Residente di Casalbruciato suona l’Internazionale

Non sono residente a Casalbruciato, ma mi considero antifascista: come tutti, ho le mie preferenze politiche (chiamarle ideologie mi sembra eccessivo)

Logico, quindi, che abbia provato molta simpatia per  Pippo Macrì, ripreso dal video de La Repubblica intitolato

Casal Bruciato, storico residente fa suonare ”L’Internazionale” sul balcone per il corteo antifascista

Vorrei, però, essere – per una volta – sufficientemente asettico o – per meglio dire – super partes. Pur trovando la notizia simpatica, non ci trovo nulla di eccezionale, a parte l’età del protagonista.

Costituzione alla mano, una persona ha diritto alla propria libertà di espressione, purché rispetti le leggi e coloro i quali non la pensano come lui.

In quella che io chiamo politica da strada il rispetto dell’ideologia di un’altra persona sembra andato perso. Senza la dialettica di cui sono sicuramente dotati molti politici (ahimè, non tutti) il rischio di scontri tra un residente e l’altro dello stesso quartiere esiste.

Ciò che spesso dimentichiamo è ovvio: entrambi viviamo nello stesso quartiere, perciò abbiamo delle necessità che ci accomunano. Ogni residente vorrebbe avere:

  • Vie pulite
  • Vicini simpatici o – quantomeno – dialoganti
  • Servizi per sé e per gli altri

Il secondo punto è quello su cui possiamo fare di più: quando un residente riesce ad instaurare un buon rapporto con il proprio vicinato tutti vivono meglio. Inutile sbraitare per le vie del proprio quartiere l’indignazione: meglio rendersi partecipi tutti – a prescindere dalle idee politiche – di progetti che servono al quartiere stesso.

Molti di questi progetti spettano allo Stato, ma anche un residente può fare molto: per esempio, accettare di buon grado i nuovi arrivati, cercando di conoscere la loro storia, senza lasciarsi condizionare dalla tessera del partito che ha in tasca.

Sembra un discorso difficile, in realtà è molto più semplice di quanto non possa sembrare. Dovremmo pensare al vivere come una sorta di scienza…e le scienze sono tutte andate avanti con la curiosità di conoscere ciò che ignoravamo.

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