Tutti a prendersela con i social

Perché prendersela con i social?
Tutti a prendersela con i social, tralasciando che la gente era scema pure prima

Dopo l’iniziale novità, anche i Social Network sono stati oggetto di critica. Come propone la frase del famoso gufetto della pagina Io ti maledico

Tutti a prendersela con i social, tralasciando che la gente era scema pure prima, solo che prima lo sapevano solo in famiglia

Le persone, salvo casi comprovati scientificamente dai test, non sono sceme, ma credono di sapere tutto e lo condividono con il mezzo che permette loro di far conoscere il proprio pensiero immediatamente: i social network.

In questo modo hanno preso piede teorie che – un tempo – sarebbero state causa di derisione, se non di internamento. Oggi, invece, fenomeni come il terrapiattismo trovano ampio spazio su una qualsiasi pagina personale.

Anni fa, come suggerisce la frase, la famiglia di chi asseriva una cosa palesemente falsa (spesso senza averne neppure le competenze) si consolava con il fatto che il loro caro poteva essere curato e che – con un po’ di attenzione – la cosa non sarebbe circolata più di tanto.

Oggi siamo all’esatto opposto: ognuno di noi può scrivere la teoria più fantasiosa ed antiscientifica di questo mondo e sbandierarla ai quattro venti. Non solo: con il giusto tono, non avrà difficoltà a fare proseliti.

Forse abbiamo frainteso il senso della parola social e di tutti i termini comunemente legati a  questo mondo virtuale. Condividere non significa solo far sapere la propria opinione, ma anche confrontarla con quella altrui. Invece, condividiamo solo ciò di cui siamo fermamente convinti, prendendocela con chi non la pensa come noi.

Può sembrare una cosa nuova, in realtà non lo è: è solo cambiato il campo.  Un tempo, tutto questo era limitato ad ambienti come il fenomeno ultras o – in un certo senso – la politica: visioni diverse che si scontrano fra loro. Il fenomeno social ha esacerbato tutto. Tutti possono dire la loro, con in più il beneficio  di poter tacciare chi non la pensa come noi. Tutto questo ci ha fatto diventare tuttologi che – in realtà  – sanno ben poco.

Se volete un mio consiglio, studiate tutto quello che potete, parlatene con chi ne sa più di voi  prima di scrivere un post e, magari, preferite un blog ad una pagina Facebook (che io uso solo per pubblicità)

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