Camionista ghost rider

Non sono un camionista, non ho modo di conoscere bene il mondo di queste persone, se non le rare volte che percorro una superstrada o un’autostrada.

La canzone di Davide Van De Sfroos racconta questo mondo sconosciuto ai più: i compagni di viaggio sono i cantanti che si succedono volta per volta alla radio, nei compact disc o nelle playlist del camionista di turno.

Proviamo ad immaginare un camionista qualsiasi:

  1. Partenza prima dell’alba
  2. Percorsi forse abituali, forse no, ma spesso in autostrada
  3. Chilometri percorsi lontano da casa

Una vita dura, senza dubbio, in cui la cabina del tir diventa quasi una seconda casa per il camionista. Logico che in questa casa ci sia anche un po’ di musica: tiene compagnia fra una sosta e l’altra, oppure fra un casello e l’altro. Non dimentichiamo il cosiddetto baracchino, meglio noto come CB, che aiuta a comunicare con il mondo esterno.

Non so nemmeno io se – in un articolo come questo – sia meglio paragonare la vita alla musica o alla professione del camionista: forse è corretto paragonarla ad entrambe le cose.

Il camionista rappresenta il lavoro duro e faticoso. Magari lo abbiamo scelto noi, forse è lui che a scelto noi, ma non importa. Qualsiasi lavoro – soprattutto se fatto con impegno e dedizione – è duro e faticoso. Chi fa un lavoro manuale spreme i muscoli, chi fa un lavoro di concetto spreme le meningi. Dire che un lavoro è migliore di un altro è scorretto. Tutti i lavori hanno pro e contro, dipende dalle inclinazioni e dalle possibilità di ognuno.

La musica, ovviamente, è il lato bello della vita: possiamo definirlo lo svago, quella cosa che vi esorto spesso a provare, ma che accantoniamo altrettanto spesso presi da mille doveri. Forse, per iniziare, sarebbe utile trovare il lato bello del proprio lavoro. Il camionista può ascoltare tanta musica: qual’è il vostro lato bello?

 

 

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