E coloro che furono visti danzare

Frase su coloro che vennero visti danzare
E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

Poiché alla mia amica Lucia è piaciuto il mio articolo di ieri, ho deciso di ringraziarla condividendo sul mio blog ciò che ha postato oggi sul suo profilo Facebook.

Si tratta della frase

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

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Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario

Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario Charles Bukowski
Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario. Ho la mia follia, io vivo in un’altra dimensione e non ho tempo per le cose che non hanno un’anima

Il bello di Facebook e di internet in generale è che ognuno può dire ciò che vuole: è ciò che faccio io in questo blog. L’altra faccia della medaglia è che trovo alcune cose ripetivive.

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I veri amici afferrano quasi tutto in un istante

Due veri amici con frase di Banana Yoshimoto
I veri amici afferrano quasi tutto in un istante. Fanno a gara a capirsi e vivono in un mondo senza menzogne

Su un vocabolario è impossibile trovare la definizione di una frase, anche se composta da due sole parole ravvicinate come veri amici.

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Avevi ragione te

 

C’è una ragione dietro al fatto che oggi ho deciso di parlare ancora di Francesco Gabbani. Le canzoni di Francesco Gabbani sono strane: in superficie appaiono scritte semplicemente per divertire qualche minuto (i più maligni potrebbero dire che sono scritte per fare soldi). Tuttavia, se vi prendete un attimo in più per riascoltarla bene, anche nel testo di Avevi ragione te, potreste leggervi qualcosa di interessante.

Non ho contato tutti i cantanti menzionati nel testo, ma Francesco ha ragione quando fa notare a sua madre

Guarda quanti ce n’è

Per capire bene questo brano credo, sia necessario un esperimento: ascoltate un brano e immediatamente dopo ascoltatene una cover. Il testo rimarrà pressochè identico, salvo qualche parola, ma le differenze ci saranno comunque:

  • Tonalità
  • Accompagnamento
  • Ritmo

Solo per citare qualche esempio.

Cosa ci insegna questo brano, che è solo un elenco di artisti e poco altro? Se è vero che siamo qualche miliardo sulla terra, ognuno fa le cose a suo modo: le tagliatelle di mia madre sono ottime, ma mio padre le fa meglio. Non è solo una questione di gusto personale: la ragione è che siamo unici e diversi. Stare a crogiolarsi mentalmente perché vorremmo avere delle qualità che non abbiamo

A volte, Consolata mi passa dei testi da rivedere: lei sa scrivere molto bene, ma il suo stile è diverso dal mio. Alcune volte, invidio Angelica per il suo modo di scrivere in modo scanzonato, mentre io sarei capace di trovare la serietà anche in un film di Fantozzi.

Gli aneddoti potrebbero continuare all’infinito, ma su un punto saremo tutti d’accordo: ognuno ha il suo modo di rapportarsi con la vita….ed è sempre quello corretto.

Naturalmente, ci saranno persone che penseranno di avere ragione dicendo che state sbagliando tutto, ma c’è un però: loro non sanno com’è vivere come voi!

Perché mettere un’ipoteca sulla propria felicità futura?

Perché mettere un' ipoteca sulla propria felicità futura?
Perché mettere un’ipoteca sulla propria felicità futura, quando si può essere felici e soddisfatti nell’immediato?

Ho parlato così tanto della mia amica Angelica che mi sembra giusto fare un piccolo strappo alla regola: oggi non parlerò di personaggi famosi, video o immagini firmati, ma di un suo post su Facebook.

Riportare tutto il testo  nell’articolo sarebbe stato troppo lungo, perciò ho preferito caricarlo come documento che potete scaricare a questo link. Come da titolo dell’attuale articolo, però, credo che la frase centrale del suo discorso sia

Perché mettere un’ipoteca sulla propria felicità futura, quando si può essere felici e soddisfatti nell’immediato?

Gege (così la chiamiamo in amicizia), ha centrato due punti molto importanti:

  1. A volte ci dimentichiamo dei nostri bisogni primari
  2. Un nostro desiderio potrebbe essere facilmente ralizzabile

Se avete fame, non penserete al vostro desiderio di costruirvi una famiglia con la vostra amata: dovete prima pensare al vostro corpo. Immaginiamo che il vostro desiderio sia quello di diventare uno scrittore ma che siate bloccati dall’eventuale biasimo o critica distruttiva di qualcuno.

