Se sembra impossibile, allora si può fare

Copertina dell'autobiografia di Bebe Vio
Se sembra impossibile, allora si può fare

Questa mattina, all’edicola dove ho preso il giornale, ho incontrato Bebe Vio che diceva

Se sembra impossibile, allora si può fare

Naturalmente, la mia è solo una metafora (che in parte nasconde un sogno): la frase non è nient’altro che il titolo della sua autobiografia, che mi sono ripromesso di leggere.

Avevo già parlato in passato di personaggi affetti da una qualche forma di disabilità.

Il fatto che una persona totalmente padrona del suo corpo o – come direbbe Bebe – con tutti i pezzi sia mediamente più insicura di una persona a cui manca qualche pezzo mi sembra quasi una legge del contrappasso: chi ha poco usa tutto il suo potenziale, chi ha tanto ne usa solo una parte.

A prescindere che crediate nel destino oppure nella natura, sembra quasi il modo usato da chi ci ha creato per pareggiare i conti.

Il mio non vuole essere un invito ad arrendersi, ma solo un invito a rendersi conto che – spesso i limiti sono solo nella nostra testa.

E’ un fatto che debbo imparare io stesso,lo so, ma rendersene conto è un passo verso il traguardo.

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Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

Mèlanie Bernet e Marito nella Foto pubblicata da "L'Huffington Post"
Mèlanie Berliet e Marito nella Foto pubblicata da “L’Huffington Post”

Dato lo mio status di single incallito, non dovrebbe stupirvi che questa mattina la mia attenzione sia stata catturata da una notizia pubblicata da L‘Huffington Post intitolata

Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

In cui Mèlanie Berliet, che vedete ritratta nell’immagine insieme al marito, racconta pro e contro di una vita di coppia ai single.

In pratica, la giornalista racconta al proprio pubblico, fra cui ci sarà un esercito di single ambosessi, uno spicchio della vita che conosceranno solo in futuro e solo se lo vorranno.

Diciamoci la verità: è un esercizio che facciamo tutti immaginando ciò che non abbiamo.

Qualcuno di noi avrà sicuramente immaginato come potrebbe essere vivere come

  • Un milionario
  • Un astronauta
  • Un politico importante

A volte realizzeremo questo sogno, altre volte rimarrà tale. Solo i secondi, però, potranno dire di aver provato pregi e difetti di un modo di vivere solamente immaginato tempo prima. Vorrei farvi una domanda

Secondo voi, perché non realizziamo veramente i nostri sogni ?

Qualunque sia la vostra risposta, sarà ben accetta: io non l’ho ancora trovata!

Decadanza

 

Essendo molto appassionato dei Nomadi, non mi sono sorpreso se ieri sera youtube mi ha proposto in home page il nuovo video del singolo Decadanza: definirlo una riflessione sulla società odierna è dire poco!

È la prima volta che mi capita di vedere un videoclip in cui le immagini vanno in una direzione opposta al testo del brano. Le immagini che scorrono riportano ad un’atmosfera festosa, come si capisce fin dall’introduzione .

Basta leggere le parole della canzone ed ascoltare quelle pronunciate dal parroco all’inizio del video per capire che Beppe Carletti e soci stanno accusando la società attuale.

Del resto, è quello che fa ogni singola persona: si conforma alla società attuale, pur criticandola. Una singola persona non può certo cambiare il mondo, a meno che non riscuota successo in un qualunque campo, ma se nessuno fa nulla il mondo non cambierà: lapalissiano, ma poco considerato.

Ci dimentichiamo spesso un fatto: tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è consentito. Allora, anziché conformarsi ad uno standard che ci sta stretto, forse è meglio cominciare a vivere come vogliamo….sempre rispettando tutti, ovviamente.

 

Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno….

Immagine dal sito "Curiosando s'impara"
Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno: 3 anni dopo loro vedono un cartello alla stessa finestra

Ho sempre avuto un rapporto speciale con i treni: quando ero piccolo, li guardavo passare dalla finestra della mia camera, sognando il giorno in cui sarei salito anche io su un treno…Come faceva forse la piccola Rio, protagonista della notizia letta poco fa Curiosando si impara

Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno, tre anni dopo vedono un cartello sulla stessa finestra

Il cartello oggetto del titolo riportava una frase scritta dal padre, molto esplicativa nella sua brevità

Lei ha cominciato la scuola

Questa storia mi ricorda molto il percorso verso il lavoro ogni mattina sui mezzi pubblici di Milano. Solitamente, ci dirigiamo al lavoro più o meno sempre alla stessa ora: così facendo, incontriamo sempre le stesse persone e gli stessi volti.

Sono persone con cui trascorriamo qualche minuto seduti fianco a fianco, ma di cui non conosciamo nulla: fingiamo di non vederli, eppure sono vicini a noi.

