Figli – Toto Cotugno

Sono il primo di due figli: logico che – in occasione della festa del papà – pensassi a qualcosa che potesse celebrare la ricorrenza.

Può sembrare strano che la mia scelta sia caduta sulla canzone Figli di Toto Cotugno. Del resto, sono passati trentadue anni da quando è stata composta.

Se leggiamo bene il testo, è ancora molto attuale e lo sarà anche in futuro: parla – in modo molto delicato – dello scontro classico tra genitori e figli, non nel senso di litigio, ma nel senso di scontro generazionale.

Durante la vita cresciamo: lapalissiano. Non è solo una questione di età, ma anche di

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A prescindere dagli anni passati, resteremo sempre figli di papà e di mamma, anche quando loro non ci saranno più. Da un lato, ci sarà la voglia dei nostri genitori ad insegnarci quello che – secondo loro – è il giusto modo di concepire la vita. Dall’altro, ci sarà sempre la voglia – da parte nostra – di fare scelte che siano solo nostre: se si riveleranno giuste oppure sbagliate, solo il tempo potrà dirlo.

Il problema è molto più complesso di quanto non possa sembrare: non si tratta solo dell’educazione che i genitori impartiscono ai figli, ma si tratta anche di uno scontro generazionale, se così possiamo definirlo.

Una qualsiasi persona più vecchia di noi ha dovuto affrontare la vita in un modo che – per noi – risulta giustamente anacronistico. Dall’altra parte, si fa fatica ad entrare in un’ottica contemporanea. 

Non consideriamo mai che il nostro modo di vivere è influenzato dal nostro passato. I problemi e le gioie che abbiamo avuto nel corso del tempo si riaffacciano e reagiamo sempre allo stesso modo.  Non è solo un modo di dire che, in un certo senso

Siamo figli del nostro tempo

 

Questo è l’aspetto che causa scontri generazionali, anche quando i figli hanno superato la famosa età dell’adolescenza, in cui gli scontri (verbali e non) sono all’ordine del giorno: noi abbiamo avuto la nostra vita, è giusto che i figli abbiano la loro.

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