamo?

Quest’interrogativo dev’essere vecchio almeno quanto me, visto che i Pink Floyd se lo chiedevano già allora, nell’album The Wall. 

Più che un album, una storia…più che una storia, una leggenda: definirlo in altri modi sarebbe impossibile. La parola wall può rimandare a tanti concetti.

La storia è piena di muri che un popolo, per motivi politici o di razza, ha lasciato costruire ai propri governanti. Poche persone si lasciano influenzare dalla razza, ma molti si lasciano influenzare da politici razzisti. A parte questo, sappiamo tutti che il muro a cui si riferisce quest’album è psicologico.

Per quanto mi riguarda, quest’album non è nient’altro che la metafora della verità: non importa se la storia riguarda Syd Barrett oppure no…..può riguardare tutti noi! Siccome non conosciamo una persona o la conosciamo solo per sentito dire, ecco che erigiamo un muro nei suoi confronti. Ma che sappiamo di questa persona se non le rivolgiamo nemmeno una parola? Dal sentirsi esclusi a sentirsi male psicologicamente, il passo è breve.

Qualcuno potrebbe essere portato a considerarsi l’ultimo fra gli ultimi, qualcun altro ad essere un genio incompreso. Se, un tempo, erano solo le Rockstar e le persone ad alti livelli a soffrire di disturbi mentali (ma, forse, alle persone comuni mancava solo una corretta diagnosi), ora mi sembra che tutti abbiano problemi di qualunque genere.

La verità è proprio il problema di quel muro che abbiamo eretto intorno a noi, che ci isola dal resto del mondo e ci fa considerare – in un delirio di onnipotenza o di indegnità  – i migliori sul pianeta o gli ultimi fra gli ultimi…ma se ci consideriamo soli, con chi mai potremmo confrontarci?

La domanda non contiene una risposta: certo, qualcuno deve pur cominciare ad abbattere il muro

 

In compagnia – Eros Ramazzotti

Oggi devo fare un cambio di rotta in corsa: avevo previsto di scrivere a proposito di una certa frase, ma gli eventi delle ultime ore mi hanno fatto ricordare la canzone In compagnia, un vecchio duetto di Eros Ramazzotti, in compagnia di Stefano Bozzetti.

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Doppi giochi? Non mi piacciono

A chi piacciono i doppi giochi?
Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

Come avrete capito leggendo il post di ieri, io e Paola stiamo tentando un riavvicinamento dopo un pesante litigio: non entro nei dettagli, proprio perché sono state le parole a generare un grandissimo problema.

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Che sarà

 

In genere non scrivo mai di sabato: mi dedico alle faccende domestiche. Oggi, però, devo scrivere. Non lo faccio semplicemente perchè il bernoccolo dello scrittore si fa sentire. Lo faccio perchè devo delle pubbliche scuse alla mia amica Paola. A dire il vero, lo avevo già fatto il 12 maggio, ma era una cosa che doveva essere letta fra le righe.

Cosa c’entra  la canzone Che sarà? Semplicemente una cosa: avevo intitolato una mail che gli scrissi ieri citando il verso

Ti do l’appuntamento come quando non lo so

Ma so soltanto che ritornerò

Titolo e verso non potrebbero essere più appropriati per chiedere scusa, perchè l’amicizia ed il paese hanno una cosa in comune: anche se arriva un’alluvione, l’importante è non farsi prendere dal risentimento e ricostruire tutto su nuove basi.

Conoscendo i miei amici, che mi hanno consigliato tanto in questi giorni, probabilmente tutti staranno scuotendo la testa o sgranando gli occhi.  Stavolta, ragazzi, devo fare di testa mia. Avevo due scelte:

  • Buttare a mare un’amicizia
  • Buttare a mare l’orgoglio

Buttare a mare un’amicizia significa buttare a mare una persona: no, grazie…perciò non restava che una scelta.

