Un altro viaggio

Chissà perché, questa mattina continuava a suonarmi in testa un altro viaggio, canzone di J-Ax appartenente allo stesso album da cui estrassi Intro.

So bene di aver usato la parola viaggio tante volte in queste pagine, ma il motivo è semplice: è un termine che ha molte declinazioni.

Nel testo di oggi, il viaggio può essere anche essere nella città in cui abbiamo residenza, esplorando – però – un altro quartiere, magari quello che frequentavamo ai tempi della scuola.

Magari la vita ci ha portato in un altro Paese, ma il ricordo ci farà ritornare (almeno con la mente) dove siamo nati. In fin dei conti, siamo un po’ tutti come Adriano Celentano, sempre affezionati alla nostra via Gluck che abbiamo visto cambiare col passare degli anni.

Qualunque luogo, con il passare del tempo, ci sembrerà diverso rispetto a quello che ricordavamo. Magari non è cambiato nulla di particolare, eppure ci ritroveremo a dire

Qui è cambiato tutto

La verità è che siamo cambiati anche  noi stessi, ma non vogliamo ammetterlo, perché non ce ne siamo accorti.  Salvo catastrofi, vediamo una città sotto i nostri occhi giorno per giorno.

Trovo ironico che una persona dica ad un altro

Sei cambiato

in tono quasi accusatorio: tutti cambiano internamente giorno per giorno, nessuno escluso. Ecco perché può accadere che la persona che una volta ci risultava gradevole, un giorno può diventare molto antipatica, quasi nemica.

Anche se è brutto, non ci trovo nulla di male. In fin dei conti, quando un percorso è esaurito, si può sempre ripartire. Se non lo avete ancora fatto, forse avete bisogno di un altro po’ di tempo per ripartire.

Vi suggerisco una soluzione: considerate quelle cose che ritenete importanti in questo periodo e solo quelle.Il resto, tutto il resto, potrebbe solo distrarvi, perciò non cercate ulteriori novità. Durante il vostro viaggio, le novità verranno da sé.

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