
L’utente di Twitter Oltreme, di cui avevo parlato recentemente, deve ricordarsi molto bene dei ruoli che i vari personaggi hanno in un telefilm, se venerdì scorso ha postato la frase
Sempre esistiti i ruoli, buoni e cattivi, ci giocavamo da bambini, era piena la TV di telefilm, ma alla fine il buono vinceva amato e acclamato. Ora il cattivo c’è ancora, come è normale che sia, il problema è che l’acclamato è lui
Anche se in un modo poco esplicito, oltreme fa notare che tutti abbiamo molti ruoli nella vita. Possiamo essere contemporaneamente
- Genitori e figli, se i nonni fanno parte ancora della nostra famiglia
- Lavoratori e studenti, se decidiamo di studiare mentre lavoriamo
- Buoni e cattivi, come il titolo di una canzone di Vasco Rossi
La conclusione di oltreme è assolutamente condivisibile ma, a questo punto, occorre farsi una domanda
Perché, oggigiorno, i cattivi vincono sui buoni e sono perciò acclamati?
Non ho una risposta precisa, ma credo che la causa di tutto ciò sia da ricercare nell’arrivismo degli anni ottanta, di cui molti di noi sono ancora – loro malgrado – intrisi.
Non posso sapere se – a quel tempo– eravate nati oppure no: di sicuro, lo erano i vostri genitori ed i loro coetanei. Loro dovrebbero descrivervi bene la competizione esasperata che c’era in qualunque ambiente: se non conseguivi un qualunque risultato, non eri nessuno!
La massima era: per farti strada nella vita, devi mettere i piedi in testa a chi poteva ostacolarti. Con il tempo, abbiamo capito che non era così, ma eravamo (e siamo tuttora) intrisi di questo dogma che non riusciamo a scardinarlo.
La soluzione sarebbe piuttosto semplice: capire che il mondo è cambiato ed occorre stare al passo con i tempi, anche psicologicamente e sociologicamente parlando. usare la contrapposizione buoni vs. cattivi, come negli anni ottanta, non porta nessun risultato apprezzabile.