Sull’orgoglio, che dire? Non ne ho mai avuto molto, però sta salendo. Questa vicenda mi ha insegnato che so capire come si sentono persone da pochi tratti: la chiamano empatia….io ne ho da vendere! Non me la tiro, per usare un modo di dire che sarebbe adatto alla bacheca della mia amica Angelica, ma ne vado sinceramente orgoglioso.

Paola aveva chiesto un messaggio  di pubbliche scuse sulla mia bacheca Facebook….ma questa faccenda non poteva essere risolta in poche righe: avrebbe saputo di telegramma: come quando uno ti fa le felicitazioni per le nozze recandosi all’ufficio postale. Meglio prendersi un po’ più di spazio,  lasciar correre le dita sulla tastiera…e via.

Ah, già, mi sono dimenticato una cosa: Paola, ti chiedo scusa…

 

Se era grande quello che hai superato

Quante cose abbiamo superato?
Se era grande quello che hai superato, sarà immenso quello che raggiungerai.

Oggi ho commesso un errore: salvando l’immagine di cui parlare, non ho memorizzato la pagina Facebook che l’ha pubblicata. Chi la riconoscesse, è pregato di farsi vivo.

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Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

 

La comicità può essere vista non solo come un gioco, ma anche come un modo per far riflettere sulle condizioni del mondo odierno e le cose che non vanno nella vita di ognuno di noi: è più semplice dire qualcosa ridendo che con il viso preoccupato.

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Quando scegli il silenzio al posto della critica

Vantaggio di scegliere il silenzio, non la critica
Quando scegli il silenzio al posto della critica , sei il guerriero più forte senza armatura.

Il 14 maggio scorso sostenevo che non mi piacciono le persone che recitano una parte. Preferisco quelle che restano in silenzio…almeno quando non sanno cosa dire.

Oggi voglio rimarcare il concetto, postando la frase

Quando scegli il silenzio al posto della critica , sei il guerriero più forte senza armatura

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Quando brilli, incontrerai due tipi di persone …

Frase anonima: cosa accade quando brilli
Quando brilli, incontrerai due tipi di persone. Quelli che vogliono rimanere al tuo fianco e ti aiutano a brillare di più…E quelli che non sopportano la tua luce e faranno di tutto per spegnerla

La frase di oggi era troppo lunga per riportarla tutta nel titolo, ma non è la prima volta che parlo dell’incontro di persone, ed il concetto è quasi il medesimo di allora

Quando brilli, incontrerai due tipi di persone. Quelli che vogliono rimanere al tuo fianco e ti aiutano a brillare di più…E quelli che non sopportano la tua luce e faranno di tutto per spegnerla

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Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

ValerePenaTrovareTutto
Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

Sono trascorsi solo tre giorni da quando ho pubblicato un articolo su un’immagine della pagina Facebook Vabbè: forse è un po’ presto per parlarne ancora, ma gli amministratori di quella pagina sono molto prolifici.

Il campo neutro lascia spazio alla frase

Se ne vale la pena, si trova sempre tutto. Tempo, coraggio, scusa e motivo

Non sempre è facile individuare ciò per cui vale veramente la pena vivere: abituati così come siamo al nostro tranquillo ménage quotidiano fatichiamo a vedere delle alternative a ciò che abbiamo fissato in testa o sulla nostra agenda.

Siamo sicuri di una cosa: sappiamo che esiste un modo diverso di vivere la giornata, ma non sappiamo quale sia. Forse è la paura che ci blocca, ma non ce ne rendiamo conto.

Non credo che fissarsi sulla decisione di fare qualcosa di diverso sia producente: trovo più opportuno lasciare fare al caso, alla fatalità, al destino, all’inconscio…a quella cosa che (in qualunque modo vogliate chiamarlo) vi farà fare la scelta giusta.

Noi dobbiamo fare solo due cose:

  1. Prenderci il tempo di ascoltarci
  2. Essere aperti al cambiamento

Il secondo punto è la chiave del cambiamento che tanti cercano, ma che pochi trovano, a causa della loro chiusura mentale.

La mia psicanalista sosterrebbe che faccio parte dei tanti, ma credetemi che sto cercando di entrare nell’èlite dei pochi.