Alta marea – Don’t Dream It’s Over

 

Forse a causa del ritorno al lavoro, la mia testa oggi era in Alta Marea, come il titolo della famosa cover di Antonello Venditti di un brano dei Crowded House.

Credo sia normale essere in alta marea in alcuni periodi dell’anno: questo stato mentale ci ricorda che abbiamo ancora molta strada da percorrere e siamo – appunto – ancora in alta marea.

Il concetto è meglio espresso dal titolo originale della canzone in inglese

Don’t dream is over

e ancor di più dalla sua traduzione in italiano

Non sognarti che sia finita

Un modo sicuramente più gentile di quello usato da John Belushi in Animal House per esprimere lo stesso concetto. Probabilmente, abbiamo finito l’anno contenti per come è andato, ma con una sorta di retrogusto amaro per ciò che avevamo progettato di fare dodici mesi fa, magari con l’obiettivo di concluderlo in questi giorni.Magari siamo partiti con il piede giusto, ma poi – con il tempo – abbiamo perso la spinta iniziale, fino ad accantonare il progetto che ci stava a cuore.

In casi come questo, abbiamo due opzioni:

  1. Lasciarci prendere dallo sconforto ed accantonare definitivamente il progetto
  2. Ricominciare con nuova lena il percorso interrotto

Se scegliete la prima ipotesi, rassegnatevi a cercare un nuovo progetto: le persone raramente riescono a stare veramente ferme per più di un mese. Presto o tardi, sentirete la necessità di buttarvi in qualche nuovo progetto.

Nel secondo caso, soprattutto se siete in alta marea, mi sento di darvi un suggerimento: ritagliatevi del tempo per voi stessi.

Non dovete vedere il vostro progetto – qualunque esso sia – come un obbligo, piuttosto vedetelo come un hobby oppure – se proprio volete essere pragmatici – come qualcosa che può migliorare la vostra vita.

L’obiettivo giornaliero, tuttavia, non deve essere quello di finire il progetto in una certa data: rischiereste di avere una crisi d’ansia. Dovete semplicemente vivere il tempo libero per fare qualcosa che vi piace e vi fa stare bene.

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