Senza voler scomodare per l’ennesima volta Steve Jobs, la domande che dovete fare a voi stessi in questi casi sono due

  1. Mi sto divertendo?
  2. Sto danneggiando qualcuno?

Se la risposta è affermativa nel primo caso, negativa nel secondo, procedete pure (l’esempio del nipote di Angelica non c’entra: i bambini sono bambini); viceversa, dovrete trovare un’altra strada verso la felicità: non potete essere veramente felici se avete fatto del male al vostro prossimo.

Fare del male a qualcuno è – forse – il sintomo più palese che in quel momento della nostra vita non siamo felici, perciò ci vendichiamo dell’ipotetica felicità altrui. Aprirsi un po’ di più al prossimo, descrivere i nostri malesseri, potrebbe essere una soluzione alternativa.

Forse il vostro interlocutore non capirà esattamente cosa intendete dire. In ogni caso, a ci avete provato, e sarà informato della realtà dei  fatti

 

Tutti maestri di vita, finché non arriva l’interrogazione

Frase sui maestri di vita dalla pagina Facebook "Sole nero"
Tutti maestri di vita, finché non arriva l’interrogazione a sorpresa

Anche se non mi piacciono i cosiddetti maestri, oggi ho deciso di rischiare, perché l’immagine pubblicata sulla pagina Facebook Sole nero è veramente bella.

Il primo piano di una donna in penombra invita tutti noi a stare zitti con il classico gesto del dito indice sulle labbra, mentre la frase recita

Tutti maestri di vita….finché non arriva l’interrogazione a sorpresa!

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You are who you are when no one is looking

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
You are who you are when no one is looking

Sarebbe stato logico, ma anche ripetitivo, scrivere qualcosa a proposito dell’11 settembre oggi.

Fortuna vuole che un mio contatto su Facebook (perdonatemi, ma stavolta non ricordo veramente chi sia stato) stamattina abbia pubblicato l’ennesima immagine di Informazione Libera.

La frase scritta sul cartello pubblicitario recita

You are who you are when no one is looking

che, tradotta, significa

Tu sei chi sei quando nessuno sta guardando

Il fotografo è stato bravo nell’inserire nell’inquadratura una persona che fissa il cartello: sembra riflettere sul significato di queste parole. Il bianco e nero, poi, dà un che di serietà  e di cronaca al tutto. Dalla posizione in cui si trova, il soggetto non poteva vedere il fotografo (a meno che sia una modella, ma è un altro discorso). Ecco che la persona appare nella sua completa naturalezza. Se si fosse accorta di essere ripresa, forse avrebbe girato la testa e sorriso.

Fotografia a parte, vorrei farvi una domandavi accorgete mai quando state recitando una parte? Se la risposta è affermativa, ricorderete anche una di queste situazioni: davanti a delle persone più o meno conosciute, ma che non possono essere definite amiche, avete assunto l’atteggiamento che più ritenevate opportuno in quell’occasione.

Se foste stati da soli nella stessa stanza, forse avreste potuto permettervi di essere ciò che siete realmente.

Se la situazione che ho descritto vi suona famigliare, ho una richiesta da farvi: per favore, smettetela subito. Non solo perché non mi piacciono le persone che recitano, ma anche per il vostro benessere: alla lunga, non riuscirete più a reggere la parte, e scoppierete.

 

 

 

 

Anche volendo non ci possiamo fermare all’apparenza

Non fermare lo sguardo all'apparenza
Noi invece anche volendo non ci possiamo fermare all’apparenza: dobbiamo andare oltre

Ieri sera sono andato al cinema a vedere il film Il colore nascosto delle cose: non ne farò una recensione, anche perché il mio amico Alex è ben più competente di me in materia.

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Come fa un uomo a esercitare il potere …?

Come fa un uomo a esercitare il potere su un altro uomo?
«Winston, come fa un uomo a esercitare il potere su un altro uomo?». Winston riflettè. «Facendolo soffrire» rispose.

Oggi la mia amica Angelica ha postato sulla sua bacheca un’immagine presa dalla Pagina Il mio cinemaa cui mi sono immediatamente iscritto

«Winston, come fa un uomo a esercitare il potere su un altro uomo?». Winston riflettè. «Facendolo soffrire» rispose.

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