Sarebbe bello che ci interessassimo più delle vite altrui, come hanno fatto i macchinisti di quel treno…ma abbiamo troppa paura degli altri per farlo.

Adesso la Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia…

Frase di Ravine
Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

Le reazioni – anche satiriche – sul referendum che ha coinvolto Lombardia e Veneto lo scorso week-end non si sono fatte attendere.

Questa mattina ho trovato sulla pagina Facebook Kotiomkin  la frase

Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

In questo blog parlo raramente di politica: lo faccio quando, a mio parere, l’argomento della votazione mi ha colpito particolarmente, come accadde ai tempi della Brexit.

Noto alcuni punti in comune in due eventi così distanti geograficamente

  • La paura dell’altro
  • Un istinto di conservazione di massa
  • La paura di ciò che percepiamo come diverso o non conosciuto

Dovrebbe essere così semplice per tutte le persone capire che basterebbe essere un po’ più aperti alle opinioni altrui per evitare la maggior parte di questi confronti in cui si rischia di non avere nessun vincitore e molti sconfitti: una guerra combattuta a suon di schede, elettorali o referendarie, anziché con le armi propriamente dette.

La frase di oggi è  volutamente provocatoria, ovviamente, ma nasconde una verità di fondo abbastanza palese. Per capire il punto di vista altrui occorrerebbe calarsi nei panni altrui. Non essendo praticamente possibile, si dovrebbe sopperire con uno sforzo di comunicazione ed uno di immaginazione.

Vi siete mai chiesti come sia la vita di una persona che conoscete? Sicuramente sì, ma non vi siete mai soffermati troppo su questa domanda. Fate questo sforzo, ogni tanto: non so se cambierete idea, ma sicuramente capirete un po’ di più del punto di vista altrui.

La ricerca della felicità

LocandinaRicercaDellaFelicitaWillSmithGabrieleMuccino
La ricerca della felicità

Solo in un caso precedente ho proposto una locandina parlando di un film. Anche in questo caso, lo faccio perché è difficile proporre una scena emblematica a proposito di La ricerca della felicità.

Forse la chiave di tutto sta proprio nella frase che è anche il titolo del film stesso.

A differenza del protagonista del film interpretato da Will Smith, le persone spesso non sanno quale sia per loro il significato della parola felicità. Certo, lo sanno spiegare in termini di vocabolario ma, se chiedessimo a venti persone un esempio di ciò che loro intendono con felicità, nel migliore dei casi otterremo venti risposte diverse, nel peggiore una sola risposta

Non lo so!

Non è difficile capire i motivi

  1. Non siamo mai contenti di ciò che siamo o di ciò che abbiamo
  2. Prendiamo a riferimento le vite altrui come esempi di felicità
  3. Consideriamo la felicità un breve momento che interrompe l’infelicità, quasi fosse uno spazio pubblicitario durante il film che viviamo in prima persona

Una cosa che mi colpisce sempre di questa pellicola tratta da una storia vera, e che dovremmo prendere ad esempio, è che il protagonista ha ben chiaro fin dal principio il suo scopo finale.

Non sempre nella nostra vita abbiamo questa fortuna: credo sia per questo motivo che spesso ci sembra di girare a vuoto, ma non è mai così. Credo fosse questo che intendeva Steve Jobs parlando a Stanford.

Sicuramente, è ciò che intendo io quando parlo di ascoltarsi di più: dobbiamo trovare il nostro scopo finale.

Ho conosciuto il nulla nelle grandi cose…

Frase di Teresa D'auria
Ho conosciuto il nulla nelle grandi cose, ma ho trovato l’immenso nelle piccole cose

A causa di un malfunzionamento della mia rete internet, sono costretto a posticipare a questa mattina il post che avrei voluto scrivere ieri sera.

Ho conosciuto il nulla nelle grandi cose, ma ho trovato l’immenso nelle piccole cose

A qualcuno quella scritta da Teresa D’Auria potrebbe sembrare quasi una frase priva di senso. Quante volte finiamo la giornata pensando che non ci sia accaduto nulla di speciale?

Personalmente, mi è capitato abbastanza spesso, ma ho cominciato da qualche mese a fare una sorta di esercizio: la notte, prima di addormentarmi, ripenso mentalmente a quanto mi è accaduto durante la giornata aiutandomi con gli appunti scritti sul telefonino.

A prima vista e presi singolarmente, gli eventi accaduti possono sembrare di poco conto; in realtà sono quelli che compongono la nostra vita.

Del resto, anche l’immagine usata di sfondo rimanda allo stesso pensiero: cosa c’è di più semplice e piccolo di una margherita di campo?

A mio parere, l’insieme dell’immagine e della frase rappresenta (semplicemente?) gli attimi che dobbiamo imparare a cogliere giorno per giorno.